La Madonna già Hammond: fra' Bartolomeo o Johannes Hispanus? Il botto (per fortuna) mancato


La Madonna già Hammond, passata ieri in asta da Christie's e rimasta invenduta, era attribuita a fra' Bartolomeo: nell'articolo, una proposta inedita del professor Marco Tanzi, ordinario di Storia dell'Arte Moderna all'Università del Salento.

Probabilmente è per l’autorevolezza di chi ha formulato l’attribuzione (il compianto Everett Fahy, uno dei più acuti e raffinati connoisseur internazionali a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso) che non è stata ritenuta necessaria alcuna ulteriore verifica sul riferimento a Fra’ Bartolomeo della Madonna con il Bambino già nella collezione di Geoffrey F. Hammond a Stamford (Connecticut), andata invenduta il primo maggio da Christie’s a New York (lotto 28), dove aveva una base d’asta da 1,5 a 2,5 milioni di dollari. Si tratta di una smagliante tavola trasportata su tela che misura 88,3 x 68,3 cm, con una provenance che si riesce a ricostruire almeno dalla fine dell’Ottocento e che ha avuto nella sua breve vicenda critica solo due etichette: quella di Mariotto Albertinelli dal 1905 fino al 1994, quando Fahy la spostava sul nome di Fra’ Bartolomeo. Due anni dopo, un’articolata scheda dello studioso di Filadelfia corredava il dipinto nella mostra dedicata a Fra’ Bartolomeo e la Scuola di San Marco, tra Palazzo Pitti e il Museo di San Marco a Firenze, tra aprile e luglio 1996.

Johannes Hispanus, Madonna con il Bambino e una melagrana (già New York, Christie’s)
Johannes Hispanus, Madonna con il Bambino e una melagrana (già New York, Christie’s)

Nel nostro assai composito ambiente conosco diversa gente che gode, letteralmente, quando può smentire un’attribuzione di Federico Zeri; figuriamoci poi se di tratta di un referto fornito da Roberto Longhi o da qualche altro membro della ristretta élite dei veri grandi conoscitori. Senza voler sembrare troppo modesto (perché non lo sono mai stato) ho sempre visto questa cosa da un’altra prospettiva, ovvero mi è sempre parsa una grande soddisfazione poter constatare che il mio parere a volte coincideva con quello dei maestri. Confesso quindi di provare un forte imbarazzo ora che devo correggere un’attribuzione autorevole come quella di Everett Fahy per la Madonna in asta da Christie’s. Questo anche perché Everett (del quale non posso considerarmi amico nel senso stretto della parola solo per le poche frequentazioni avute) è stato sempre con me di una carineria e generosità davvero uniche e straordinarie: c’è stato un momento, a cavallo del passaggio del millennio, in cui ci si scriveva spesso (mi spediva anche cartoline, mai banali, sempre ottimamente scelte) e mi dava importanti suggerimenti per le mie ricerche, inviandomi da New York parecchie fotografie (cartacee, lo sottolineo: cosa di cui ogni storico dell’arte è solitamente gelosissimo) che mi affrettavo a restituirgli non appena le avevo utilizzate. Uno studioso e una persona di cui ho avuto la massima stima e simpatia e mantengo un bellissimo ricordo.

