A Treviso riapre al pubblico la Pinacoteca del Museo Santa Caterina


È fissata per il 24 febbraio 2018 la riapertura della Pinacoteca Civica del Museo Santa Caterina di Treviso: si tratta di una delle istituzioni culturali più antiche della città, risalente addirittura a un periodo precedente l’Unità d’Italia, dal momento che fu fondata nel 1851. Il pubblico avrà l’opportunità di vedere il nuovo allestimento delle opere, articolato negli spazi della manica lunga, sul quale si aprono i locali che accolgono le opere (un tempo erano gli ambienti abitati dai frati del convento di Santa Caterina). Per il progetto museologico, che porta la firma di Andrea Bellieni, Enrica Cozzi, Emilio Lippi, Maria Elisabetta Gerhardinger, Eugenio Manzato e Sergio Marinelli e che è stato concretizzato dagli architetti di Studiomas (Marco Rapposelli e Piero Puggina), si è tenuto conto sia dell’impatto estetico che dei più aggiornati modelli in fatto di fruibilità, illuminazione, didascalie, impiantistica.

Si è optato per un percorso in ordine cronologico, dal Medioevo fino al Settecento: sono circa 150 le opere che il pubblico potrà ammirare, strettamente legate al territorio (molte di essere provengono dalle donazioni che i collezionisti di Treviso e dintorni hanno lasciato al museo). Il percorso si apre con affreschi e pitture murali staccati da abitazioni, palazzi e chiese trevigiane poi distrutte che offrono un saggio della urbs picta, la città dipinta che era un tempo Treviso e che in parte sopravvive. Tra questi, le Storie di sant’Orsola di Tommaso da Modena, e l’affresco con le Storie di Otinel, rarissimo esempio di una chanson de geste in lingua franco-veneta illustrato su di una parete. Tra i capolavori del Quattrocento e del Cinquecento il visitatore troverà una Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano, artista attivo in città, nonché opere di Dario da Treviso, artista locale che guardò allo Squarcione e a Mantegna, e ancora Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto, Francesco Pagani, Pier Maria Pennacchi. Il tardo Cinquecento e il manierismo sono invece rappresentati dalle pale d’altare di Paris Bordon e Jacopo Bassano e dalla galleria dei ritratti, dove è inclusa anche un’opra di Tiziano.

Si arriva dunque all’arte del Sei e del Settecento: nelle sale il pubblico troverà opere mai esposte in precedenza e capolavori di grandi artisti come Francesco Guardi, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo, Giandomenico Tiepolo e Giovanni Marchiori. C’è anche una sala in cui è ricreata una Wunderkammer, una stanza delle meraviglie seicentesca dove sono esposti oggetti curiosi e rarità.

“Con questo riallestimento”, si legge nella presentazione, “si completa la riorganizzazione del complesso di Santa Caterina, che valorizza la funzione museale dell’ex convento. Viene così recuperato alla piena fruizione un autentico gioiello, scrigno di capolavori finalmente offerti al pubblico e polo fondamentale del sistema museale cittadino, che nel Museo Luigi Bailo ha l’altra grande struttura, dedicata all’arte dell’Ottocento e del Novecento”.

Immagine: Giovanni Bellini, Madonna col Bambino (1470-1490 circa; tempera su tavola, 64,5 x 50,5 cm; Treviso, Museo Santa Caterina, Pinacoteca Civica)

A Treviso riapre al pubblico la Pinacoteca del Museo Santa Caterina
A Treviso riapre al pubblico la Pinacoteca del Museo Santa Caterina



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