La nota - rubrica a cura di Ambra Grieco

Tredicesima puntata: Il Canaletto, il vedutismo, il Settecento, l'Inghilterra: una panoramica sul grande pittore veneziano


Nell'articolo della rubrica "La nota" associato alla tredicesima puntata, Ambra ci offre uno spunto a trecentosessanta gradi sull'arte del Canaletto: il vedutismo, il rapporto con il secolo, la camera ottica, il soggiorno del pittore in Inghilterra. Come sempre un articolo interessante, raffinato e piacevole. Buona lettura!


Forse non tutti sanno che con il Settecento nacque nell'ambiente artistico una forte esigenza di oggettività e precisione, capaci di impreziosire il genere del vedutismo anche di un valore documentario.
Già dalla prima metà del XVIII secolo si iniziò dunque a manifestare una certa inclinazione per la razionalità che si riverberò anche sul modo di rendere il paesaggio. La richiesta di vedute aumentò in breve tempo per i luoghi di grande interesse turistico e politico e tal fenomeno spiega così il motivo per cui in alcuni centri di grande richiamo si siano formate vere e proprie schiere di artisti specializzati in questo genere pittorico, come avvenne per esempio a Venezia.
E fu proprio per le esigenze turistiche che nel 1703 si pubblicarono in questa città Le fabriche e Vedute di Venezia con centoquattro acqueforti realizzate da Luca Carlevarijs.

Si comprende perciò il motivo per il quale un pittore dalle indiscusse doti tecnico-artistiche come Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come Canaletto, si sia specializzato proprio in tal pittura conducendola ben presto a livelli molto alti di precisione e cura del dettaglio. L'esigenza di meticolosità descrittivo-figurativa, di oggettività e la necessità di velocizzare le fasi di lavorazione spinsero poi Canaletto ad utilizzare ben due tipi di camera ottica, una più piccola e portatile che funzionava come una macchina fotografica: il pittore appoggiava sul vetro a smeriglio il foglio del taccuino per ricalcarne l'immagine impressa, l'altra invece era una vera e propria cabina di legno spostata a mano e collocata nella posizione voluta dal maestro. Egli, una volta apposto il macchinario poteva entrarvi dentro e comodamente sedervi. La parte alta della cabina era costituita da un gruppo ottico formato da una serie di lenti e da uno specchio simile ad un periscopio che proiettava l'immagine sul foglio.
Naturalmente questo era solo l'inizio del lavoro poiché il disegno serviva solo come traccia, successivamente l'artista procedeva all'elaborazione del quadro all'interno del suo studio.

Testimonianza di tale lavoro certosino risulta essere un taccuino di disegni con i suoi numerosissimi studi dal vero.
In breve tempo l'artista riuscì ad essere adorato dal pubblico inglese e questo fu uno dei motivi che spinsero Canaletto a stabilirsi a Londra nel 1746 e salvo due brevi rientri a Venezia vi rimase fino al 1755.

In questo periodo, durato quasi dieci anni, l'artista fornisce attraverso le vedute un'immagine realistica della Gran Bretagna del Settecento realizzando al contempo un vero e proprio spaccato della società inglese a lui contemporanea.
Una dimostrazione risulta essere ad esempio L'interno della rotonda di Ranelagh, uno dei luoghi più noti e frequentati della capitale dove si poteva conversare, prendere un tè ed ascoltare un concerto.
Ne Il Parco di Badminton visto da Badmintonhouse invece, l'osservatore può misurarsi con le immense distese della pianura anglosassone nel bel mezzo di vedute che spesso sfiorano il grandangolo.
Molteplici sono inoltre le vedute del Tamigi e le sterminate vallate della campagna londinese come dimostra la splendida opera Old Walton Bridge, il ponte di legno baciato dal sole al di sotto di un cielo pieno di soffici nuvole.


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