Martirio di sant'Alessandro da Bergamo

Autore: Nicola Malinconico
1693-1694
Bergamo, Duomo

Nel 1692, il grande artista napoletano Luca Giordano partì per la Spagna lasciando incompiuti alcuni suoi dipinti che gli erano stati commissionati a Bergamo: al suo posto fu chiamato un suo seguace nonché suo concittadino, Nicola Malinconico, che nel 1693 ricevette anche il prestigiosissimo incarico di dipingere la pala dell'altare maggiore del Duomo di Bergamo, con tema il martirio di sant'Alessandro, titolare della cattedrale nonché patrono della città. Il pittore terminò l'opera l'anno successivo.

Secondo la tradizione, Alessandro di Bergamo fu un soldato romano, vissuto tra il III e il IV secolo, che si rifiutò di perseguitare i cristiani, essendo cristiano egli stesso: dopo aver disertato, fu catturato a Milano ma riuscì a fuggire per rifugiarsi a Bergamo, dove iniziò a condurre opera di proselitismo, convertendo molti abitanti della città. Fu però nuovamente catturato, questa volta definitivamente, e martirizzato mediante decapitazione a Bergamo, nel luogo dove oggi sorge la chiesa di Sant'Alessandro in Colonna.

Il dipinto di Nicola Malinconico raffigura il momento immediatamente precedente la decapitazione. Sant'Alessandro è ancora abbigliato nelle sue vesti di soldato, e mostra un volto serafico, incorniciato da barba e capelli biondi, con lo sguardo rivolto al cielo, in atto di pregare per consegnare la propria anima al Signore. Quest'ultimo è già pronto in cielo per accoglierlo: vediamo Dio seduto su una nuvola e scortato da un nugolo di angeli che si sporgono dalle nubi per assistere al martirio. Il dettato dai toni fortemente barocchi, tipicamente giordanesco, si evince da molti particolari: intanto, la netta divisione in due parti della composizione che contribuisce a rendere ancora più drammatica la scena. Poi, la disposizione semicircolare dei personaggi che spingono l'osservatore a concentrarsi sul punto focale della scena: il santo inginocchiato mentre il boia sta sguainando la spada per decapitarlo. Anche i panneggi spiegazzati, elaborati e un po' nervosi, sono simili a quelli di Luca Giordano.

Tutt'intorno, sono raffigurati, negli atteggiamenti più disparati, diversi personaggi, tra cui possiamo immaginare molti fedeli convertiti dal santo: c'è chi curiosa sporgendosi da una colonna per vedere meglio, chi si schermisce, chi invece assiste con calma a un evento considerato normale per quei tempi. Curioso il brano del bambino in primo piano con il suo cane, che contribuisce a render ancora più palese la consuetudine dell'evento. Il cavallo che vediamo dietro il braccio del boia è probabilmente un riferimento al santo: è un attributo tipico della sua iconografia, che lo vede spesso ritratto, da soldato, in groppa al suo cavallo.

12 aprile 2015

Martirio di sant'Alessandro da Bergamo di Nicola Malinconico


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