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Servizio civile nei musei: lavoro mascherato da volontariato (per giovani incoerenti e succubi?)




Che il Ministero dei Beni Culturali pensasse di risolvere i propri problemi di carenza di personale ricorrendo al volontariato, e in particolare a quello del Servizio Civile Nazionale, non è certo una novità: era il 27 novembre 2014 quando il MiBACT pubblicava la notizia della stipula del protocollo d’intesa tra Ministero dei Beni Culturali e Sottosegretariato del Ministero del Lavoro per la “realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per promuovere lo svolgimento di attività di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale”. Ora, in questi giorni, un paio di articoli (uno sul Fatto Quotidiano e uno sul Manifesto) stanno suscitando grosso clamore per aver riportato all’attenzione, molto semplicemente, una notizia vecchia di due anni: l’unica novità consiste nel fatto che, con le solite tempistiche a cui ci hanno abituato gli enti pubblici, è finalmente uscito il bando per la selezione dei mille volontari che verranno smistati nelle varie sedi del Ministero dislocate su tutto il territorio nazionale.

Se si ha la bontà e la pazienza di leggere il bando e di scorrere i progetti di cui s’occuperanno i mille volontari (è tutto pubblicato sul sito del Ministero), si arriva alla facile conclusione che le figure cercate dal MiBACT non sono altro che (di fatto) giovani formati per praticare mestieri altamente qualificati, che però saranno inquadrati come volontari e che, di conseguenza, percepiranno nient’altro che i rimborsi spese previsti per i partecipanti al programma del Servizio Civile Nazionale (ovvero un assegno mensile di 433,80 euro). I requisiti per partecipare al bando sono, ovviamente, quelli del Servizio Civile Nazionale: avere più di 18 anni e meno di 29, essere in possesso della cittadinanza italiana o di quella dei paesi dell’Unione Europea, non aver riportato condanne per una serie di reati penali specificati nel bando, non aver già partecipato al programma, non avere all’attivo collaborazioni lavorative con gli enti che realizzano i progetti, non appartenere alle forze armate. È giusto che i requisiti siano i più aperti possibili, dacché il volontariato dovrebbe essere esso stesso il più aperto possibile e prevedere che ai partecipanti vengano affidate mansioni non delicate, non qualificate, ma comunque importanti per aiutare chi lavora negli enti che realizzano i progetti del Servizio Civile Nazionale.

Servizio Civile Nazionale

Quello che invece non è giusto è che il Servizio Civile Nazionale diventi uno strumento per coprire quello che è a tutti gli effetti lavoro da affidare a personale qualificato. Il fatto è che le selezioni per i singoli progetti introducono sistemi di classificazione dei candidati che attribuiscono, com’è lecito immaginarsi, punteggi più alti ai candidati più qualificati: più importanti sono i titoli (lauree attinenti ai progetti, esperienze maturate in precedenza nel ministero o nelle sue varie emanazioni, qualifiche professionali attinenti al progetto, eventuali ulteriori esperienze, certificati, e via dicendo), più alto sarà il punteggio del candidato e di conseguenza maggiori saranno le possibilità che avrà di essere selezionato per il posto da volontario.

I progetti, del resto, non si limitano a distribuire i volontari nei musei per affidar loro semplici incarichi di assistenza all’accoglienza o alle attività di informazione e di orientamento. Prendiamo per esempio alcuni dei progetti allegati al bando. Al Museo Archeologico Nazionale di Luni, i volontari dovranno “collaborare con il personale addetto alle attività di divulgazione anche tramite l’utilizzo di tecnologie ICT”: noi, che ci occupiano di divulgazione (proprio attraverso l’utilizzo di tecnologie ICT) sappiamo quanto è importante avere un’adeguata formazione nel settore e una altrettanto adeguata esperienza maturata sul campo, altrimenti, semplicemente, non si è in possesso degli strumenti più elementari anche solo per aiutare chi di divulgazione si occupa. Oppure, alla Galleria Nazionale dell’Umbria: “coadiuvare il personale addetto nelle attività di censimento e prima digitalizzazione opere conservate”. Anche qui, per condurre campagne di censimento e digitalizzazione è assolutamente indispensabile conoscere gli strumenti della professione: conoscenze che si acquisiscono dopo una formazione specifica. È vero poi che il programma del Servizio Civile Nazionale prevede ore di formazione, ma i volontari restano in carica un solo anno: come possono “coadiuvare” la digitalizzazione e al contempo formarsi in un solo anno? La risposta è che i musei punteranno, ovviamente, ad accogliere giovani già formati per i quali le ore di formazione previste dal programma non saranno che pura formalità. Andiamo avanti: all’Archivio di Stato di Piacenza si chiede addirittura ai volontari di supportare “le attività di ricognizione fondi archivistici e bibliografici”, e alla Biblioteca Statale di Lucca la richiesta è di aiutare il personale “nelle attività di movimentazione e ricollocazione del materiale documentario”.

In poche parole: il bando appena pubblicato è l’ennesima presa in giro ai danni dei giovani che hanno investito in una formazione nel campo dei beni culturali. Ma non solo: questa operazione si configura come un doppio tradimento. Il primo è nei riguardi di chi ha studiato, ha acquisito una professionalità, e intende cogliere i frutti del proprio percorso formativo. Il secondo è nei confronti del Servizio Civile Nazionale, che tra le proprie finalità ha quella di “contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani”. Con il bando del MiBACT si cercano invece giovani che abbiano già una formazione professionale, e di conseguenza non si comprende come possa un’operazione del genere contribuire anche alla loro “formazione civica e sociale”: se il MiBACT è il primo ad approfittare del Servizio Civile Nazionale per cercare lavoratori qualificati da inquadrare come volontari, come si può sperare che questi ultimi maturino nella propria formazione civica, sociale e culturale? Ricordiamo che la partecipazione al Servizio Civile Nazionale dovrebbe essere mossa dalla deliberata volontà di rendersi utili per il prossimo. Non da quella di accettare qualsivoglia posizione perché è l’unico modo che si ha per mettersi in gioco con le proprie competenze.

C’è da sperare che il bando vada deserto, o almeno non riceva risposte da chi avrebbe le qualifiche per svolgere una professione che, in teoria, dovrebbe essere retribuita in modo adeguato alle proprie competenze. Il problema è che molti giovani criticano le scelte del governo, ma si dimostrano poi incoerenti e succubi nel momento in cui inviano le proprie domande per i vari tirocini o posti da volontario messi a bando per coprire le carenze di personale (e così facendo danneggiano anche i loro coetanei che, giustamente, si ribellano a questi usi scriteriati degli istituti del volontariato e del tirocinio). La scusa è sempre la solita: raggranellare un briciolo di esperienza per sperare in posizioni più remunerative e stabili in futuro. Ma al Ministero non andrebbero chiesti miserabili ripieghi: andrebbe chiesto lavoro vero e retribuito in modo consono. Insomma: ancora non abbiamo imparato la lezione?



Federico Diamanti Giannini

L'autore di questo articolo: Federico Diamanti Giannini

Ho fondato Finestre sull'Arte nel 2009 con Ilaria Baratta. Sono nato a Massa nel 1986 e ho ottenuto la laurea specialistica a Pisa nel 2010. Oltre che su queste pagine, scrivo su Art e Dossier, Tafter, mostreINmostra e Daily Slow.

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1. Commento scritto da giovanni in data 08/01/2017, 10:08:41

Il punto è che quelli che si sentono insultati non capiscono è NON DEVONO ESSERE i 400 euro al mese una maniera per iniziare! Fra l'altro, iniziare cosa, che quando finisce il servizio, un calcio nel didietro e a casa che tu abbia rimesso in piedi un museo da solo o ti sia girato i pollici? CHi partecipa, lo voglia o meno, perpetua un sistema schiavistico. Se lo stato non assume, I MUSEI DEVONO CHIUDERE, così la gente capisce in che mani delinquenziali siamo!



