William Merritt Chase: la ricerca di un'identità


Recensione della mostra 'William Merritt Chase (1849-1916). Un pittore tra New York e Venezia', a Venezia, Ca' Pesaro, fino al 28 maggio 2017.

Venezia è una città dalle mille sorprese, sempre all’avanguardia dal punto di vista artistico. Neppure questa volta si è risparmiata, tanto che fino al 28 maggio ospita in uno dei palazzi più belli sul Canal Grande, la seicentesca Ca’ Pesaro, una grande retrospettiva dedicata all’artista statunitense William Merritt Chase. La mostra “William Merritt Chase (1849-1916). Un pittore tra New York e Venezia” è stata organizzata dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia in co-produzione con The Philips Collection di Washington DC, Museum of Fine Arts di Boston e Terra Foundation for American Art. Comprende una sessantina di opere provenienti principalmente da collezioni pubbliche e private statunitensi, esposte al secondo piano di Ca’ Pesaro, realizzata nel Seicento da Baldassarre Longhena.

La rassegna ripercorre la storia del grande artista americano e mostra la trasformazione della sua pittura e l’arrivo ad un suo stile personale. Artista innovativo e di grande talento, viaggiatore e studioso della pittura europea a lui precedente, William Merritt Chase tra il 1877 e il 1878 soggiornò a Venezia e se ne innamorò profondamente: qui lavorò a diretto contatto con altri pittori, studiò gli artisti del passato e rappresentò la città in diverse opere luminose e realistiche, alcune delle quali sono esposte nella prima sala della mostra. Ritornato a New York, nel 1878 acquistò un grande studio al Tenth Street Studio Building. Quest’atelier, luogo di creazione e di incontro con artisti, mercanti d’arte e collezionisti, fu arredato da Chase con vari oggetti orientali e d’antiquariato e rappresentato in diverse opere come “Autoritratto nello studio sulla Quarta Strada” presente in questa mostra.

William Merritt Chase, Autoritratto sulla Quarta Strada
William Merritt Chase, Autoritratto sulla Quarta Strada (1915-1916; olio su tela, 33,4 x 161,3 cm; Richmond, The Richmond Art Museum)

Un topos ricorrente nella pittura di Chase è quello delle donne: familiari, come la moglie Alice Gerson Chase, o allieve di qualche corso tenuto dal pittore, le donne sono state spesso ritratte in pose fiere e sicure che nella ritrattistica del passato erano riservate a dignitari e condottieri. Si tratta di donne dedite ad attività intellettuali quali la letteratura e l’arte, in procinto di uscire e di intrattenersi, di donne moderne ed indipendenti. Nella mostra si possono ammirare diversi ritratti femminili a figura intera e tra questi spicca un’opera a mio parere molto significativa, “Donna dallo scialle bianco”; in essa una donna dallo sguardo deciso e fiero posa nella penombra, rischiarata proprio dallo scialle bianco che indossa e dal suo stesso volto luminoso. Un altro soggetto spesso presente nelle opere di Chase è la sua numerosa famiglia; in diversi quadri come “Riflessi” e “Moglie d’artista”, Alice Gerson Chase è rappresentata intenta a guardare il marito o assorta nei suoi pensieri, mentre molte altre opere mostrano i figli che giocano spensierati o che osservano le tele del padre in fase di realizzazione nello studio newyorkese; opere di grande intimità e tenerezza che mostrano alcuni passatempi dell’epoca e la quotidianità di una famiglia felice.

William Merritt Chase, Donna dallo scialle bianco
William Merritt Chase, Donna dallo scialle bianco (1893; olio su tela, 190,5 x 132,1 cm; Filadelfia, Pennsylvania Academy of the Fine Arts)


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William Merritt Chase, Moglie dell’artista (1892; olio su tela, 40,6 x 50,8 cm; Collezione privata)


William Merritt Chase, Parlavi con me? (1897 circa; olio su tela, 96,5 x 109,2 cm; Youngstown, Butler Institute of American Art)

Dai primi anni Ottanta Chase si dedicò molto alla pittura di parchi, spazi verdi e luoghi di villeggiatura: luoghi di incontro per l’alta borghesia americana, mostrano lo stile personale e proprio di Chase che attraverso i colori luminosi riusciva a renderne l’atmosfera di svago e di rilassatezza. Un posto molto caro al pittore è Shinnecock Hills, situato lungo la costa meridionale di Long Island vicino alla cittadina di Southampton. Qui il pittore tenne dei corsi di pittura di paesaggio en plein air e si dedicò alla rappresentazione delle ampie spiagge e delle dune sabbiose, della bassa vegetazione e dell’atmosfera tersa, avvalendosi di colori accesi e tocchi rapidi.

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William Merritt Chase, Luce e ombra (1884; olio su tela, 165,7 x 194,3 cm; Omaha, Joslyn Art Museum)


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William Merritt Chase, Sulla riva (1884 circa; olio su tela, 56 x 86,5 cm; Collezione privata)


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William Merritt Chase, Ore pigre (1894 circa; olio su tela, 64,8 x 90,2 cm; Fort Worth, Amon Carter Museum of American Art)

A partire dai primi anni del Novecento, Chase tornò in Europa come accompagnatore di alcuni suoi allievi. Oltre alle grandi capitali artistiche come Londra, Madrid e Firenze, non poté mancare nel 1913 un soggiorno nella sua amata Venezia, in cui tutto ebbe inizio, e che egli ritrasse in diverse vedute: si tratta di lavori che non si attengono più ai rigorosi precetti accademici, ma che sono liberi nella pennellata e nel colore, personali, e che esprimono il puro piacere di questo artista per la pittura. In “Balcone veneziano” l’artista dipinge la penombra della sua stanza all’Hotel Gran Canal et Monaco, rischiarata da alcuni oggetti dorati, e il passaggio alla luce data dall’acqua e dal cielo che si vedono attraverso un balcone; una raffigurazione di Venezia un po’ insolita che mostra come l’artista sia in grado di distaccarsi dalle rappresentazioni “comuni” e di elaborare una sua visione delle cose.

William Merritt Chase, Balcone veneziano
William Merritt Chase, Balcone veneziano (1913; olio su tela, 88,9 x 71,1 cm; Saint Joseph, Albrecht-Kemper Museum of Art)

Artista cosmopolita, William Merritt Chase è considerato uno dei massimi interpreti della pittura americana e un punto di riferimento per molti giovani artisti americani come Georgia O’ Keeffe, Joseph Stella ed Edward Hopper. Questa mostra presenta una panoramica sulla vita di William Merritt Chase, una vita spesa tra l’insegnamento e l’indagine della realtà in molti suoi aspetti, una vita di interpretazione alla continua ricerca del suo stile e della sua identità.



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