Per conoscere i protagonisti dell'arte italiana, per preparare una visita a un museo o a una mostra, per riscoprire il piacere di osservare dal vivo le opere d'arte. Questa è la pagina dove potete trovare tutte le puntate della presente stagione del nostro podcast. Per poter ascoltare le puntate della passata stagione, è possibile fare clic sulla pagina Archivio e selezionare la puntata desiderata.
"Dovunque l'animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute": questa frase di Giorgio Vasari ben descrive il più grande genio che la storia dell'Occidente ricordi. Leonardo da Vinci: un animo affascinante che fu artista, scienziato, inventore, musicista, trattatista e molto altro ancora e che fu quindi l'incarnazione dell'ideale del genio rinascimentale. L'artista che forse più di ogni altri esercita la sua suggestione sull'immaginario collettivo, tanto che i più lo etichettano quasi come personaggio inquietante e misterioso. Ma Leonardo fu davvero un personaggio così enigmatico e strano? Ovviamente no, e Ilaria e Federico oggi ci spiegheranno perché Leonardo da Vinci è costantemente oggetto di attenzione mediatica, perché non dobbiamo dare credito alle ipotesi secondo le quali ci sarebbero "messaggi nascosti" nelle sue opere, i veri motivi per cui il suo genio fu così vario e versatile e perché la sua arte è così innovativa, analizzando alcuni dei suoi più grandi capolavori.
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La nota - rubrica a cura di Ambra Grieco:
Leonardo da Vinci e il Codice Atlantico
Tra i più grandi pittori europei del suo tempo, Pompeo Batoni condivideva forse solo con il Canaletto, tra gli italiani, la fama internazionale. Originario di Lucca, dopo aver lasciato la città natale in giovane età per studiare in una Roma che si divideva tra estrosità tardobarocche e classicismo, Pompeo Batoni dapprima seguì lo stile di Carlo Maratta, il pittore più in auge del tempo, ma ben presto si distaccò dallo stile marattesco per andare incontro a un classicismo che guardava all'arte antica, a Raffaello e ai grandi maestri bolognesi del secolo precedente: su tutti Annibale Carracci, Guido Reni e il Domenichino. E Pompeo Batoni rimase a Roma, dove entrò in contatto con una clientela che gli permise di diventare famoso in tutta Europa. La sua è un'arte originale e innovativa (fu lui a inventare il ritratto sullo sfondo di rovine antiche), che anticipò il gusto neoclassico e che scopriremo in questa puntata.
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È di sicuro uno degli artisti più odiati della storia dell'arte: le fonti ce lo descrivono come un uomo ambizioso, litigioso, arrogante, calunniatore, polemico, irrispettoso. E la sua vita fu un continuo subire critiche dai contemporanei per le sue opere d'arte: quando si parla di Baccio Bandinelli (il cui vero nome fu Bartolomeo Brandini) in genere si fa riferimento ai suoi aspri scontri con gli altri grandi artisti dell'epoca, su tutti Benvenuto Cellini, ma anche ai suoi numerosi fallimenti nel realizzare opere che si prefiggevano lo scopo di eguagliare i capolavori di Michelangelo. Ma allora l'arte di Baccio Bandinelli è davvero tutta da buttare, è davvero indegna di essere ricordata? La risposta ovviamente è no, perché furono diverse le opere degne di lode (anche a detta del suo grande rivale Giorgio Vasari!) che realizzò, e con Ilaria e Federico oggi scopriremo perché la figura di Baccio Bandinelli meriterebbe maggior considerazione.
