Narciso

Autore: Francesco Curradi
1622
Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Questo Narciso è opera di Francesco Curradi, uno dei più illustri artisti del Seicento fiorentino: fu eseguito nel 1622 su commissione del cardinale Carlo de' Medici e quindi replicato in seguito dato il successo ottenuto. L'originale, conservato alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, fu eseguito nell'ambito di un vasto ciclo, che impegnò diversi pittori fiorentini del tempo, destinato a decorare il Casino di San Marco, il palazzo in cui il cardinale risiedeva.

Secondo la mitologia, Narciso era un bellissimo cacciatore che, vedendosi riflesso in uno specchio d'acqua, si innamorò di se stesso al punto da morire consumato dalla sua passione impossibile: questo amore verso se stesso era la punizione che la dea Nemesi gli aveva inflitto per non aver corrisposto l'amore che la ninfa Eco nutriva per lui. Francesco Curradi interpreta il mito secondo i toni tipicamente eleganti e raffinati della pittura del Seicento fiorentino: Narciso è raffigurato come un elegante giovane, vestito con l'abbigliamento tipico del Seicento, con abiti in tessuti variopinti e preziosi (l'opera doveva del resto riflettere gli elevanti gusti della committenza medicea). Lo stesso giovane ha tratti molto aggraziati, quasi effeminati. Il cane rappresenta, invece, un ottimo brano di realismo.

Il dipinto, tra i migliori eseguiti da Francesco Curradi, come anticipato è conservato a Palazzo Pitti, dove arrivò direttamente dal Casino di San Marco.

Narciso di Francesco Curradi

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