Poesiarte
2010, Prima puntata
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,
sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.
Parafrasi
Guido, io vorrei che tu, Lapo ed io
fossimo rapiti per incantesimo,
e messi su un vascello che qualunque fosse il vento
andasse per mare, obbedendo solo alla nostra volontà,
in modo che la tempesta o altro tempo avverso
non potessero esserci di intralcio,
ma al contrario, vivendo noi sempre insieme in un’unica volontà,
crescesse sempre più il desiderio di stare insieme.
E poi (vorrei che) madonna Vanna e madonna Alagia
insieme con quella donna che occupa il trentesimo posto
il buon mago mettesse insieme con noi:
e qui (sul vascello) (vorrei) parlare sempre d’amore,
e (vorrei che) ciascuna di loro fosse contenta,
così come credo che lo saremmo noi.
Commento
Tre donne: Vanna, la donna amata da Cavalcanti, Alagia, la donna amata da Lapo, ovvero il notaio e
poeta Lapo Gianni de’ Ricevuti, anche se per alcuni studiosi si tratta del poeta Lippo Pasci de’
Bardi, anch’egli in contatto con Dante. E poi la donna di Dante, quella che occupa il trentesimo
posto, poiché Dante aveva scritto un’epistola in versi che elencava le sessanta donne più belle di
Firenze. Non si sa chi fosse la trentesima, ma non era certo Beatrice, che occupava il nono posto.
Abbiamo tre donne che sono oggetto di desiderio, ed è il desiderio d’amore ad essere l’argomento
principale di questo sonetto.
Il fatto che il tema amoroso sia il tema centrale ed esclusivo del componimento, è ciò che distingue
nettamente la poesia degli Stilnovisti dalla precedente esperienza dei poeti siciliani e toscani. Ma ci
sono anche altri tratti tipici dello Stilnovismo, come:
1) un’amicizia riservata a pochi spiriti eletti, volontariamente isolati dalla realtà storico-sociale che
li circonda e che è fatta di guerre e sangue. E difatti, il riferimento “alla donna ch’è sul numer de le
trenta”, è un riferimento quasi in codice, che è comprensibile soltanto a quei pochi amici che ne
sono al corrente, e che sono isolati dal mondo esterno, come è ben espresso dal fatto che il luogo e il
tempo della scena rappresentata nella poesia, sono indeterminati, atemporali: non a caso ricorre due
volte l’avverbio «sempre», o lo spazio viene descritto come un mare quasi magico, non materiale,
attraversato con un vascello che si muove per la forza di volontà e a dispetto degli agenti
atmosferici.
2) l’amicizia si trasforma in una unità dei tre protagonisti che diventa superiore, spirituale, espressa
bene dai versi: «al voler vostro e mio», o ancora: «vivendo sempre in un talento».
Alcune curiosità
In questo sonetto Dante si rifà al
plazer dei poeti provenzali, un componimento in cui si era soliti
elencare una serie di situazioni gradevoli che ci si augurava poi di vivere. Altra particolarità è che
Dante riprende elementi dei romanzi di Re Artù, come il vascello che non è altro che la nave
incantata di Merlino.
Infine, in questa poesia, ci sono i tipici richiami simbolici della poetica dantesca, come il numero
tre: tre sono i poeti, e tre le donne. Oppure il simbolo del cerchio: la struttura della poesia è
circolare, perché il soggetto del desiderio è in primo piano all’inizio e torna in primo piano alla fine,
e la voglia «di stare insieme» degli amici, produce una voglia ancora maggiore, in una sorta di
“circolo virtuoso” in cui il desiderio cresce su se stesso.
Tutto questo per esprimere un modello di vita perfetto, chiuso in se stesso, al riparo dai guai del
mondo esterno.
Chocolat 3B