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Baccio Bandinelli e le contese tra gli artisti nella Firenze del Cinquecento
"Largo stimator di se stesso, sprezzator d'ogni altro": così Luigi Lanzi, nella sua
Storia pittorica d'Italia, definiva il pesarese Simone Cantarini, pittore la cui parabola fu breve quanto tormentata. Descritto dalle fonti come un uomo ambizioso ma anche molto arrogante e litigioso, ebbe un talento precocissimo che si manifestò già attorno ai vent'anni d'età. Diventato allievo di Guido Reni, fu molto apprezzato dal maestro per le sue incredibili qualità, ma a tale stima il marchigiano rispose con arroganza arrivando al punto di criticare e correggere Guido Reni in pubblico e di insultare i suoi compagni di studi. La scomparsa avvenuta a soli trentasei anni di età in modo non naturale pose fine alla carriera di un pittore eclettico e originale ma dal carattere estremamente difficile: i suoi capolavori coniugano classicismo reniano a naturalismo di matrice caravaggesca e oggi ci vengono raccontati da Ilaria e Federico!
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"Classicismo naturalista": l'arte di Simone Cantarini nel San Giovanni evangelista
Forse il nome non è dei più noti, ma Ludovico Brea è stato un pittore di grande importanza in quanto fu uno dei primi artisti liguri importanti, influenti e che fecero scuola. Nato attorno al 1450 a Nizza, seppe formarsi traendo suggestioni da una grande pluralità di correnti artistiche: arte fiamminga, provenzale, lombarda, piemontese... tante scuole si fusero per costruire lo stile di Ludovico Brea. La conoscenza dell'arte di Vincenzo Foppa poi fece entrare il naturalismo e il realismo nella sua pittura, e poi bisogna aggiungere che il Ludovico ebbe una innata eleganza e una grande raffinatezza, che contribuirono a garantire originalità e bellezza alle sue opere d'arte. La maggior parte delle sue opere si trovano ancora oggi tra la Liguria, la Provenza e il Principato di Monaco, in grandi e famosi musei o in chiese di pittoreschi paesini. Se in Liguria ci fu un Rinascimento, si deve anche a Ludovico Brea!
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La Madonna del Rosario di Ludovico Brea
Fu tra le più importanti personalità dell'arte a cavallo tra Cinquecento e Seicento: è Orazio Gentileschi, grande pittore la cui arte è in sospeso tra il manierismo che si riscontra nei primi anni della sua attività e il nascente linguaggio barocco che invece si fa strada in alcune delle sue ultime realizzazioni, sebbene il pittore non si possa definire affatto un pittore barocco. Nato a Pisa nel 1563, il suo vero nome era Orazio Lomi, che poi cambiò in Gentileschi, cognome dello zio materno a cui era stato affidato durante il suo soggiorno a Roma. Già a tredici anni infatti Orazio si trovava nella capitale dello Stato Pontificio dove dapprima studiò con l'altrettanto famoso fratello Aurelio e quindi, più avanti, rimase affascinato dalle opere di Caravaggio di cui fu grande amico. Raggiunse tardi la maturità ma realizzò capolavori famosi e molto coinvolgenti: scopriamoli con Ilaria e Federico!
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Il sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi
Tra tutti gli scultori che operarono durante il Rinascimento, Desiderio da Settignano fu il più delicato di tutti: le sue opere sono dense di dolcezza, di lirismo, di raffinatezza, di grazia. Genio molto precoce, a poco più di vent'anni era già un artista autonomo e affermato, e si specializzò soprattutto nei ritratti: meravigliosi e unici sono le sue opere che ritraggono bambini e ragazzine. Ma Desiderio seppe anche essere artista ufficiale e portò la sua delicatezza anche nei monumenti che importanti personalità dell'epoca gli commissionavano. Formatosi osservando gli esiti dell'arte di Donatello, addolcì notevolmente lo stile del grande scultore e continuò le sue ricerche sulla tecnica dello stiacciato, di cui fu uno dei più grandi interpreti. Un genio precoce che scomparve a poco più di trent'anni di età: chissà quanti altri capolavori avrebbe potuto regalarci altrimenti. Scopriamo la sua arte con Ilaria e Federico!