Veniamo a oggi. Sono sobbalzato per la sorpresa, sfogliando il catalogo dell’asta, nel vedere la Madonna ottimamente riprodotta, mentre nel catalogo della mostra del 1996 l’immagine era ribaltata e con una dominante giallastra, con due particolari del paesaggio e i pertinenti confronti, a suo tempo istituiti da Everett, con la Sacra Famiglia del Los Angeles County Museum of Art (già Panciatichi, poi Contini Bonacossi) e l’Annunciazione di Volterra. Il paesaggio, prima di tutto, così banalizzato nella resa delle fronde e delle architetture, mi è sembrato imbarazzante per un pittore del livello del frate, mentre un simile modo di panneggiare, semplificato e come metallizzato, ha ben poco a che vedere con quelli che punteggiano la sua produzione (si veda anche, per esempio, il notevole disegno preparatorio per l’angelo della tavola di Volterra, nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 512 E), rimanda a modelli più a nord dell’Appennino: un panneggio, per intenderci, alla Boccaccio Boccaccino giovane (quello dell’Adorazione dei pastori della Galleria Estense di Modena) o, si parva licet, alla Boltraffio. Mi sono fatto spedire da Christie’s il file ad altissima definizione della Madonna e ho scaricato da internet quello del quadro di Los Angeles per poter esaminare a fronte, con il massimo agio, le due opere: la Sacra Famiglia evidenzia uno stato di conservazione che patisce molto a causa di vigorose spuliture (e infatti la tela è “Not currently on public view” nelle sale del museo) che non impedisce tuttavia di scorgere un originale estremamente consunto di Baccio. E, forse (ma probabilmente questo giudizio è dettato proprio dallo stato attuale del dipinto), nemmeno tra i più belli, una volta riletta la sua vicenda critica più antica e, in particolare, ove confrontato proprio con la figura della Vergine nella strepitosa Annunciazione del 1497 nella cattedrale di Volterra, la quale (insieme alla resa del paesaggio al centro) parla una lingua diversa e ben più raffinata. Il Bambino in braccio alla Madonna appena passata in asta è una citazione pedissequa di quello ora al LACMA, ma la definizione pittorica delle due opere non è la medesima: nella tela già Contini Bonacossi, pur nelle condizioni accidentate in cui versa, si coglie innanzi tutto una morbidezza nel controluce e nei passaggi chiaroscurali che manca nel nostro dipinto, nel quale è evidente, piuttosto, una nettezza di piani e un modo di dare il lume molto meno delicato, alla ricerca di un effetto più nitido e contrastato. Il volto della Vergine ha la consistenza di quelli di certe bambole in porcellana biscuit che danno quasi l’impressione di essere come annichilite da un uniforme strato di cipria; mentre gli occhi e la bocca sono realizzati con un taglio netto, breve e affilatissimo.

Fra’ Bartolomeo, Sacra Famiglia, Los Angeles, Los Angeles County Museum of Art
Fra’ Bartolomeo, Sacra Famiglia (Los Angeles, Los Angeles County Museum of Art)

Torniamo ai paesaggi di Fra’ Bartolomeo; Roberto Longhi nel 1926 utilizza proprio quello dell’Annunciazione per corroborare l’attribuzione al frate dell’Adorazione del Bambino alla Galleria Borghese: in entrambe si scorgono «Le stesse pianure a macchie ora come d’acquitrini, ora d’ombra portata dai volumi degli alberi, abitate da costruzioni, spesso poeticamente dirute, di castelli, di molini e di ponti, fiancheggiate da scoscendimenti subito raddolciti; entrovi un diffuso per tutto sentore forestiero vuoi nella forma delle città, vuoi nei nordici cobalti delle ultime lontananze montuose, vuoi infine nel modo di allumare le fronde».

Ora, si può adattare una lettura così veridica ed evocativa al fondale convenzionale e un po’ tontolone della Madonna già Hammond? Direi proprio di no. Simili abbreviature formali si ritrovano invece, pari pari, nelle opere di un pittore che conosco piuttosto bene per averci fatto una piccola mostra una ventina di anni fa e per averlo in seguito affidato alle cure di una mia brava allieva, Stefania Castellana, che ci ha dedicato la tesi di dottorato, da cui ha poi tratto, un paio di anni fa, un’ottima monografia: Johannes Hispanus, il girovago Giovanni “spagnolo” che, tra Quattro e Cinquecento, gira l’Italia da Roma al Veneto, dalla Toscana alla Lombardia, dall’Emilia alle Marche, dove trova finalmente l’approdo al suo lungo peregrinare.

Al periodo fiorentino di Johannes (o al momento immediatamente successivo, come dire, “lungo la Romea”, verso Venezia) spetta infatti la Madonna appena passata da Christie’s: sono innegabili i rapporti con Fra Bartolomeo, ma anche quelli con Piero di Cosimo (già notati, a suo tempo, dal Venturi senior), Perugino e con la galassia di pittori gravitanti a Firenze nell’ultimo decennio del Quattrocento. Sono numerose le opere di confronto: dalla Madonna con il Bambino e due angeli già Finch, in collezione privata, al Tondo Chigi (Madonna con il Bambino e due angeli), sempre privato, all’altro tondo nel castello dei conti Guidi a Poppi (Madonna con il Bambino tra le Sante Caterina e Maria Maddalena). Ma soprattutto il nostro dipinto è da mettere in stretta relazione con le due splendide spalliere passate da Sotheby’s a Londra il 4 luglio 2018 (lotto 46) con le Storie di Achille che avevo pubblicato nel 2000 proprio grazie a Everett, che me le aveva così generosamente segnalate. E quanto poi, dei tratti incisi e un po’ scaleni del volto della Vergine, si ritrova in quello della Sibilla Eritrea affrescata in una lunetta nella Sala delle Sibille negli Appartamenti Borgia in Vaticano, restituita allo spagnolo da Stefania; o, ancora, nel panneggio (in parte guastissimo, purtroppo) e nei volti degli angeli ai piedi del trono della pala di Viadana, eseguita verosimilmente nel suo soggiorno veneziano.

