Louvre come Disneyland: le code per vedere la Gioconda si fanno in un percorso transennato. E la sicurezza?


Come vi avevamo raccontato qualche settimana fa sulle nostre pagine, il Louvre ha dovuto temporaneamente spostare la Gioconda, il celebre capolavoro di Leonardo da Vinci, per permettere i lavori di rifacimento della sala che la accoglie, la Salle des États. Di conseguenza, l’opera vinciana è stata trasferita, a partire dal 17 luglio, nella Galerie Médicis, che ospita il ciclo di 24 tele di Pieter Paul Rubens che un tempo adornavano le sale di Palace Luxembourg. Il problema è che per permettere ai visitatori di vedere la Gioconda, il Louvre ha creato un percorso transennato che ricorda quelli per i quali si deve transitare quando si fa la coda per le attrazioni nei grandi parchi giochi, come Disneyland o Gardaland. Una soluzione che, peraltro, mortifica il ciclo di Rubens, dal momento che la coda che si forma per vedere la Gioconda impedisce di ammirare le opere del grande fiammingo.

Una scelta che è stata stigmatizzata da Didier Rykner, giornalista, storico dell’arte e fondatore de La Tribune de l’Art, la principale testata online francese per l’arte antica. In un articolo pubblicato a poche ore dallo spostamento della Gioconda, Rykner ha dichiarato che la decisione del Louvre è “totalmente inadatta”, perché “in piena estate, quando i turisti invadono il museo come non mai, si dà vita a un circuito di visita che sacrifica compltamente una parte delle sale della pittura fiamminga, impedendo anche di vedere la Gioconda in condizioni favorevoli”.

Nell’articolo, Rykner, recatosi in prima persona al Louvre per verificare le condizioni di visita (impossibili!) illustra passaggio per passaggio il percorso a cui i visitatori sono costretti per vedere l’opera di Leonardo: una lunga fila (di almeno mezz’ora, ma ci sono visitatori che riportano che, dall’ingresso nei pressi della Piramide al quadro leonardiano, si può impiegare anche un’ora) per poter arrivare a vedere la Gioconda, ascensori nei pressi della sala bloccati (il grande afflusso di visitatori che si concentrano in questa parte del museo li rende inutilizzabili), forti dubbi sulle condizioni di sicurezza sia per i visitatori, sia per le opere (“immaginiamoci”, sottolinea Rykner, “cosa potrebbe succedere in un momento di panico in queste condizioni: non possiamo che farci domande sul rispetto delle condizioni di sicurezza”). Le fotografie che Rykner ha personalmente scattato durante la visita al Louvre e ha incluso nel suo articolo sono impressionanti.

“Tutto questo”, conclude Rykner, “testimonia soprattutto un grande livello d’incompetenza. Per quanto tempo ancora i turisti accetteranno di essere trattati come bestie? Quanto tempo occorrerà prima che i responsabili della sicurezza decidano che tutto questo non è tollerabile?”. Domande a cui si deve necessariamente fornire una risposta, e che devono aprire una più ampia riflessione sul ruolo dei musei e delle loro opere iconiche.

Nelle foto de La Tribune de l’Art, il percorso transennato per vedere la Gioconda.

Code per vedere la Gioconda al Louvre

Louvre come Disneyland: le code per vedere la Gioconda si fanno in un percorso transennato. E la sicurezza?
Louvre come Disneyland: le code per vedere la Gioconda si fanno in un percorso transennato. E la sicurezza?

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