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Il dolce stile di Desiderio da Settignano
Benedetto Cacciatori è stato uno degli scultori più importanti e prolifici della sua epoca, ma dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1871, è stato quasi del tutto dimenticato. Tuttavia si assiste a una lenta riscoperta di questo grande artista nato a Carrara nel 1794: dopo la sua formazione avvenuta nella città natale con il padre e a Milano sotto Camillo Pacetti, Benedetto Cacciatori si trovò a lavorare per i Savoia, per i quali realizzò, tra le altre cose, il grandioso ciclo di sculture dell'abbazia di Hautecombe, e a creare opere per importanti committenze pubbliche, come le statue del Duomo di Milano. La sua produzione fu molto feconda ed è difficile parlare di ogni singola opera: tuttavia con la puntata di oggi Federico e Ilaria ripercorrono la carriera di Benedetto Cacciatori cercando di contribuire alla riscoperta di uno dei più grandi scultori dell'Ottocento!
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Amedeo VIII, la sua figura e il monumento di Benedetto Cacciatori
Il 30 luglio del 1511 nasceva ad Arezzo il grande Giorgio Vasari: oggi
Finestre sull'Arte celebra il cinquecentenario della nascita dell'artista con una puntata speciale, nella quale Ilaria e Federico ripercorrono la carriera artistica di Giorgio Vasari analizzando alcune delle sue opere più importanti e facendo riferimento, ovviamente, anche alla sua importante attività di storiografo. Giorgio Vasari è infatti considerato come uno dei primi storici dell'arte nel senso moderno del termine: durante il nostro podcast abbiamo citato tante volte le sue
Vite, e per al grande pubblico è noto soprattutto per la sua monumentale opera letteraria, che vedremo in modo un po' più approfondito nello speciale di oggi. Ma Vasari fu anche un importante architetto e un pittore manierista molto prolifico: scopriamo insieme alcuni dei suoi più grandi capolavori!
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L'Andromeda di Giorgio Vasari
Finestre sull'Arte dedica l'undicesima puntata a Lorenzo Bartolini e alla mostra "Lorenzo Bartolini: scultore del bello naturale" che si tiene a Firenze, presso la Galleria dell'Accademia, fino al 6 novembre. Lorenzo Bartolini, grande scultore nato a Savignano di Prato nel 1777, è stato uno dei più grandi innovatori del suo periodo: partendo dal neoclassicismo, ambito all'interno del quale l'artista compì i suoi studi, rinnovò in modo radicale il modo di fare arte del tempo proponendo non più l'imitazione della statuaria antica, bensì l'imitazione della natura, anche nei suoi particolari meno belli. Una posizione nettamente contraria al "bello ideale" neoclassico, che fu poi seguita da molti altri artisti. In mostra ci sono tanti capolavori, e Ilaria e Federico sono pronti a condurci in questo viaggio all'interno dell'arte di Lorenzo Bartolini!
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La Fiducia in Dio, capolavoro di Lorenzo Bartolini
Grande personalità dell'arte del Trecento, sebbene non conosciutissimo dal grande pubblico, Giusto de' Menabuoi fu un artista di origini fiorentine ma il suo nome è strettamente legato alla città di Padova, dove ha lasciato i suoi più grandi capolavori. Non si sa molto della sua vita: non si hanno documenti sui suoi primi trent'anni di vita, non si sa bene con chi abbia compiuto i suoi studi ma rimangono i grandi capolavori che ci ha lasciato. Uno su tutti: il ciclo di affreschi del Battistero di Padova, una delle realizzazioni più spettacolari e incredibili del Trecento in particolare e della storia dell'arte italiana in generale. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico cercano di ripercorrere la carriera di questo importante pittore parlando dei suoi maggiori capolavori, molti dei quali si trovano proprio a Padova. Un grande artista, tutto da scoprire!
