di Redazione 17/10/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Arte contemporanea
È scomparso a Roma, all’età di 71 anni, Enrico Lombardi, gallerista, fondatore della Galleria Lombardi nel 1977. Ha dedicato quasi cinquant’anni alla valorizzazione della figurazione italiana e dei suoi protagonisti.
È scomparso ieri, 16 ottobre, all’età di 71 anni, Enrico Lombardi, storico gallerista romano che per quasi mezzo secolo ha contribuito alla conoscenza e alla valorizzazione della pittura italiana del Novecento. Fondatore della Galleria Lombardi, aperta nel 1977, ha costruito il proprio percorso attraverso la ricerca sulla figurazione, il rapporto diretto con gli artisti e un’intensa attività di promozione culturale, diventando una presenza di riferimento per la scena artistica della Capitale. Nato a Roma nel 1955, Lombardi aveva inaugurato la propria galleria nella storica sede di via del Babuino 70. Nei decenni successivi ha attraversato le trasformazioni del mercato e del sistema espositivo italiano, mantenendo una linea di ricerca riconoscibile, caratterizzata dall’indipendenza delle scelte e dall’attenzione per gli artisti e le loro opere.
La sua attività era cominciata nel campo della grafica internazionale, con esposizioni dedicate a Giorgio de Chirico, Pablo Picasso e Wifredo Lam, oltre a opere di Lucian Freud e di protagonisti del Surrealismo. Parallelamente si era sviluppato il suo interesse per la pittura italiana, alimentato dai rapporti con artisti come Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Ennio Calabria e Renzo Vespignani. Dalla metà degli anni Ottanta Lombardi aveva concentrato interamente il proprio lavoro sulla pittura, approfondendo in particolare la Scuola Romana, i grandi interpreti del Novecento e le ricerche delle generazioni più giovani.
La figurazione italiana è rimasta il centro della sua attività, accompagnata dalla convinzione che la pittura dovesse conservare un rapporto vivo con la storia, la società e la sensibilità del proprio tempo. Una posizione che si è tradotta nella scelta degli artisti presentati e nella continuità di un lavoro volto a mantenere alta l’attenzione su esperienze spesso da rileggere alla luce delle trasformazioni del panorama contemporaneo.
Accanto all’attività espositiva, Lombardi ha partecipato alla vita culturale romana e alle iniziative delle associazioni di settore. Il suo impegno nell’ARGAM – Associazione Romana Gallerie d’Arte Moderna e nelle organizzazioni di categoria ha favorito il confronto tra artisti, critici e operatori. Insieme a Luigi Martini, Enrico Crispolti, Ennio Calabria e Guido Strazza ha fondato l’associazione “Roma per l’Arte”, prendendo parte al dibattito culturale e alle iniziative di una stagione significativa per la città. In rappresentanza dell’associazione Gallerie d’Arte Nazionale ha inoltre partecipato alle audizioni presso la Camera dei Deputati dedicate alla regolamentazione del settore artistico.
Negli ultimi anni aveva avviato una nuova fase della propria attività curatoriale, anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Nel 2022 aveva presentato all’Auditorium della Conciliazione di Roma la mostra I Favolosi anni ’60 e ’70 a Milano, dedicata a una stagione centrale della ricerca artistica italiana. Nel 2024 era arrivata Figurazione anni ’60 e ’70, ospitata ai Musei di San Salvatore in Lauro e curata insieme al figlio Lorenzo. L’esposizione aveva ricondotto l’attenzione su un periodo fondamentale per la pittura e la scultura italiane, in linea con gli interessi che avevano orientato il lavoro di Lombardi per decenni.
Nel frattempo, la Galleria Lombardi aveva proseguito la propria attività nella sede di via di Monte Giordano 40, dove si era trasferita nel 2015. Lorenzo Lombardi aveva assunto la direzione artistica, dando continuità al progetto del padre attraverso un rapporto tra generazioni fondato sulla comune passione per l’arte. Enrico aveva continuato a seguire iniziative dedicate ai protagonisti del secondo Novecento, dalla mostra La poetica della luce, dedicata a Riccardo Guarneri nel 2024, al progetto Segni dell’anima, sviluppato con le esposizioni su Antonio Sanfilippo e Carla Accardi tra il 2025 e il 2026. Nella primavera del 2026 aveva seguito anche Mario Schifano. Io guardo. Nel novembre 2022 era stato inoltre protagonista di un incontro dei Martedì Critici al Pio Sodalizio dei Piceni di Roma, occasione di confronto sul suo percorso e sul ruolo della galleria nella vita artistica della città.
Con la scomparsa di Enrico Lombardi viene meno una figura che ha interpretato il mestiere del gallerista come un’attività capace di unire ricerca, esercizio critico e responsabilità culturale. Il suo lavoro ha contribuito a mantenere viva l’attenzione su artisti e linguaggi della pittura italiana del Novecento, attraverso mostre, collaborazioni e iniziative volte a favorire la conoscenza di una stagione articolata della storia dell’arte. Il suo percorso proseguirà attraverso la Galleria Lombardi e il lavoro del figlio Lorenzo, in continuità con un’esperienza costruita nel corso di quasi cinquant’anni. La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità artistica romana e tra quanti hanno condiviso con lui un lungo percorso professionale e umano.
Le esequie si terranno lunedì 19 ottobre alle 11:30 nella chiesa di Santa Maria in Montesanto, nota come la “chiesa degli Artisti”, in piazza del Popolo a Roma.
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