2. Commento scritto da Marco Marcucci in data 09/01/2017, 17:00:14

Forse ha ragione Elisa Stefanini? Sono ragazzi che hanno bisogno di fare esperienza e che magari non hanno una famiglia alle spalle che possa mantenerli in attesa di un lavoro prestigioso.Proprio perchè non hanno una famiglia alle spalle, hanno necessità di essere remunerati degnamente, altrimenti saranno privilegiati solo coloro che hanno "un sostegno" economico fuori dallo scarso salario ad inviare la domanda. Ma stiamo scherzando, quello che propone il sig. ministro (volutamente minuscolo) è schiavismo, schiavismo in questo caso:culturale!Il lavoro va retribuito per il suo "valore". Il giovane ha investito anni di studio e ricerche, il giusto compenso deve essere riconoscito!



3. Commento scritto da Stefano Novaria in data 09/01/2017, 18:33:35

Ma finitela di fare gli estremisti...



4. Commento scritto da Giacomo in data 28/01/2017, 13:18:05

Il problema dei musei italiani è che buona parte del personale non ha svolto nemmeno un'ora di lezione di storia dell'arte. I Musei civici poi.. una volta laureato (2014) chiesi la possibilità di collaborare in una struttura museale sulla quale avevo addirittura scritto una tesi. Io sono rimasto ovviamente disoccupato,mentre all'interno di quel museo di lavorava un macellaio "per arrotondare".




Commenti dal post ufficiale su Facebook

5. Commento scritto da Niccolò Panigutti in data 07/01/2017 14:13:40

Io non ho ben capito come si svolge il tutto... Qualche anima pia in grado di spiegarmelo?



6. Commento scritto da Franco Marrazzo in data 07/01/2017 14:19:30

Incoerenti e succubi... quando si dice che il sazio non crede al digiuno!



7. Commento scritto da Claudia Fasano in data 07/01/2017 14:27:20

Ora però datevi una regolata anche nei termini che usate. Ho fatto il servizio civile come tanti giovani della mia età (e anche più grandi) in un ente culturale. Sì: a mio parere molti (come me) lo fanno perché non trovano altro Sì: dopo un certo livello di professionalità acquisita accettare poco più di 400 euro al mese per massimo un anno è frustrante Sì: l'esperienza fatta è stata OTTIMA ed è stato un peccato levare le tende dopo un anno e sentirsi nella condizione di ricominciare tutto da 0 No: Non avete alcun diritto di offenderci con termini come "succubi" e "incoerenti". Continuate a prendervela con chi il lavoro non lo dà, non con chi accetta determinate condizioni (che credetemi, nel caso del servizio civile non sono il massimo ma sono più che accettabili) Datevi una regolata e scendete dal piedistallo



8. Risposta scritta da Enrico Maria Canadà in data 07/01/2017 14:29:53

Li senti i miei applausi? Hai davvero ragione.



9. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 14:30:44

Come far pipì fuori dal vaso, proprio...



10. Risposta scritta da Matteo Beneventi in data 07/01/2017 14:32:41

Concordo. Trovo vergognoso voler sfruttare questo bellissimo servizio. Ma non ho certamente niente contro chi lo fa. Sicuramente è una bella esperienza e certamente è meglio che la disoccupazione.



11. Risposta scritta da Valentina Appolloni in data 07/01/2017 14:39:06

Anche io ho svolto il Servizio Civile Nazionale e posso dire che è vero che spesso (troppo spesso) questo sistema viene utilizzato per coprire delle carenze di personale (o di personale qualificato). Tuttavia non mi sento incoerente o succube. Ho considerato il Servizio Civile un occasione utile non solo per guadagnare qualcosa ma anche come un anno di formazione. Per un anno ho avuto la possibilità di vedere la gestione di una biblioteca e il funzionamento di una pubblica amministrazione, cose che all'università non vengono insegnate in teoria, meno che mai in pratica. L'ho trovato utile e con delle condizioni lavorative decenti. Dopotutto il Servizio Civile sarebbe volontariato e non lavoro.



12. Risposta scritta da Micaela D'emili in data 07/01/2017 14:41:45

L'ho fatto anche io bellissima esperienza, peccato che non c'era modo di proseguirla.



13. Risposta scritta da Elena Delilah in data 07/01/2017 14:59:42

Vabe ma se leggete l'articolo, dice che questi bandi appunto, screditano sia i giovani che il progetto del Servizio Civile in sè, perché appunto non sarà volontariato ma si cercheranno figure con abilità specifiche e già maturate per quel campo di volontariato..staremo a vedere come si svolgerà e cosa ne penseranno i volontari



14. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 15:02:59

Tutto giustissimo. A maggior ragione è un peccato (per non dire stupido) buttarla sulle offese. Ai volontari poi xD



15. Risposta scritta da Emma Caviasca Nardecchia in data 07/01/2017 15:21:12

Completamente d'accordo con te. Ho fatto il mio anno di servizio civile due anni fa ed è stata un'esperienza che rifarei altre mille volte. Spesso può essere anche un "trampolino di lancio". In pochi hanno la possibilità di laurearsi nelle nostre materie ed avere il lavoro pronto, anzi credo quasi nessuno.



16. Risposta scritta da Forte Ciecatella Simona in data 07/01/2017 15:31:11

Ho letto il commento di un ragazzo che sostiene che all'Università non si studino le biblioteche. Sbagliato: io sono laureata in archivistica e biblioteconomia. Ho fatto i miei bei tirocini pratici ma, invece di lavorarci io in biblioteca, con il giusto e onesto compenso, ci lavora chi sostiene che queste cose non si studino all'Università. Ecco, il post voleva sottolineare solo questo paradosso. Sono felice dell'esperienza di questo ragazzo in biblioteca, sono meno felice per il mio stato di disoccupazione



17. Risposta scritta da Forte Ciecatella Simona in data 07/01/2017 15:33:56

Se il servizio civile diventa un modo per mettere una pezza alle carenze dello stato in determinati settori, sfruttando i ragazzi pur di sottrarsi dalla responsabilità di pagare un giusto compenso ai professionisti, l'unica cosa da dire è che è vergognoso.



18. Risposta scritta da Forte Ciecatella Simona in data 07/01/2017 15:39:32

Ah, io per essere considerata una bibliotecaria devo anche essere iscritta all'aib. Però io non lavoro (infatti ho smesso di rinnovare l'iscrizione).



19. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 07/01/2017 15:46:36

Finché ci sarà chi "accetta determinate condizioni" ci sarà "chi il lavoro non lo dà". Con tutti i conseguenti danni per il lavoro vero.



20. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 15:48:04

Rimanete nei confini del problema ed evitate di sbilanciarvi con questi giudizi da due lire. Siete una pagina pubblica. Se volete offendere andate al bar sotto casa vostra.



21. Risposta scritta da Fausto Gambino in data 07/01/2017 21:05:50

Se non la smettete di dire le parole brutte chiamo la polizia dell'internet.



22. Risposta scritta da Adriana Barbieri in data 07/01/2017 22:26:17

Trovo che il Servizio Civile sia un'ottima esperienza pratica per un giovane appena uscito dal percorso universitario. Ricordiamoci poi che per tanta gente 400 euro al mese fanno la differenza, soprattutto se si è giovani e disoccupati. Lo fanno i musei di tutto il mondo...ma proprio tutti; poi se le istituzioni preferiscono investire il denaro pubblico altrove questa è un'altra questione...ma smettiamo di farci la guerra dei poveri. Dai fa ridere.



23. Risposta scritta da Forte Ciecatella Simona in data 08/01/2017 09:52:36

Adriana Barbieri, se il giovane appena uscito dall'Università, fa un lavoro per il quale non è qualificato, consentendo allo Stato di non assumere gente capace, il danno è doppio: si fa un danno ai professionisti e all'ambito in cui una persona non qualificata viene impiegata. Io ho capito che credete che lavorare in biblioteca o in archivio sia una sciocchezza da tutti. Poi però non lamentatevi se si perdono interi fascicoli (come è successo ad un mio fascicolo) perché chi lavora in quel l'archivio è un novellino che non ha idea del concetto di ordine né di vincolo archivistico.



