di Redazione 24/10/2026
Categorie: Mostre / Argomenti: Arte contemporanea - Fotografia - Intelligenza Artificiale
Dal 12 novembre 2026 al 22 gennaio 2027, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ospita circa quaranta opere dell’artista romano, in una mostra a cura di Antonio Calbi e Dominique Moulon che riflette sull’identità umana attraverso fotografia, video e installazioni.
Che cosa rende umano un volto nell’epoca dell’intelligenza artificiale? È la domanda al centro di Magnifica Humanitas, la mostra di Matteo Basilé in programma dal 12 novembre 2026 al 22 gennaio 2027 all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, negli spazi dell’Hôtel de Galliffet. Curata da Antonio Calbi e Dominique Moulon, l’esposizione riunisce circa quaranta opere tra stampe fotografiche, installazioni video, un film e un’installazione ambientale. L’inaugurazione, giovedì 12 novembre alle 18:30, sarà accompagnata da una performance musicale dal vivo del compositore e producer Marco del Bene.
Romano, classe 1974 ed erede della famiglia artistica dei Cascella, Basilé fotografa da trent’anni soggetti e corpi lontani dai canoni estetici dominanti. Tra i primi artisti italiani a sperimentare, negli anni Novanta, la fusione tra pellicola e pixel, ha sviluppato una ricerca presentata in istituzioni come la Biennale di Venezia, il MACRO di Roma, il MART di Rovereto e la Triennale di Milano, oltre che al Guardian Art Center di Pechino. Tra i suoi cicli figurano ThisHumanity, Mnemosyne, Floramagnifica e Rerum Novarum. È rappresentato dalle gallerie Giampaolo Abbondio, Marcorossi Milano e NM Contemporary Monaco.
La mostra parigina coincide con il bicentenario della fotografia e segna il ritorno dell’artista al bianco e nero, qui impiegato per interrogare la memoria e la condizione umana. Il titolo riprende quello della prima enciclica di Leone XIV, dedicata alla tutela della persona nell’era dell’intelligenza artificiale, e si collega al percorso Rerum Novarum. Pori, rughe e cicatrici diventano elementi centrali di una ricerca che rifiuta la correzione dei segni del tempo tipica della fotografia commerciale. Anche gli abiti utilizzati nei ritratti, provenienti dalla Sartoria Farani e dagli archivi cinematografici legati a Pasolini e Fellini, portano con sé tracce di esistenze precedenti.
I ritratti sono pezzi unici, realizzati con stampe a pigmenti e polveri su carta cotone, incise a mano e dipinte anche attraverso il fumo delle candele delle chiese romane. Disposti sulle mensole dei saloni, compongono una sorta di predella continua, popolata da santi laici. Il film Magnifica Humanitas, ispirato al trasumanar di Dante, attraversa in bianco e nero una terra senza confini, abitata dagli ultimi uomini, con riferimenti a Pasolini, al neorealismo e a La Haine. Le musiche sono firmate da Marco del Bene, con cui Basilé ha avviato una collaborazione dedicata all’incontro tra immagine e suono.
Nell’ultima sala, Superstes trasforma una serra in una cappella di vetro. Una felce, sopravvissuta a cinque estinzioni e precedente alla comparsa dei fiori, trasmette i propri impulsi elettrici a uno schermo collocato come un altare, dove questi si traducono in un volto. Sul terreno resta una veste, ultima traccia del passaggio umano. Tutte le opere sono phygital: avvicinando un dispositivo, il visitatore può accedere a un secondo livello, invisibile a occhio nudo, secondo un principio che richiama le pale d’altare apribili nei giorni di festa.
La performance inaugurale di Marco del Bene porterà dal vivo il dialogo tra musica e immagini, amplificando la dimensione coinvolgente e multisensoriale del progetto. Il catalogo, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, raccoglie testi di Antonio Calbi, Dominique Moulon e Airona Altman.
Informazioni sulla mostra
| Titolo mostra | Magnifica Humanitas | Città | Parigi | Sede | Istituto Italiano di Cultura | Date | Dal 12/11/2026 al 22/01/2027 | Artisti | Matteo Basilé | Curatori | Antonio Calbi, Dominique Moulon | Temi | Arte contemporanea, Fotografia, Intelligenza Artificiale |
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