La nota

Quinta puntata: Grazia e bellezza: la Ebe di Carlo Finelli


Una scultura meravigliosa, le cui caratteristiche principali sono la sua grazia e la sua bellezza ideali: è la Ebe, uno dei capolavori di Carlo Finelli, uno dei massimi esponenti del neoclassicismo. Un articolo elegante per un'opera elegante.


Appare ai nostri occhi nel fiorire dei giorni suoi più giovani e belli con una grazia ed una bellezza idealizzata capaci di trascendere la natura perfezionandola.
Il suo candido volto descritto da un morbido e delicato linearismo incanta lo sguardo dell'osservatore rapito dalla perfezione dei suoi lineamenti. L'armonia del suo profilo incorniciato da un'acconciatura soffice e vaporosa richiama una forma ed uno stile tipici dell’età classica, dove la bellezza sembra sublimarsi nella virtù e nella ragione.
Il suo fascino così altero, sottilmente erotico e sensuale si esplica nel fluire delle pieghe di una candida veste che sfiora e accarezza parte del suo splendido corpo.
Un drappeggio morbido e delicato capace di creare vibranti passaggi chiaroscurali senza celare le preziose modulazioni di un seno puro e delicato.

Quella bellezza divina, sfavillante di squisita leggerezza e serena gravità è risultato di una perfezione che deriva dal dominio sulle passioni, dove l'equilibrio e l' armonia diventano pura e semplice bellezza.
Amabile dea della beata e sfuggente gioventù, venuta dal cielo con la grazia e la dolcezza di un angelo stringe adesso con la sua mano destra una piccola coppa dalla quale versi amorevolmente nettare ed ambrosia agli dei dell'Olimpo.
Quieta e leggiadra nel suo equilibrato ed armonico bilanciamento del corpo, ella ci appare assorta in intimi pensieri dove l'assenza del movimento e l'espressione imperturbabile del suo volto respingono prepotentemente la teatralità e l'eccessiva leziosità barocca.

Quella “nobile semplicità e serena grandezza” tanto decantata da Winckelmann nei suoi trattati si esplica pienamente nell'opera di Finelli dove la purezza sottile di linee e volumi richiama il principio del ritorno all'antichità e al canone classico, assertore di uno stile ispirato all’equilibrio e ad un ordine privo di eccessi.
Lontana da ogni aspetto dionisiaco, la statua di Ebe promulga un messaggio di armonia, grazia e bellezza ideale depurata da istinti e passioni irrazionali dove l'idealizzazione del bello possiede quello spirito vitale che permette all'anima dell'uomo di dimenticarsi, almeno per un istante, di essere racchiusa nel ristretto centro del proprio corpo.

Ambra Grieco




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