24. Commento scritto da Julia Tomassetti in data 07/01/2017 14:38:21

Non la vedo una cosa negativa . Io sto facendo il servizio civile in ambito assistenziale ed è una bella esperienza sicuramente all'interno dei musei deve essere anche molto formativa , avete sbagliato a scrivere " lavoro " in quanto è considerato volontariato con rimborso spese. E poi conosco delle ragazze che dopo il servizio civile sono state assunte direttamente dall'azienda , mia madre lavora al MAXXI e l'anno scorso hanno ripescato 8 ragazzi che avevano svolto negli anni passati il Sc li da loro e ora lavorano li con contratto. Se continuiamo a rifiutare qualsiasi tipo di opportunità perché " non conveniente " poi però non ci lamentiamo che siamo tutti disoccupati , si chiama gavetta ragazzi



25. Risposta scritta da Barbara Ferrari in data 08/01/2017 14:21:10

Julia Tomassetti, e' un piacere leggerti! considerazioni pragmatiche e concrete da parte di chi ha i piedi nella realtà che descrive



26. Commento scritto da Francesca Pizzasegola in data 07/01/2017 14:40:25

Neppure io sono d'accordo sul fatto che il servizio civile sia diventato, non solo nel mondo dei beni culturali, un modo per far lavorare a poco prezzo persone qualificate. Uso il termine lavorare non a caso, perché quelli chiamati volontari di fatto sono poi persone che si troveranno a lavorare, come se fossero dipendenti. Siamo d'accordo che si dovrebbe dare un vero lavoro ai giovani e non usare il servizio civile come strumento per non assumere in realtà nessuno che ricopra un ruolo stabile. Ma non posso essere d'accordo sull'etichettare i giovani come "succubi e incoerenti", solo perché parteciperanno al bando. E questo lo dico perché conosco da vicino e bene la difficoltà di trovare lavoro, anche se sei super qualificato. E se sei giovane, plurititolato, che fai, stai a casa con le mani in mano a diventare depresso, casomai mantenuto dai tuoi, che tirano la cinghia per farti campare; o casomai, sempre pluritutolato, mentre mandi curriculum a cui nessuno risponde e casomai fai tre lavori sottopagati per riuscire ad arrivare a fine mese...oppure provi a entrare nel mondo del lavoro con il servizio civile? Va bene che il sistema lavorativo andrebbe cambiato, che il signuficato del servizio civile cosi utlizzato viene snaturato, manon si possono giudicare in questo modo i giovani che provano a lavorare. Giovani che si trovano chiuse le porte in tanti posti. Giovani che credono in quello che hanno studiato e ci vogliono provare.



27. Commento scritto da Laura Botti in data 07/01/2017 14:42:11

A differenza di altro ragazzi che hanno commentato, non ho svolto e non sto svolgendo il servizio civile ma questo mi sembra un commento per niente degno di questa pagina, abbiate un po' di rispetto per chi effettua scelte che non corrispondono ai vostri canoni. La vostra pagina è interessante ma a volte vi lasciate andare a giudizi di basso livello.



28. Commento scritto da Tiziana Pandolfo in data 07/01/2017 14:44:03

Avevo sei dubbi se continuare a seguire o no questa pagina,ma dopo queste affermazioni ogni dubbio è fugato :dovreste chiedere scusa a tutti quei ragazzi senza lavoro che avete offeso :immagino che chi si permette certi giudizi il lavoro non sappia nenache dove sta di casa :un bel mesetto in catena di montaggio aiuterebbe a chiarirvi le idee...addiooooo...



29. Risposta scritta da Cristina Giovane in data 07/01/2017 16:31:38

Sono perfettamente d'accordo con te. Troppa arroganza e saccenza. Troppe volte.



30. Commento scritto da Alice River Chiesurin in data 07/01/2017 14:45:43

Ciao :-) vorrei intraprendere questo percorso dopo aver preso la laurea magistrale..qualcuno che l'ha già fatto può darmi qualche consiglio? Ve ne sarei grata!



31. Commento scritto da Claudia Fasano in data 07/01/2017 14:45:55

Io consiglio davvero agli amministratori della pagina di scusarsi, e di provare a centrare il vaso la prossima volta.



32. Commento scritto da Rossella Liccardo in data 07/01/2017 14:47:24

peccato che so troppo vecchia per il bando.



33. Commento scritto da Teresa Scarpa in data 07/01/2017 14:49:42

Il problema nn è il servizio civile, ma il fatto che con esso si sfrutta la competenza di chi partecipa per avere lavoro a poco prezzo e a tempo irrimediabilmente determinato. A chi partecipa perché vuole fare esperienza non si garantisce nulla, ma gli si chiede di lavorare e bene; il giusto ricambio nn c'è tra vecchia e nuova generazione perché si devono aspettare i farraginosi concorsi pubblici e intanto il sistema dei beni culturali regredisce in fatto di qualità del servizio. Guerra tra poveri. Tutto qua, Fasano.



34. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 14:54:49

Io ho risposto ad un "articolo" in cui, come lei può vedere benissimo, vengono utilizzati dei termini inaccettabili, che vorrebbero scoraggiare i giovani dall'intraprendere un certo percorso. E ripeto: l'atteggiamento è inaccettabile, sterile e inutile.



35. Risposta scritta da Teresa Scarpa in data 07/01/2017 15:03:01

Chi vuole fare esperienza nei beni culturali deve approfittare di queste occasioni, ma deve sapere che nn ci sarà futuro. Il tono dell'articolo può risultare perentorio, ma nn credo possa scoraggiare. Per questo dicevo che si tratta di guerra tra poveri: noi vorremmo lavorare, il ministro (come tutti i potenziali datori di lavoro) ci vorrebbe al suo servizio gratuitamente, i beni culturali sono un settore allettante per chi ha le giuste competenze (come me e lei, suppongo) e soprattutto ha una cronica carenza di personale qualificato. Tirate le somme, noi lavoriamo senza futuro e il settore BBCC resta asfittico.



36. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 15:11:11

La guerra fra poveri è quando due categorie di disgraziati se la prendono a vicenda per un problema che sta a monte, e in cui la responsabilità è di terzi che se ne approfittano. In QUESTO caso specifico il problema è un ego spropositato e una licenza ad offendere di cui si può fare volentieri a meno



37. Risposta scritta da Teresa Scarpa in data 07/01/2017 15:17:00

Capisco, si sente offesa dall'articolo più che dal ministro. Io no, sono più indignata da come vanno le cose nel settore specifico. E per questo parlavo di guerra tra noi poveri cristi... :-)



38. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 15:25:23

Anche io sono più indignata dalla fame nel mondo... Che facciamo? A gara all'indignazione? Come si permette a dire inoltre che il problema della disoccupazione e che le pessime scelte del governo in ambito culturale non mi influenzano? Ma davvero vuole insegnare a me i motivi per cui dovrei indignarmi, solo perché me la prendo perché come al solito certa gente sale sul piedistallo e "smerda" (perdoni il francese) ogni nostro tentativo?



39. Risposta scritta da Teresa Scarpa in data 07/01/2017 15:29:28

Io nn mi sono permessa di dirle proprio niente. Ancor meno le cose che mi attribuisce. Forse mi confonde con qualche altro commentatore.



40. Commento scritto da Paolo Cionci in data 07/01/2017 14:54:10

Forse fare il lavoro di guardiasala è troppo umiliante? Beh! Poi non lamentatevi che gli stranieri vengono in Italia per "rubare" il lavoro ai giovani, oppure i giovani che dicono: a me va bene quassiasi lavoro. Anzi dovete ringraziare chi vi da da lavorare anche solo per un anno e a 433 euro ma almeno lavorano, e magari, durante l'anno con qualche concorso interno...



