Due ballerine che si esercitano alla sbarra

Autore: Edgar Degas
1877
New York, Metropolitan Museum
Immagine

Tra i dipinti più famosi di Edgar Degas, questo con Due ballerine che si esercitano alla sbarra torna sul tema della danza, uno dei più amati e frequentati dal pittore impressionista francese. In un sala inquadrata con un taglio fortemente obliquo, due ballerine si stanno allenando facendo esercizi alla sbarra: la posa assunta dal loro corpo flessuoso, che segue la sbarra attaccata al muro, benché possa sembrare del tutto naturale, in realtà è attentamente studiata dal pittore.

Gli arti delle due ballerine infatti non solo corrono in parallelo alla sbarra, così come al pavimento, ma se osserviamo la posa della ballerina di destra possiamo facilmente notare come il suo braccio sinistro piegato e la sua gamba destra sollevata assumano la forma dell'annaffiatoio che vediamo posato a sinistra per terra (la presenza dell'oggetto, apparentemente insolita per una sala da ballo, è giustificata dal fatto che l'acqua serviva per evitare che dal pavimento si alzasse la polvere e che dunque quest'ultima disturbasse le danzatrici). L'opera non prescinde comunque dal comunicare quell'immediatezza a cui aspiravano i pittori impressionisti: anche in questo caso ci troviamo di fronte a un dipinto che ci restituisce un brano di quotidianità della Parigi ottocentesca coinvolgendoci come se fossimo lì in quel momento (sensazione accresciuta dal taglio pressoché fotografico scelto da Degas).

Il dipinto risale al 1877 e nello stesso anno fu esposto alla terza mostra impressionista. A seguito dell'esposizione fu venduto da Degas a un collezionista, Henri Rouart, che a sua volta lo cedette nel 1912 per la cifra di 95.700 dollari, un prezzo allora elevatissimo per un pittore ancora in vita (Degas sarebbe scomparso nel 1917). L'opera entrò poi a far parte delle collezioni del Metropolitan Museum nel 1929: da quella data non ha più lasciato gli Stati Uniti, ed è uscito dal Metropolitan una volta sola, per una mostra a Boston nel 1970. Il dipinto è firmato, col cognome del pittore, sul battiscopa, vicino all'annaffiatoio.

7 novembre 2016

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