In questo caso, quindi, è stato proprio l’esito dell’asta a fare in qualche modo giustizia: adesso lascio a Stefania Castellana il compito di sistemare (in un saggio apposito, scientificamente attrezzato) in maniera più precisa di quanto non abbia saputo fare io, così, all’impronta, la cronologia e la collocazione del dipinto nel catalogo tutto a curve e tornanti di Johannes Hispanus.

Johannes Hispanus, Madonna con il Bambino e due angeli (Madonna Finch), ubicazione ignota
Johannes Hispanus, Madonna con il Bambino e due angeli (Madonna Finch), ubicazione ignota


Johannes Hispanus, Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giacomo, Francesco, Giovanni Battista, la Maddalena e tre angeli musicanti, Viadana, chiesa di Santa Maria e San Cristoforo in Castello
Johannes Hispanus, Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giacomo, Francesco, Giovanni Battista, la Maddalena e tre angeli musicanti (Viadana, chiesa di Santa Maria e San Cristoforo in Castello)


Johannes Hispanus, Madonna con il Bambino e due angeli (Tondo Chigi), ubicazione ignota
Johannes Hispanus, Madonna con il Bambino e due angeli (Tondo Chigi), ubicazione ignota


Johannes Hispanus, Sibilla Eritrea, particolare (Città del Vaticano, Musei Vaticani, Appartamenti Borgia, Sala delle Sibille)
Johannes Hispanus, Sibilla Eritrea, particolare (Città del Vaticano, Musei Vaticani, Appartamenti Borgia, Sala delle Sibille)


Johannes Hispanus, Partenza di Teti e Achille per Sciro, Achille tra le figlie di Licomede, ubicazione ignota
Johannes Hispanus, Partenza di Teti e Achille per Sciro, Achille tra le figlie di Licomede, ubicazione ignota


Confronto tra la Madonna del LACMA e la Madonna già Hammond
Confronto tra la Madonna del LACMA e la Madonna già Hammond


Confronto tra la Madonna Finch e la Madonna già Hammond
Confronto tra la Madonna Finch e la Madonna già Hammond


Confronto tra la Madonna di Viadana e la Madonna già Hammond
Confronto tra la Madonna di Viadana e la Madonna già Hammond


Confronto tra i Bambini della Madonna Finch, della Madonna già Hammond e del Tondo Chigi
Confronto tra i Bambini della Madonna Finch, della Madonna già Hammond e del Tondo Chigi


Confronto tra la Sibilla e la Madonna già Hammond
Confronto tra la Sibilla e la Madonna già Hammond


Confronto tra gli angeli della pala di Viadana e la Madonna già Hammond
Confronto tra gli angeli della pala di Viadana e la Madonna già Hammond


Confronto tra la Partenza di Teti e Achille per Sciro e la Madonna già Hammond
Confronto tra la Partenza di Teti e Achille per Sciro e la Madonna già Hammond


Confronto tra due brani di paesaggio della Madonna già Hammond (ai lati) e la Partenza di Teti e Achille per Sciro (al centro)
Confronto tra due brani di paesaggio della Madonna già Hammond (ai lati) e la Partenza di Teti e Achille per Sciro (al centro)


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1. Rosa romano in data 03/05/2019, 08:39:38

Sono perfettamente d'accordo.L'analisi puntuale e attenta non lascia alcun dubbio soprattutto per l'effetto più grafico e meno morbido della stesura pittorica rispetto alle opere di fra Bartolomeo.



2. Jessica Consalvi in data 23/05/2019, 01:20:35

Wow, un articolo di storia dell'arte.
Che emozione.
Non si vedeva da un secolo!







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