41. Risposta scritta da Alberica Barbolani in data 07/01/2017 16:12:01

Concorsi interni non ce ne sono più da anni... Qui si tratta di un lavoro avvilente e retribuito 1/3 della paga normale... Lo facciano pure, purché non si lamentino poi. Ai miei figli, sinceramente, auguro altro



42. Commento scritto da Gabriele Paglia in data 07/01/2017 15:00:21

Scusate ma da impiegato nel settore segnalo che finora tutti i nostri servizi civili (almeno quelli del mio ufficio), quindi 4 persone, hanno trovato lavoro nel settore dopo l'esperienza. 3 di loro a tempo indeterminato. I volontari vengono pagati pochino, è vero. La consolazione, parziale, è che almeno per il mio ufficio l'esperienza è altamente formativa. E un po' prestigiosa, pure. Se c'è anche la minima, infinitesima, possibilità di trovare una qualsiasi strada per non sbattere questo poveri neolaureati a lavorare da McDonald's, tanto vale provarla, favorirla. Ho conosciuto da tutor gente più meritevole di me di lavorare, convinta, consapevole, preparata, non succube né incoerente. I veri succubi e incoerenti in questo caso mi sembrate voi. Ed è meglio tapparsi la bocca col cemento che ammazzare le speranze di un neolaureato, e non ho il prosciutto sugli occhi, so quanto è dura, non conto le ore di volontariato che ho fatto, né le scottature di quando ero pizzaiolo a nero sottopagato, né ripenso a quando.i miei colleghi guardiasala diplomati mi mettevano sotto gavetta perché dava fastidio la.mia laurea ed ero un gradino sotto a loro e me lo facevano pesare... lo so sono un privilegiato un fortunato (anche se sicurezza lavorativa non ne ho moltissima). Ma anche per quello mi.vergogno di voi per le cose che avete scritto!



43. Commento scritto da Luciana Rigoli in data 07/01/2017 15:00:38

il discorso del servizio civile vale per tutti i mestieri... anche chi lo fa nelle comunità per tossicomani o con i bambini etc etc. Se vi fossero dei tutor adeguati, sarebbe una ricchezza perché oltre ad aver un piccolo rimborso spese che é poco ma non dispiace, ti mette a contatto con una realtà che conosci solo sui libri e ti fa curriculum . Non fai il servizio civile se lavori o se hai esperienza... poi certo, che c'è chi li sfrutta purtroppo, inoltre se non ben indirizzati i ragazzi possono fare pure delle controproducenti cazzate. Ma questo é un altro capitolo....



44. Commento scritto da Silvia Ruggeri in data 07/01/2017 15:03:16

Mi sembra si stia friantendendo il significato di questo post. Non si sta criticando il servizio civile, si sta criticando lo Stato che sfrutta la buona volontà dei giovani e chi non si rende conto che accettando i termini di queste chiamate al volontariato svilisce, depaupera, praticamente rovina completamente il costo del lavoro di chi si è dedicato per anni ai beni culturali. Bandi al massimo ribasso e volontariato stanno denigrando il lavoro di alte professionalità ora gettate alle ortiche.



45. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 07/01/2017 15:24:51

È esattamente quanto volevamo dire.



46. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 15:30:07

Allora la prossima volta mettetevi un freno



https://www.facebook.com/photo.php?fbid=357455857961802&set=p.357455857961802&type=3



47. Risposta scritta da Franco Marrazzo in data 07/01/2017 15:39:28

Lo Stato non ha ricevuto alcun epiteto, chi ha fatto il servizio civile, magari per non stare buttato su un divano a farsi mantenere dai genitori, è stato qualificato succube e incoerente: e in tutto questo siamo noi che non siamo in grado di capire quello che scrivono...



48. Risposta scritta da Marco Bachini in data 07/01/2017 17:22:23

Distinzioni di lana caprina. Il senso del post era abbastanza chiaro



49. Risposta scritta da Marco Bachini in data 07/01/2017 17:23:29

E ritengo fosse un senso del tutto sbagliato



50. Risposta scritta da Giuseppina Russo in data 07/01/2017 21:18:54

Finestre sull'Arte e chi ha preso una laurea per fare questo, chi è andato fuori per imparare le lingue, ora che fa ci va al ce.... ma che vergogna nulla contro chi ha bisogno di lavorare ma così si abbassa la qualità del lavoro, poveri noi ma cosa mi tocca sentire !!!



51. Risposta scritta da Simonetta Ardone in data 08/01/2017 06:41:56

Mamma..., vi invito a venire cari ragazzi....!!! Venite a lavorare , su turni , venite a farvi trattare da camerieri da dirigenti con la metà dei vostri titoli , o senza, venite tra i lavoratori che , frustrati ed annichiliti , prima vi odieranno , poi vi useranno !!



52. Commento scritto da Cristina Tagliaferri in data 07/01/2017 15:06:54

Non commento.



53. Commento scritto da Camilla Pisani in data 07/01/2017 15:10:33

Laura



54. Risposta scritta da Laura Beaver in data 07/01/2017 16:45:05

io non venivo pagata affatto :(



55. Commento scritto da Marco Bachini in data 07/01/2017 15:13:39

Ho fatto il servizio sostitutivo civile ai miei tempi. Data la fine del servizio di leva obbligatorio sono in linea di massima favorevole all'idea di istituire qualcosa di alternativo che consenta ai giovani di fare una prima esperienza di lavoro, di servire per un periodo la comunità di cui sono cittadini, etc. etc. In poche parole reintrodurre il servizio civile avrebbe diverse finalità condivisibili e auspicabili. Non si può sempre ridurre tutto a una questione di "soldi" e di (vere o presunte) "alte qualificazioni"



56. Commento scritto da Ubaldo Molesti in data 07/01/2017 15:16:35

volontariato ,servizio civili , super bonus manager banche , scuola privata cultura come spettacolo ,ricatto sul lavoro ,referendum delegittimati , corruzione e cosi sia ...........stato italia .............



57. Commento scritto da Lucia Prandi in data 07/01/2017 15:18:05

con buona pace di tutti i professionisti over 28 anni che da anni vengono SISTEMATICAMENTE sostituiti da volontari di ogni tipo e genere.A questo punto abolissero le facoltà di archeologia e storia dell'arte!



58. Commento scritto da Gilda Strano in data 07/01/2017 15:20:10

Non bisogna accettare per principio e rispetto in questo campo in cui si sa che vengono presi giovani attraverso il servizio civile per sopperire alla mancanza di concorsi e investimenti nella cultura. Il Servizio civile deve riguardare altri ruoli, non quelle mansioni per cui in tutti gli altri paesi vengono assunti e pagati giovani con studi alle spalle! Spesso in luoghi dove occorrerebbe personale specializzato (ambiti anche delicati di restauro, archivio e tutela) si trovano volontari senza la conoscenza che servirebbe. Vanno formati certo, ma in ruoli destinati esclusivamente a volontari, non come sostituzioni di impiegati che dovrebbero essere assunti.



59. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 07/01/2017 15:40:26

Diciamolo a quanti ci insultano e ci chiedono di scusarci, e probabilmente non hanno manco letto l'articolo, ma sono andati su di giri dopo aver letto il titolo.



60. Risposta scritta da Gilda Strano in data 07/01/2017 15:52:56

Beh chi ha fatto il servizio civile in questo campo è toccato nel personale e non guarda né è più interessato al problema comune. Personalmente non accetterò, dopo anni di studi e sacrifici, di essere sfruttata lasciando così che si perpetui questa tradizione italiana e che altri dopo di me si trovino nella stessa situazione. Ovunque sono state licenziate persone perché il lavoro ormai si può avere gratis, non dobbiamo essere complici di questo. Il privato può e fa da sempre quel che vuole, lo scandalo è che lo Stato si comporti come un privato.



