Il presidente di Assopatrimonio: “basta digitale scriteriato, non si può tollerare incompetenza”


Secondo Ivan Drogo Inglese, presidente di Assopatrimonio, molti progetti di digitalizzazione nei musei vengono fatti senza criterio, e non è possibile tollerare l’incompetenza.

Digitalizzazione nei beni culturali? Sì, purché fatta con criterio e serietà. È quanto trapela dalle parole di Ivan Drogo Inglese, presidente delle associazioni Assopatrimonio e Assocastelli, impegnate sul fronte della tutela del patrimonio. Durante il passato lockdown è infatti emersa una tendenza: diversi istituti hanno avviato iniziative di digitalizzazione, con lo scopo di non impedire ai cittadini di avvicinarsi alla cultura. Ma secondo Drogo Inglese la digitalizzazione non può essere scriteriata, altrimenti, a suo giudizio, potrebbe arrecare più danni che benefici.

“La chiusura dei musei, molti dei quali attirano una manciata di visitatori ogni anno produce l’ennesima azione scellerata”, fa sapere Drogo Inglese. “La maggior parte di questi siti mantiene ancora un approccio ‘didattico’ e non ‘emozionale’. Oltretutto i dati di affluenza che vengono diffusi molto spesso sono implementati dalla cosiddetta affluenza scolastica”. Secondo Assopatrimonio, il Ministero dei Beni Culturali non avrebbe un piano strategico in grado di contemplare non soltanto strategie ma anche obiettivi e traguardi. “Un piano che, nella sua redazione e attuazione”, prosegue Drogo Inglese, “andrebbe condiviso con le organizzazioni che quotidianamente si prodigano per la promozione, salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio. Così come avviene in paesi dove il patrimonio è considerato un asset economico primario”.

“Secondo molti direttori di musei”, dichiara il presidente di Assopatrimonio e Assocastelli, “la ‘digitalizzazione’ dell’arte, della cultura e del patrimonio consiste ancora semplicemente nell’inserire in siti, che nessuno mai guarderà, immagini o tour virtuali realizzati con una tecnologia che definire obsoleta è dir poco. Iniziative che, tra l’altro, non contribuiscono minimamente alla sostenibilità del patrimonio affidato e che anzi finiscono per essere abbandonate dopo poco, proprio per i risultati deludenti che producono”.

Cosa fare dunque? L’invito del presidente di Assopatrimonio è quello di “utilizzare questo momento di pausa forzata per aggiornarsi, per pianificare e per studiare. Infatti esistono metodi e strategie innovative che possono incrementare incassi e visite, che rappresentano i due parametri necessari alla sostenibilità del patrimonio. Il Patrimonio Italiano non può più tollerare incompetenza”.

Il presidente di Assopatrimonio: “basta digitale scriteriato, non si può tollerare incompetenza”
Il presidente di Assopatrimonio: “basta digitale scriteriato, non si può tollerare incompetenza”


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