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Giusto de' Menabuoi, linguaggio giottesco e gusto arcaico
Raffaello Sanzio è un artista che non ha certo bisogno di presentazioni: tra i massimi geni del Rinascimento e dell'intera storia dell'arte, famoso in tutto il mondo, considerato da molti come il massimo modello della perfezione in pittura. I suoi capolavori, conservati in molti musei, continuano a distanza di cinquecento anni a suscitare stupore e ammirazione. Molti artisti in tutti i secoli si ispirarono a lui e lo presero come punto di riferimento... la lista davvero è molto lunga. Un pittore che, insomma, mette tutti d'accordo. Ma perché Raffaello gode di tutta questa considerazione? Perché i contemporanei lo consideravano quasi come una divinità terrena? Quali sono le caratteristiche di alcune delle sue opere d'arte più belle, celebri e importanti? Queste sono soltanto alcune delle domande a cui Ilaria e Federico cercheranno di rispondere nella puntata di oggi!
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Un Raffaello insolito: i cartoni per gli arazzi
L'ottava puntata è uno speciale dedicato a Bartolomeo Ammannati e alla mostra "L'acqua, la pietra, il fuoco: Bartolomeo Ammannati scultore" che si tiene a Firenze, al Museo Nazionale del Bargello, fino al 18 settembre. Il 2011 è il cinquecentenario della nascita di Bartolomeo Ammannati, uno dei più importanti scultori manieristi: fu dapprima allievo di Baccio Bandinelli, quindi diventò grande amico di Giovanni Angelo Montorsoli, ma il suo principale modello di riferimento era Michelangelo. Le sue sculture però non sono però mere imitazioni dei modi michelangioleschi, ma rivelano diversi spunti di originalità sui quali la mostra vuole richiamare l'attenzione. Bartolomeo Ammannati, che fu anche architetto, è ricordato in scultura soprattutto per le sue spettacolari fontane: questi e altri sono gli argomenti della puntata di oggi!
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Bartolomeo Ammannati a Roma
Domenico Fiasella è stato uno dei pittori più innovativi del diciassettesimo secolo. Nato a Sarzana nel 1589, si formò a Genova presso le botteghe di Aurelio Lomi e di Giovan Battista Paggi, ma andò ben presto a Roma, dove soggiornò diversi anni, per aggiornarsi sugli esiti della pittura classicista di Domenichino e Guido Reni da una parte, e del naturalismo dei caravaggeschi dall'altra. Ne risulta una pittura che fondendo insieme classicismo e naturalismo dà luogo a risultati originali e inaspettati. Molto attivo a Genova, diventò uno dei pittori più in vista della Repubblica e si guadagnò importanti committenze da parte degli istituti religiosi, delle famiglie della nobiltà genovese e incarichi ufficiali da parte della repubblica, ma fu anche molto legato alla sua città natale, dove si trovano molte delle sue opere. Ilaria e Federico ci portano alla scoperta di questo grande artista!
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Domenico Fiasella, eclettico pittore sarzanese
"Pittore di un carattere particolare nelle sue pitture": così Carlo Giuseppe Ratti descrive Alessandro Magnasco nella biografia dedicata al grande pittore genovese vissuto a cavallo tra diciassettesimo e diciottesimo secolo. Carattere particolare, perché il protagonista della puntata di oggi è uno degli artisti più bizzarri e originali del suo tempo: quella di Magnasco è un'arte anticonformista e antiaccademica, dove i protagonisti non sono né re, né principi, né santi, ma sono piuttosto detenuti, zingari, quaccheri, frati, galeotti e, in generale, individui ai margini della società, tanto che molti considerano Alessandro Magnasco un antesignano di Fabrizio De Andrè, visti anche i comuni natali genovesi (e non a caso Magnasco era uno dei pittori preferiti del grande cantante). E il tutto con una tecnica che anticipa l'impressionismo: scopriamo la sua arte con Ilaria e Federico!