61. Risposta scritta da Claudia Fasano in data 07/01/2017 16:07:22

Il "titolo" era incluso come presentazione (infelice) dell'articolo



62. Commento scritto da Giacomo Montanari in data 07/01/2017 15:25:22

Il suggerimento per tutti é leggere bene l'articolo, del tutto condivisibile. Gli "insulti" che alcuni rilevano sono forse termini forti per indicare una realtà: tutti ci lamentiamo di scelte scellerate e proposte "indegne", ma poi siamo i primi ad accettarle perché "meglio di niente". Come i praticanti avvocati sfruttati dagli studi, perché se "puntassero i piedi" gli studi potrebbero in men che non si dica sostituirli agevolmente con qualcun altro disposto a sopportare tale trattamento. Siamo purtroppo una categoria troppo disunita che non ha ancora saputo chiarire una linea forte nei confronti dei troppi (ministero incluso) che considera meno di nulla il lavoro di ricerca, divulgazione e valorizzazione. Suggerirei, invece del muro contro muro che leggo, di sviluppare una discussione su questo tema che mi pare ben più interessante.



63. Risposta scritta da Caterina Stringhetta in data 07/01/2017 16:41:03

concordo su tutto al 100%, anche perchè non è da oggi che va così ma da almeno 20 anni o forse più. In ogni caso comunque, partecipare a questa "proposta" del Ministero resta per alcuni forse l'unica possibilità di fare esperienza diretta sul campo e non è poco di questi tempi. Molti laureati criticano il sistema ma non sanno assolutamente cosa significhi lavorare per un Museo, per una mostra, per un qualsiasi evento culturale. Anche in questo settore ci vuole la "pratica" che l'Università non può dare, esattamente come un laureato in giurisprudenza non può pretendere di essere trattato come un Avvocato quando il mestiere non l'ha ancora imparato.



64. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 08/01/2017 10:17:43

Ma diamo ormai per scontato che anche la pratica "qualificata" debba essere gratis o quasi. È una stortura... si tratta, pur sempre, di lavoro. E poi: utilizzare il Servizio Civile Nazionale per coprire le magagne del MiBACT è quanto di più meschino si possa fare, perché al Servizio Civile si dovrebbe partecipare per pura passione, non perché si vuol fare esperienza. Come hanno scritto in un altro commento, in Italia non studiamo storia del sindacalismo... sarebbe interessante sapere quanti di coloro che sono stati "punti nel vivo" dal nostro articolo hanno mai partecipato a una manifestazione...



65. Risposta scritta da Giacomo Montanari in data 08/01/2017 10:36:44

Il tirocinio "qualificante" è molto diverso da un sistema per sua stessa natura "mordi e fuggi". Nessuno dice che il SCN non possa essere una valida esperienza ANCHE per vedere come funziona la macchina del Mibact, ma ufficializzare il fatto che le carenze di un ministero vengano colmate dal servizio civile volontario (e come tale retribuito con forme di rimborso) è sbagliato. È come se il Ministero della sanità, pur di colmare le carenze di personale di sala con competenze infermieristiche, aprisse a volontari di varia formazione la possibilità di fare assistenza in corsia e le associazioni di categoria sostenessero che è "un bel modo per fare esperienza ospedaliera concreta". Poi boh, fate voi, ma a me pare sbagliato avvallare queste "brutte" pratiche come fossero "buone" opportunità: c'è grande differenza nel dire che pur non volendo si è costretti a farlo e invece (come vedo molti dire anche qui) che è un'ottima occasione e una apertura ai giovani.



66. Risposta scritta da Federico D. Giannini in data 08/01/2017 11:05:19

Giacomo sono contento di vedere che c'è qualcuno sulla nostra stessa linea. Qui sembra si voglia sottomettere la voglia di lottare per migliorare le proprie condizioni a quelle briciole d'esperienza sottopagata scrollate dalla tovaglia di chi invece dovrebbe offrire lavoro serio. È così che siamo diventati più soggiogati, più proni, più ricattabili: rinunciando a far sentire la nostra voce, scambiando pratiche che non sono soltanto brutte, ma sono anche dannose, per opportunità. E mi pare che questa ricattabilità diventi palese nel momento in cui si cade in quella che alla fine era una provocazione, volta a pungere l'orgoglio personale di quanti si schierano apertamente e platealmente contro un Ministero reo di creare solo lavoro precario (tanto peggio se mascherato da volontariato), ma che nella pratica accettano di sottoporsi alle condizioni più degradanti pur di dimostrare le proprie competenze (svendendole)... credo sia molto più dignitoso svolgere un lavoro "più umile" (definizione che detesto, perché ogni lavoro serio e onesto è nobile, ma la uso per rendere l'idea) ma adeguatamente retribuito piuttosto che accettare di prendere due spiccioli a condizioni avvilenti per un lavoro altamente qualificato (e così rispondo anche a quanti pensano che l'alternativa sia il divano). E comunque, finché continueremo a sottostare al ricatto delle "buone opportunità" credo che la situazione non conoscerà evoluzioni significative. Ché poi, anche ammesso che adesso sia una "buona opportunità": per il "dopo", quali sono le prospettive? Si è persa anche la capacità di vedere sul medio-lungo termine...



67. Risposta scritta da Giacomo Montanari in data 08/01/2017 11:30:51

Federico, come sai ho faticato e fatico per far capire quanto sia necessario avvalersi di persone qualificate ogniqualvolta si parli di cultura, a tanti livelli. Poi che non sempre si riesca ad offrire il livello retributivo adeguato o la prospettiva sul futuro è assai vero e io lo vivo in prima persona ogni giorno. Non ne faccio neppure un "ideale di lotta" perché ognuno di noi, in diverse forme e in diversi modi e momenti, ha accettato e accetta compromessi più o meno profondi. Ne faccio un discorso progettuale, un "tendere a...". Se il MiBACt dicesse "non ce la facciamo, come temporanea soluzione, nella contingenza e con allo studio prospettive diverse proporremmo una soluzione di compromesso BEN SAPENDO CHE NON È UNA BUONA PRATICA" lo accetterei. MA travestirlo da importante conseguimento è per me molto sbagliato, perché educa alla cultura dell'emergenza e non del progetto. Punto. Poi non me la sento di dire che se uno lo accetta fa male o sbaglia, neppure tutti proveniamo dalla medesima formazione e quindi le prospettive sono diverse. Per come la vedo io, e fucilatemi se vi va, un Ph.D. In storia dell'arte non dovrebbe neppure competere per determinate posizioni, ma non per snobismo, ma perché se il custode ha il dottorato, il curatore cosa dovrebbe essere? Un rettiliano? Così facendo, livellando la competizione al rialzo per i titoli (forse non in questo caso ma in molti) e al ribasso per le mansioni, si fa ciò che le Università sono state forzate a fare: buoni o cattivi studenti, tutti laureati e la pars major con 110 e lode.



68. Risposta scritta da Caterina Stringhetta in data 08/01/2017 18:16:13

Concordo con entrambi . Le consideraZioni di Giacomo Montanari e di Federico D. Giannini le condivido, ma resta il fatto che il mibact e prima ancora musei, istituzioni, fondazioni e cooperative hanno sempre trattato i laureati in beni culturali e storia dell'arte non come lavoratori normali, sfruttandoli e senza dare prospettive. È anche vero che le occasioni per fare veramente esperienza non sono facili da trovare e scarseggiano quasi quanto un lavoro vero. Il servizio civile presso il mibact può essere l'opportunità per un neo laureato per capire come vanno le cose, come funziona veramente la macchina organizzativa. Certamente deve essere considerato solo il primo passo per la costruzione di un'esperienza professionale che deve prevedere altre tappe formative. Poi per la questione "retribuzione " ci sono cooperative e società private che pagano molto meno per un lavoro più qualificato di quello che richiede il mibact e nessun sindacato ha mai mosso un dito per migliorare la situazione, ma non è neppure mai nata un'associazione di categoria, un gruppo organizzato che permetta di risolvere la questione neppure in quegli anni, prima del 2008 e della famosa "crisi", anno in cui i soldi c'erano ma venivano usati nel modo sbagliato. Un direttore di museo un giorno mi disse che lavorare nei beni culturali in Italia è un lusso che si possono permettere in pochi oppure i più cocciuti, perché si deve mettere in conto di trascorrere anni lavorando senza pensare allo stipendio perché spesso non c'è. Credevo fosse una battuta e invece era la verità. Per uno che molla questa strada ce ne sono 2 pronti a lavorare sottopagati oppure gratis!



