Davide con la testa di Golia

Autore: Tanzio da Varallo
1625 circa
Varallo, Pinacoteca Civica

Questo Davide con la testa di Golia è una delle opere più celebrate di Tanzio da Varallo (vero nome Antonio d'Enrico), artista che fu tra i primi a portare il caravaggismo nell'Italia del nord, dopo aver compiuto un lungo soggiorno a Roma nei primi anni del Seicento. In questo capolavoro, conservato presso la Pinacoteca Civica di Varallo in Piemonte, Tanzio sperimenta una posa del tutto originale, con il Davide messo di profilo in obliquo, in modo che il braccio, disteso a mostrare la testa di Golia, occupi tutta la diagonale della composizione, mettendo bene in evidenza i muscoli possenti evidenziati dalla luce.

La luce non nasconde neppure l'espressione del volto, carica di quella malinconia tipica di chi ha compiuto un gesto che andava compiuto, ma che si rende conto che questo gesto ha comportato la morte di un uomo. Come notava lo storico dell'arte Vito Zani, il suo guardo comunica "la pietà, lo sgomento per lo spettacolo della morte", col risultato che assistiamo alla rappresentazione di un personaggio la cui "giovinezza spensierata" è volata via all'improvviso. Non è, insomma, un Davide austero, trionfante, divino, ma è un Davide pieno di dubbi e di insicurezze, con gli occhi leggermente gonfi che cercano di non posarsi sulla testa del rivale ucciso. Questa consapevolezza contrasta decisamente con i tratti adolescenziali di questo Davide dai boccoli biondi, quasi infantili, scompigliati dal vento. Un Davide vestito, peraltro, con abiti poveri, da pastore, e che a tracolla porta la fionda e i sassi con i quali ha ucciso Golia, mentre la mano destra ancora impugna la spada adoperata per decapitare il nemico.

Per realizzare l'opera, che risente di influssi caravaggeschi ma al contempo si pone come un dipinto dal forte carattere contemplativo nella sua volontà di spingere l'osservatore a meditare sull'aspetto tragico della storia, Tanzio da Varallo potrebbe essersi avvalso di un modello, forse proprio un giovane pastore delle sue terre: si tratta infatti di un'opera matura, del 1625 circa, e a quel tempo Tanzio era tornato nelle sue terre d'origine, le Alpi piemontesi.

27 dicembre 2016

Davide con la testa di Golia di Tanzio da Varallo

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