Sgarbi assessore alla cultura di Carrara? Di sicuro avrebbe fatto meno danni del suo predecessore


Ieri si parlava di Vittorio Sgarbi come possibile nuovo assessore alla cultura del Comune di Carrara. Sicuramente, avrebbe fatto meno danni di chi lo ha preceduto.

Nella giornata di ieri, a Carrara, circolavano voci secondo le quali Vittorio Sgarbi sarebbe stato tra i candidati a ricoprire il ruolo di assessore alla cultura in quanto, nella città al confine tra Toscana è Liguria, è in corso di discussione un rimpasto della giunta comunale, ancorché forse destinato ad assumere soltanto i connotati di un cambio di deleghe. La situazione, tuttavia, è ancora aperta. Ma le voci che volevano Sgarbi ipotetico nuovo assessore alla cultura, si sono presto tramutate in una “non notizia”, dacché è stato lo stesso Sgarbi, ieri sera, a dichiararsi non interessato alla posizione poiché già impegnato altrove, come assessore a Urbino e come ambasciatore dell’Expo 2015. Il critico avrebbe dichiarato però di essere disposto a candidarsi per la presidenza dell’Accademia di Belle Arti. Questo è quanto riportato quest’oggi sulle pagine della Nazione nell’edizione di Carrara.

Sgarbi all'Accademia di Carrara
Sgarbi all’Accademia di Belle Arti di Carrara

Appare comunque molto probabile che l’attuale assessore alla cultura, Giovanna Bernardini, sia prossima a lasciare il suo incarico. Ed era ora, dico io: Giovanna Bernardini è stata responsabile di una politica culturale oltremodo disastrosa, e malgrado ciò, per sette lunghi e difficili anni, la professoressa è sempre rimasta ben ancorata alla propria comoda poltrona. L’amministrazione comunale, pertanto, giunge forse un po’ in ritardo a constatare il fatto che la gestione della cultura, a Carrara, abbia lasciato parecchio a desiderare. Basti solo ricordare le vicende di quest’estate. L’evento di punta della programmazione culturale carrarese è stata la Marble Weeks, un’esposizione di opere d’arte il cui scopo principale sembrava essere, più che la diffusione di arte e di cultura, la pubblicità ai padroni del marmo. Una manifestazione vuota, priva di contenuti, completamente estranea ai dibattiti sul marmo e sul futuro delle cave che ormai interessano tutta la cittadinanza, benché la politica sembri non accorgersene.

E che dire invece delle mostre di quest’estate? Abbiamo avuto L’Accademia di Belle Arti e il suo patrimonio, una mostra che anche in questo caso sarebbe meglio definire “non mostra”, perché solo chi non ha mai avuto il piacere di visitare una vera mostra in vita sua può dirsi così temerario da definire “mostra” un evento organizzato in modo talmente imbarazzante. Abbiamo avuto una mostra su Michelangelo, che in realtà non esponeva opere del genio di Caprese, bensì calchi e copie di tre pietà michelangiolesche e fotocopie a colori di disegni del grande artista del Rinascimento, il tutto radunato senza un apparente filo logico e presentato con un pannello didascalico che in realtà non era altro che un saggio appeso a una parete attraverso un cartello chilometrico. E sarebbe meglio stendere un velo pietoso sulla programmazione musicale: mentre nelle vicine Lucca e Pistoia si alternavano artisti di caratura internazionale come Robert Plant, Stevie Wonder, Nile Rodgers, gli Eagles e altri, a Carrara ci è toccato, come artista principale, Roby Facchinetti. Il cantante dei Pooh, quelli che cantavano “Chi fermerà la musica”: ebbene, a fermare la musica ci ha pensato un generatore guasto che ha fatto saltare il concerto. È poi emersa in tutta la sua mesta crudezza, sempre quest’estate, la Rovina del parco Padula, con opere devastate e saccheggiate. E non parliamo poi della situazione dei due più prestigiosi teatri di Carrara, il Teatro degli Animosi e il Politeama: il primo chiuso ormai da anni, a tempo indeterminato, per lavori, e il secondo vittima di una pessima storia di abusi edilizi. Chissà se riaprirà mai.

In una città seria o che abbia, quanto meno, un poco di amore nei riguardi della cultura, un curriculum del genere basterebbe a revocare all’assessore ogni delega alla cultura, e probabilmente anche a non farlo neppur avvicinare al parcheggio del Comune. Forse, con pluriennale ritardo, la giunta è arrivata a comprendere l’inadeguatezza di Giovanna Bernardini al suo ruolo. Ma anche la scelta di candidare Vittorio Sgarbi al ruolo di assessore, dimostra in modo inequivocabile il fatto che gli orizzonti culturali di questa giunta si limitino esclusivamente a qualche programma televisivo di prima serata e che ormai prenda sempre più piede la totale incapacità di programmare in modo serio e di dimostrare che Carrara è una città che tiene veramente alla propria cultura, alla propria storia, al proprio patrimonio artistico. Si ha la sensazione che le scelte continuino a essere guidate dalla solita, triste e deleteria miopia che ha caratterizzato gran parte dell’operato del sindaco Zubbani e della sua giunta.

Sgarbi ha comunque declinato l’invito, anche se sicuramente avrebbe agito molto meglio del suo predecessore: vedremo cosa riusciranno a cavar fuori dal cilindro nei prossimi giorni. La speranza, a questo punto, è che si opti per il meno peggio (benché forse, peggio di così, è difficile fare anche impegnandosi) e che la città non abbia troppo da subire. Una speranza forse vana, dato che si parla di cambio di deleghe. E alle scuole elementari, le mie ottime maestre mi insegnarono che cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia. Di sicuro, i membri della giunta comunale di Carrara non hanno avuto i miei stessi insegnanti.


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Federico Giannini

L'autore di questo articolo: Federico Giannini

Giornalista d'arte, nato a Massa nel 1986, laureato a Pisa nel 2010. Ho fondato Finestre sull'Arte con Ilaria Baratta. Oltre che su queste pagine, scrivo su Art e Dossier e su Left. Seguimi su Twitter:

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1. Valentina Canale in data 12/09/2014, 22:41:20

MI PIACE SGARBI , SA DIRE "CAPRA" IN FACCIA, A CHI SE LO MERITA.



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