69. Risposta scritta da Federico D. Giannini in data 08/01/2017 19:01:18

Giacomo Caterina grazie per le riflessioni. Giacomo, sono d'accordo su tutta la linea. Credo che compromessi e ideali possano andare d'accordo: importante è tenere il livello al di sopra della soglia di guardia, altrimenti il compromesso finisce col calpestare l'ideale, e trovo che questo sia ovviamente inaccettabile. Caterina d'accordo su tutto tranne che sul fatto che il servizio civile possa essere considerata "esperienza professionale": vero che ormai nella pratica lo è, ma il volontariato dovrebbe rimanere volontariato. E mi sembra davvero strano che occorra specificarlo... dovremmo lavorare sul "per uno che molla questa strada ce ne sono due pronti a lavorare sottopagati oppure gratis". La domanda è... cos'è più importante? Rimanere nel proprio settore o mantenere la propria dignità?



70. Risposta scritta da Caterina Stringhetta in data 08/01/2017 19:21:58

Federico se uno dovesse mantenere dignità allora è bene che vada all'estero appena laureato, e non per fare esperienza ma per rimanere lì e usare le conoscenze acquisite nelle università italiane e farle diventare competenze al servizio dei musei esteri. In molti lo fanno, gli altri restano in questo sciagurato Paese, i più cocciuti (o masochisti) perseverano.



71. Commento scritto da Alessandra Taddei in data 07/01/2017 15:41:37

Falli venire dopo tre mesi gli passa la voglia di lavorare coi turni per 400 euro



72. Commento scritto da Nadia de Luca in data 07/01/2017 15:43:19

beh, se lo faranno non li si potra' biasimare, sara' comunque una esperienza per loro..



73. Commento scritto da Marco Nuti in data 07/01/2017 15:43:33

ma certo! ormai il servizio civile è un ammortizzatore sociale per i giovani.... che ben venga eh.... come il volontariato; è l' unico modo per farsi conoscere il certe realtà lavorative; magari non nella cultura, più nel sanitario e sociale.



74. Commento scritto da Rossella Calzati in data 07/01/2017 15:44:44

Certo,meglio restare "coerentemente"sdraiati sul divano ad aspettare che il meraviglioso lavoro splendidamente retribuito bussi alla porta.



75. Commento scritto da Jenny Coffee in data 07/01/2017 15:48:12

Ahimé credo proprio si tratti di sfruttamento: molti dei posti del servizio civile sono, guarda caso, all'interno di una delle tante sedi del MiBACT. Nel settore culturale si investe poco in personale esperto e formato, personale che, stando dal bando, pare che comunque serva e che viene invece sostituito da volontari del servizio civile. Non ho nulla contro il servizio civile, ma dopo due lauree in Beni Culturali e un prossimo diploma di Scuola di Specializzazione credo sia normale voler denunciare la situazione in cui versa chi come me ha fatto anni di sacrifici di studio, oltre che economici. E' svilente, frustrante e aggiungerei preoccupante (sicuramente per lo è per me per l'incertezza del mio futuro)



76. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 08/01/2017 10:29:20

Neanche noi abbiamo niente contro il Servizio Civile, conosciamo persone che lo svolgono (non nell'ambito dei beni culturali, però) e i volontari, in molti settori, sono indispensabili perché offrono un aiuto concreto e perché imparano lezioni che nei musei probabilmente nessuno è in grado di dare. Il Servizio Civile è un istituto fondamentale, e proprio perché abbiamo un altissima stima del Servizio Civile pensiamo che approfittarne per coprire i buchi del MiBACT sia quanto di peggio il Ministero possa fare.



77. Commento scritto da Martina Conte in data 07/01/2017 15:58:09

Il problema non sono quei giovani "incoerenti e succubi" ( come voi dall'alto della vostra scienza definite) che accettano di partecipare ad un sistema scorretto. Credo che nessuno dopo anni di studio e sacrificio vorrebbe accontentarsi, tuttavia la situazione italiana é critica e c'è chi ha bisogno di "campare". Voi chiedete ai giovani non succubi e non incoerenti di non prestarsi a questo uso meschino della professionalità acquisita come se questo potesse risolvere i problemi della nostra categoria. Davvero siete convinti che così, a colpi di ideali e fame, si risolva il problema? I posti verrebbero comunque occupati,ma da gente meno qualificata, se non per nulla qualificata. E cosa avremmo risolto? Nulla. Ah no, scusate avremmo dimostrato Coerenza! Nella vita ci vuole umiltà, tanta umiltà e rispetto per le persone. Ognuno di noi ha una propria battaglia da combattere e certi moralismi sarebbe opportuno risparmiarseli. Oggi la vita é dura, 433 euro sono una retribuzione "vergognosa" se commisurata alla professionalità richiesta ma c'è chi ne ha bisogno per vivere. Non accetto di essere offesa (da chi poi?) se "cedo"per poter pagare il mutuo a fine mese. E non me ne vergogno. É facile stare in cattedra quando non si hanno problemi.



78. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 08/01/2017 10:26:35

Tanto per cominciare, ci comunichi l'indirizzo della sua banca: se elargiscono mutui a chi può contare solo su un rimborso spese di 433 euro al mese per un anno, corriamo subito ad accenderne uno (prima che falliscano). Poi: sì, le conquiste si ottengono anche a colpi di ideali e di fame. Se non ci fossero state persone con ideali e avessero tutti ragionato con "piuttosto che niente, meglio piuttosto", forse saremmo ancora alla giornata lavorativa di 16 ore. Si studi un po' di storia dei diritti civili e del sindacalismo. Infine: anche noi abbiamo avuto problemi, continuiamo ad avere problemi, e conosciamo moltissime persone che hanno problemi. Quindi conosciamo la situazione di cui parliamo.



79. Risposta scritta da Martina Conte in data 08/01/2017 12:00:08

Io non ho usato nessun tono offensivo...ma come vedo é l'unico registro che sapete usare evidentemente. Il discorso dell'elargire il mutuo beh lo trovo sciocco ed infantile, perché é ovvio che non lo si può richiedere con un tale stipendio. Se aveste messo la stessa attenzione usata ad elargire "consigli" per capire il mio discorso avreste certamente intuito che si trattava di tamponare spese ed impegni presi quando c'erano altre possibilità per tutti. Io conosco perfettamente le lotte fatte e sono indignata quanto voi per come tutto sia andato tutto perso, tuttavia non credo spetti a voi offendere gratuitamente chi decide in un momento di stasi di accontentarsi di poco. Io lavoro, tutti i giorni, in un ambito che non è quello per cui ho studiato, e studio ancora, per fronteggiare i problemi che ognuno di noi ha. Conosco le ingiustizie ma prima di puntare il dito cerco di capire le condizioni di chi ho difronte. Trovo esattamente come voi VERGOGNOSO quanto proposto, mi sento offesa come cittadina e come professionista, tuttavia non posso condividere la vostra uscita infelice verso chi si presta a questo sistema, per quanto ingiusto e meschino. Attaccarci tra di noi non risolverà il problema, purtroppo c'è chi ha la possibilità di portare avanti una lotta attiva e chi no. Giudicare non é la via migliore per me, ho tanti ideali e sogni anche io ma ci sono giorni in cui la quotidianità mi costringe ad adattarmi. Mi dispiace che il vostro articolo sia stata frainteso, ma personalmente credo che vi siate lasciati andare a giudizi non idonei che hanno purtroppo oscurato il problema di fondo. Come in mio diritto ho commentato, secondo il mio punto di vista che resta mio. Continuerò a seguirvi come sempre, ma in questo caso mi sono sentita offesa e non mi siete piaciuto.