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Il mercato del Verziere di Alessandro Magnasco
La quinta puntata è uno speciale dedicato a Melozzo da Forlì e alla mostra "Melozzo da Forlì - L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello" in corso a Forlì presso i Musei San Domenico fino al 12 giugno. Melozzo è stato uno dei più grandi geni del Rinascimento, e le sue opere conducono il visitatore della mostra attraverso un viaggio nell'ideale di bellezza dalla prima metà del Quattrocento fino ai primi anni del Cinquecento: Melozzo, formatosi osservando le opere di Piero della Francesca, di Beato Angelico, di Andrea Mantegna e dei pittori fiamminghi attivi a Urbino, è stato un artista in grado di modernizzare l'austera e geometrica bellezza di Piero aggiungendo grazia e naturalezza e ponendo le basi per i grandi capolavori di Raffaello. Ilaria e Federico ci portano alla scoperta dei meravigliosi capolavori di Melozzo da Forlì!
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Prospettiva, umanità, bellezza: la meravigliosa arte di Melozzo da Forlì
L'età di Savonarola vede nascere uno dei più grandi artisti del Rinascimento fiorentino: Baccio della Porta, poi diventato, dal 1500, Fra' Bartolomeo. Il pittore infatti, preso dal clima di acceso misticismo che interessò la Firenze di fine Quattrocento, decise di prendere i voti. La sua è un'arte classicista, molto raffinata, e soprattutto è un'arte in costante evoluzione: dai primi dipinti giovanili che guardano a Lorenzo di Credi e Piero di Cosimo si arriva, sul finire della carriera, a un'arte monumentale che risentono di suggestioni michelangiolesche e raffaellesche. Scopriamo i più grandi capolavori di Fra' Bartolomeo insieme a Ilaria e Federico!
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Fra' Bartolomeo coloritore vago e raro ma anche pittore monumentale
Tiziano è il grande protagonista della terza puntata del 2011 del nostro podcast: nato a Pieve di Cadore tra il 1488 e il 1490, si trasferì molto presto a Venezia dove poté formarsi assieme a un altro grandissimo, il Giorgione. Trattare tutta la vasta produzione di Tiziano Vecellio in una sola puntata è cosa impossibile: per questo abbiamo deciso di parlare dei temi principali dell'arte di Tiziano (il rapporto con Giorgione, la religione, la donna, il mito, i rapporti con la corte, la ritrattistica, l'ultima fase della carriera) scegliendo per ognuno di essi un'opera rappresentativa e citandone altre importanti. Ne viene fuori un ritratto a tutto tondo dell'artista con aspetti anche insoliti e curiosi. Lasciamoci guidare da Ilaria e Federico!
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Una "poesia" di Tiziano: Venere e Adone
Gian Giacomo de Alladio, meglio noto come Macrino d'Alba, è stato uno dei pittori piemontesi più importanti del Rinascimento, anche se sulla sua vita abbiamo poche notizie. Dopo essersi formato nella sua città natale si recò a Roma per studiare la cultura più aggiornata del tempo e per lavorare a contatto con grandissimi artisti come il Pinturicchio, Sandro Botticelli, il Perugino e tanti altri. Grazie a questa esperienza, Macrino poté tornare nella sua terra con un linguaggio figurativo all'avanguardia, attraverso il quale produsse capolavori di rara eleganza, tanto da diventare uno dei pittori più raffinati del Rinascimento. Scopriamo le sue opere con Ilaria e Federico!
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"La nota" - rubrica a cura di Ambra Grieco
L'eleganza di Macrino nella chiesa di San Giovanni ad Alba
La prima puntata della terza stagione di
Finestre sull'Arte è uno speciale dedicato a Francesco Hayez e ai centocinquant'anni dell'Unità d'Italia. Con i suoi lavori dall'elevato contenuto storico e patriottico, Francesco Hayez è visto come il pittore più rappresentativo dell'importante evento che si celebra quest'anno, ma non solo: il pittore è anche considerato come il caposcuola del romanticismo in Italia e la sua figura, in pittura, è paragonabile a quella di Alessandro Manzoni nella letteratura. Nella puntata di oggi Ilaria e Federico ripercorrono la carriera di Francesco Hayez, analizzando i suoi capolavori più belli e più importanti e cercando quindi di costruire un ampio panorama sulla figura di questo grande artista.
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Un capolavoro di Francesco Hayez: Giovanni David in costume teatrale
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