80. Risposta scritta da Simona Vespari in data 08/01/2017 17:12:22

Martina Conte condivido quello che hai scritto.



81. Commento scritto da Ines Longo in data 07/01/2017 16:02:29

Noi che abbiamo pagato la scuola privata a nostra figlia in un materia meno nobile della cultura abbiamo pagato noi la scuola mentre lei faceva lo stage remunerato a zero ? . Un disoccupato può andare a fare uno stage a 433. ?



82. Commento scritto da Claudia Fasano in data 07/01/2017 16:15:21

Comunque se credete che il problema sia chi partecipa ad un bando di un dignitosissimo servizio civile state veramente male. Se credete che voler fare un'esperienza formativa (che SÌ: ha le sue pecche) alimenti un sistema che è DI PER SÉ fallimentare avete dei problemi seri. Se non ce la fate a scendere dal vostro piedistallo e venire sulla terra rimanete a pubblicare su fb quelle due o tre foto della Pietà di Michelangelo, che sicuramente fornite un servizio migliore.



83. Commento scritto da Alex Gombi in data 07/01/2017 16:18:59

Io già faccio il servizio civile



84. Commento scritto da Sara Bracci in data 07/01/2017 16:19:37

Secondo me il concetto sbagliato in Italia - indipendentemente dal servizio civile - è che la "gavetta" debba essere sottopagata o addirittura gratis....io in Francia sono stata assunta nel settore beni culturali con tutti i requisiti universitari ma senza alcuna esperienza pratica. Nei 6 mesi di "formazione" o gavetta come la chiamano alcuni, ero pagata 1200 euro netti, perché si dava comunque un valore al mio tempo e al mio lavoro, anche se ancora non qualificato. Non lo vedevano come un favore che facevano a me, cosa che invece in Italia è frequentissima. Scaduti i 6 mesi, contratto a tempo indeterminato e aumento. Qui è un'utopia. Almeno questa è la mia esperienza.



85. Commento scritto da Cristina Giovane in data 07/01/2017 17:05:23

Troppa saccenza ed arroganza da parte dei gestori della pagina. Purtroppo troppe volte. Se foste alle Relazioni con l'Estero avremmo un incidente diplomatico al giorno. Sparate a zero come se foste i portatori del Verbo. RIDIMENSIONATEVI.



86. Commento scritto da Maria Francesca Mureddu in data 07/01/2017 17:07:19

Ma davvero pensate che faranno lavori specializzati? Faranno movimentazione, guardiania nelle sale, inseriranno dati, cercheranno, sempre che ci sia qualcuno anziano che sa dove e come metter mano, di far corrispondere gli inventari che ora, grazie alla riforma, ripartono da zero. Cosi come un soldato di leva, i passati obiettori di coscienza. Tra l'altro questi ultimi erano spesso presenti nelle soprindentenze e nei musei e vi assicuro che erano assai utili ma non sostitutivi.



87. Commento scritto da Lidia Silvestri in data 07/01/2017 17:25:14

A parte che si deve essere raccomandati pure per fare il servio civile... il mio comune è la prova lampante, se voti a chi devi votare hai il posto, se conosci a qualcuno hai il posto, se no niente!



88. Commento scritto da Rima Amalo in data 07/01/2017 20:19:18

Scusate ma il problema e' che cosi non si assume personale tanto a coprirlo ci sono i ragazzi o i volontari. In questo paese abbiamo smesso di creare lavoro retribuito con uno stipendio adeguato. Lo dobbiamo capire che il problema e' la disoccupazione



89. Commento scritto da Roberta Monteleone in data 07/01/2017 20:31:56

Marina Monteleone



90. Commento scritto da Giulio Ferrara in data 07/01/2017 20:45:27

Brigida



91. Commento scritto da Simonetta Ardone in data 07/01/2017 21:56:35

Ma un pochino di storia italiana in cui sia compresa la storia del sindacalismo e dei diritti dei lavoratori ? Così tanto per capire come si sono acquisiti i diritti , quanto è costato ! qui veramente siamo digiuni riguardo i fondamenti redditto e dignità, volontariato e servizio civile , le parole alle volte esprimono concetti , io temo che ci sia una certa confusione di base .



92. Commento scritto da Carmen Di Girolamo in data 07/01/2017 23:29:37

C'è chi pur essendo laureato accetta ciò per acquisire un po' di quella che chiamano ESPERIENZA nei concorsi. Il problema è che i sacrifici si fanno in prospettiva di un DOPO quanto meno dignitoso rispetto a quello che si è fatto. Ma è il DOPO che non arriva. Con tutto il rispetto non si confonda chi lo fa per i 433 euro e chi vuole lavorare nel campo culturale museale, perché mi sembra più avvilente per i secondi e nn per i primi fare certi sacrifici.



93. Commento scritto da Francesca Francesca in data 08/01/2017 08:08:10

Credo che il problema sia molto serio. Sì, 433? sono davero una miseria ma il servizio civile sembra l'unica maniera per "iniziare". Condivido l'idea che sia profondamente sbagliato ricorrere a volontari per coprire ruoli importanti, ma viceversa per i volontari questo è l'unico modo per avere quel ruolo. Scegliere di partecipare oppure no è molto difficile



94. Commento scritto da Veronica Bagnai in data 08/01/2017 10:17:51

Se il settore dei bbcc fosse "sano", in grado di offrire reali prospettive lavorative a chi continua a spendere soldi e tempo per formarsi (illuso dalle ormai truffaldine pagine "sbocchi occupazionali" dei corsi di laurea in bbcc e simili), se le istituzioni culturali non soffrissero per una grave carenza di personale, se a fronte di un concorso a ogni morte di Papa il Mibact non facesse altro che proporre selezioni discriminatorie che escludono alcuni (per età) e gettano briciole ad altri, allora le critiche degli aspiranti volontari avrebbero un senso. Ma nel contesto in cui ci troviamo, appaiono cieche ed egoistiche. Non vi rendete conto che i vostri servizi civili e i vostri tirocinii si svolgono sulla pelle di chi, precario o disoccupato, non può partecipare a queste ricorrenti elemosine elargite dal ministero.



95. Commento scritto da Chiara Zanini in data 08/01/2017 10:27:47

Solo una precisazione riguardo i requisiti del bando: deve essere aperto anche a lungosoggiornanti non-cittadini UE, come stabilito in seguito alla vittoria in Cassazione (http://www.studiodirittielavoro.it/wp/wp-content/uploads/2016/04/Corte-di-Cassazione-Sezioni-Unite-5-20-aprile-2016-n-7951-ASGI-APN-e-S.-c.-Presidenza-del-Consiglio-dei-Ministri1.pdf?e15934) di un richiedente pakistano che si era rivolto agli avvocati Asgi. Per il resto: grazie per questo post. Non fermiamoci agli insulti, sono il risultato della guerra tra poveri causata proprio dal Ministero.



96. Commento scritto da Chiara Cantucci in data 08/01/2017 10:55:57

Non so quale percorso professionale abbia avuto la fortuna e la "coerenza" di seguire l'autore dell'articolo, io che ho avuto il primo contratto dignitoso come lavoratrice dopo 6 anni dalla laurea e 3 dalla scuola di specializzazione. Che il sistema sia frustrante, miope e coercitivo ci vede tutti d'accordo e che vada cambiato indubbio. Ma mi sembra corretto che chi conosce le difficoltà del settore non liquidi come "incoerente" e "succube" chi ha cercato solo di non uscire da un ambito che, per sola sopravvivenza, avrebbe già instradato a fare tutt'altro, ma ha provato invece a trarre formazione ed esperienza dove possibile (servizio civile, cooperative e quant'altro)



97. Risposta scritta da Federico D. Giannini in data 08/01/2017 11:12:45

Le basti sapere che l'autore dell'articolo, ovvero il sottoscritto, si è sempre rifiutato di svendere la propria professionalità e soprattutto di svolgere lavoro mascherato da volontariato.



98. Risposta scritta da Chiara Cantucci in data 08/01/2017 11:29:55

Lo immaginavo, meglio per lei e chapeau. Ma mi sembrava altrettanto rispettoso far notare che non è detto che per tutti sia stato possibile o condivisibile



99. Risposta scritta da Simona Vespari in data 08/01/2017 17:36:57

Federico D. Giannini non tutti però si possono permettere di rifiutare un lavoro, anche se in questo caso è ridicolo chiamarlo cosi. Non tutti abbiamo lo stesso percorso e non vedo incoerenza in chi, magari anche per necessità, decidesse di accettare.



100. Risposta scritta da Federico D. Giannini in data 08/01/2017 22:49:14

Chiariamo il punto delle "necessità", al netto dei toni volutamente provocatori che ho utilizzato nell'articolo per cercare di pungolare l'audience su un tema che mi sta particolarmente a cuore. Le "necessità" che tutti adducono come motivo per accettare lavoro a condizioni degradanti quali sono? Rimanere nel settore? D'accordo, accettiamo un anno di finto volontariato: con quali prospettive? Oppure: c'è la necessità, come diceva qualcuno qui nei commenti, di "pagare un mutuo" (con 400 euro al mese)? Se la necessità è di tipo economico accetto ogni lavoro serio e onesto che posso svolgere, non faccio la cernita delle offerte "in linea con quello che ho studiato". O ancora, ho necessità di investire nella mia formazione (e quindi prendo il volontariato/finto lavoro come esperienza: unico caso, peraltro, in cui ha senso accettare, perché l'acquisizione di una pratica è, appunto, una forma d'investimento, esattamente come pagare una retta universitaria per ottenerne in cambio conoscenze)? Benissimo, ma allora perché devo lamentarmi di quanto mi offre il ministero se so che dedicherò un anno a imparare un mestiere? Forse perché so che in molti casi non andrò a imparare alcunché (tranne, forse, l'organizzazione di un ambiente lavorativo: materia della quale, probabilmente, non hanno conoscenza alcuna molti di quanti non hanno mai messo il naso fuori dall'università), ma mi limiterò a mettere le mie competenze a disposizione di un ente che potrà avvalersi per un anno dei miei servigi dandomi poco in cambio. Credo sia comodo lagnarsi delle politiche del ministero, dimentichi però del principio di reciprocità che regola il mercato: magari leggiamoci (lo dico in generale) anche solo due righe di Adam Smith per capire che se le cose funzionano in un certo modo non è perché da una parte c'è un ministro che si deve vergognare e dall'altra ci sono dei poveri giovani sfruttati (ché poi solitamente chi accetta di lavorare gratis, o quasi, è perché può contare su entrate in grado di supportare la sua scelta). Tenersi occupati facendo un lavoro gratuito o mal pagato perché non se n'è trovato uno retribuito adeguatamente ritengo sia un modo per far male a se stessi (e anche agli altri).



101. Commento scritto da Nuccia La Torre in data 08/01/2017 11:54:05

Questo si chiama sfruttamento. ... approfittano della crisi creata da loro per rendere i giovani schiavi!!! Così si abbassa pure il costo del lavoro e fra nn molto nn ci potremo comprare nemmeno il pane. Praticamente si tornerà indietro di un secolo. E' tutto studiato a tavolino. Bisogna reagire e nn accettare passivamente tutto... .Ma dove e'finito l'orgoglio? Sveglia!!!!



102. Commento scritto da Simonetta Fanelli in data 08/01/2017 13:08:27

ma i sindacati dormono?



103. Commento scritto da Giacomo Osti in data 08/01/2017 13:41:42

lordi o netti????



104. Commento scritto da Caterina Naima Curreli in data 08/01/2017 14:02:05

Gian Luca



105. Commento scritto da Lucia Coppola in data 08/01/2017 16:53:01

sicuramente è una mossa furba (avranno copiato l'idea dagli amici inglesi, a Londra in molti musei ricercano volontari consigliando loro di avvalersi almeno della borsa erasmus +) e che purtroppo a conti fatti favorisce coloro che vivono in condizioni economiche abbastanza agiate o per studenti che vivono in casa dei propri genitori, perché il guadagno oggettivamente non permette di rendersi indipendenti. Detto ciò, trovo che dare giudizi di merito sugli aspiranti volontari definendoli "succubi ed incoerenti" per una scelta personale sulle cui motivazioni non potete sapere nulla sia abbastanza fuori luogo e dimostra una lontananza forte dai problemi reali che stiamo vivendo. Servizio Civile non significa sfruttamento: è un semi-volontariato, c'è un tot di ore part-time da fare al giorno, con permessi, ferie e malattie regolamentate. Sicuramente avreste potuto insistere maggiormente sul boom di visitatori registrato negli ultimi anni ed approfondire questo punto chiedendosi: dove sono andati quei soldi? Il giusto sta nel mezzo: avrebbero potuto fare un bando per assumere metà di questi a tempo determinato/indeterminato e l'altra metà tramite Servizio Civile, per favorire neolaureati in cerca di prime esperienze.



106. Commento scritto da Simona Vespari in data 08/01/2017 17:03:19

Questo bando è assolutamente vergognoso ma il problema non sono di certo coloro che parteciperanno. A volte parlare è fin troppo facile. Io mi ritengo una privilegiata. Lo sono. Ho una famiglia disposta ad aiutarmi in molti casi, per lo studio e le spese maggiori. Ma non tutti hanno questa fortuna. E per molti anche i miseri 433? possono essere un aiuto. Potrei dire anche io che è sbagliato accettare di lavorare a queste condizioni. Ma quanto sarebbe facile e ipocrita da parte mia? I colpevoli non sono di certo quelli che parteciperanno, ma chi mette nelle condizioni di dover accettare, anche a malincuore, un lavoro cosi sottopagato.



107. Commento scritto da Brichieri Colombi Belinda in data 08/01/2017 17:03:39

Purtroppo!!!



108. Commento scritto da Lello Lello Iosso in data 09/01/2017 07:04:16

Sicuro..,



109. Commento scritto da Alessandra Bricca in data 09/01/2017 07:37:19

Io già l'ho fatto, finito l'anno torna ad essere tutto come prima!!



110. Commento scritto da Elisa Stefanini in data 09/01/2017 15:48:08

Quelli che voi chiamate "incoerenti e succubi" sono ragazzi che hanno bisogno di fare esperienza e che magari non hanno una famiglia alle spalle che possa mantenerli in attesa di un lavoro prestigioso. Sono ragazzi che per inseguire un sogno sono costretti ad accettare paghe non degne. Reputo più falsi voi che scrivete di storia dell'arte vantando chissà quale formazione quando nessuno di voi è laureato in storia dell'arte (e in molti vostri articoli si nota benissimo)!



111. Risposta scritta da Finestre sull'Arte in data 09/01/2017 16:24:48

E dov'è che si nota, per esempio? Buttata lì così è un'accusa priva di fondamento. Ci segnali ogni errore, grazie. Quanto all'accusa di essere "falsi", incredibilmente offensiva (lo saremmo se, appunto, dichiarassimo il falso, quando in realtà non lo abbiamo mai fatto, perché abbiamo un grandissimo rispetto di chi ci legge), non perdiamo neanche tempo a rispondere, le consigliamo solo di moderare le accuse, perché accusare il prossimo di essere "falso" (e quindi di dire menzogne) spesso ha conseguenze piuttosto spiacevoli...



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