Nebojša Despotović porta a Bassano del Grappa 40 opere sul mestiere della pittura


Dal 21 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 la Fondazione THE BANK ETS presenta una mostra dedicata al percorso di Nebojša Despotović, con oltre 40 opere realizzate dal 2013 al 2026 e una sezione dedicata a sei giovani artisti dell’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

La Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, presenta dal 21 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 Il mestiere del pittore, mostra dedicata a Nebojša Despotović (Belgrado, Serbia, 1982) e curata da Cesare Biasini Selvaggi. L’esposizione riunisce oltre 40 opere di diversi formati, realizzate dall’artista tra il 2013 e il 2026, comprendendo anche numerosi lavori inediti. Il progetto è accompagnato da una sezione collaterale dedicata a sei giovani artisti provenienti dall’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove lo stesso Despotović insegna Tecniche Pittoriche.

La mostra si concentra sul percorso sviluppato da Despotović nel corso di oltre un decennio, attraverso una pratica che considera la pittura figurativa anche come strumento di indagine sull’identità, sulla memoria e sulla percezione. L’artista appartiene a una generazione che ha contribuito a riportare la pittura figurativa al centro della ricerca contemporanea italiana, in un contesto nel quale il rapporto con il mestiere e con la qualità propriamente pittorica è tornato a essere oggetto di riflessione e di sperimentazione.

I dipinti di grande e medio formato presenti nel percorso sono realizzati principalmente con acrilico e olio su tela, mentre nei lavori di dimensioni più contenute entrano in gioco anche l’incisione e l’intaglio su legno, oltre all’olio e all’encausto. La varietà delle tecniche accompagna una ricerca che nel corso degli anni ha affrontato soggetti e nuclei tematici differenti, mantenendo come elemento centrale il rapporto con la figura e con la costruzione dell’immagine.

Nebojša Despotović, Salone di mia madre (2024; acrilico, olio e cenere su tela, 166x207 cm)
Nebojša Despotović, Salone di mia madre (2024; acrilico, olio e cenere su tela, 166x207 cm)

Il percorso espositivo è organizzato in tre sezioni, corrispondenti ad altrettante tappe della ricerca di Despotović. La prima è dedicata a un ciclo di dipinti incentrato sull’identità e costruito attraverso una narrazione di carattere introspettivo. In questi lavori l’artista attinge al cinema e ai mass media per elaborare ambientazioni di carattere teatrale, nelle quali compaiono figure in costume. I personaggi sembrano assumere il ruolo di interpreti di una rappresentazione più ampia, chiamati a confrontarsi con una dimensione esistenziale che viene tradotta attraverso la costruzione pittorica. All’interno di questo primo nucleo, la luce assume una funzione strutturale. Non costituisce soltanto un elemento atmosferico, ma interviene nella definizione dello spazio, del tempo e della narrazione.

La seconda sezione si concentra invece sulla famiglia dell’artista. Le tele raffigurano i suoi familiari in momenti differenti della loro storia personale, collocandoli negli ambienti della quotidianità. Il rapporto con la dimensione privata diventa così uno degli elementi attraverso cui la pittura affronta questioni più ampie legate alla condizione umana. Rispetto ai lavori della prima sezione, in questo nucleo cambia anche la costruzione cromatica. La luce è più fredda e la tavolozza è caratterizzata soprattutto da tonalità blu, con alcune presenze di rosa. Le scelte cromatiche contribuiscono a introdurre una dimensione di ambiguità e di tensione, attraverso interrogativi che riguardano la vita e la morte, la paura e il desiderio. Nei dipinti emergono inoltre riferimenti a tabù e ad aspetti complessi della condizione umana, affrontati attraverso la rappresentazione di situazioni familiari e quotidiane.

Il terzo nucleo è costituito dai ritratti degli amici di Despotović, in particolare di altri artisti. Qui la pittura modifica nuovamente il proprio registro. La cromia diventa più intensa e satura, mentre la gestualità lascia progressivamente spazio a una resa maggiormente modellata, tattile e materica. Il ritratto non si limita quindi alla restituzione delle caratteristiche fisionomiche del soggetto, ma diventa un dispositivo di relazione. In queste opere il volto e la presenza dell’altro sono il punto di partenza per un’esplorazione che riguarda ciò che l’artista individua nella persona ritratta. La resa fisionomica cede così parte della propria centralità a una ricerca sulla percezione dell’altro, mantenendo la pittura come strumento attraverso cui costruire una relazione tra artista, soggetto e osservatore.

Nebojša Despotović, All my dreams are peaceful because of you (2020; acrilico e olio su legno inciso, 60x50 cm; Collezione Fondazione THE BANK, Bassano del Grappa)
Nebojša Despotović, All my dreams are peaceful because of you (2020; acrilico e olio su legno inciso, 60x50 cm; Collezione Fondazione THE BANK, Bassano del Grappa)

Accanto al percorso dedicato a Despotović, la mostra presenta al primo piano dell’edificio che ospita la Fondazione una sezione collaterale dedicata a sei giovani artisti dell’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il museo è stato ricavato negli spazi di un’ex filiale della Banca Commerciale Italiana e la sezione dedicata agli studenti si inserisce quindi all’interno dello stesso progetto espositivo, mettendo in relazione la ricerca dell’artista con quella di una nuova generazione di pittori. I sei artisti coinvolti sono Anna Furlan (Monfalcone, 1998), Giorgia Martinuzzi (Venezia-Mestre, 2004), Elia Peruffo (Verona, 2002), Silvia Pezzi (Verona, 2004), Lorenzo Piazza (Desenzano del Grappa, 2003) e Isabella Ponte (Venezia, 2003).

L’Atelier F è stato fondato da Carlo Di Raco, che ne cura tuttora la direzione insieme a Martino Scavezzon. La struttura rappresenta da anni un punto di riferimento per la formazione e la ricerca nell’ambito della pittura contemporanea. Il rapporto con la mostra assume un significato specifico anche per la vicenda professionale dello stesso Despotović, che si è formato all’interno dell’Atelier e che oggi insegna Tecniche Pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

L’artista mantiene infatti un rapporto costante con l’Atelier F, affiancando alla propria attività artistica quella didattica e una pratica di trasmissione e confronto con gli studenti. La sezione dedicata ai sei giovani artisti si inserisce dunque nel dialogo tra la sua ricerca e il contesto formativo nel quale Despotović continua a operare, mettendo in evidenza il passaggio di conoscenze e pratiche legate alla pittura contemporanea.

Nebojša Despotović, Time's own Hand (2025; acrilico e olio su tela, 170x177 cm)
Nebojša Despotović, Time’s own Hand (2025; acrilico e olio su tela, 170x177 cm)

La mostra alla Fondazione THE BANK ETS comprende quindi due livelli distinti ma collegati: da un lato la ricostruzione del percorso di Despotović attraverso opere realizzate nell’arco temporale compreso tra il 2013 e il 2026; dall’altro la presentazione di una selezione di giovani artisti provenienti da un laboratorio di formazione e ricerca nel quale lo stesso pittore ha studiato e nel quale oggi svolge attività di insegnamento.

Il mestiere del pittore sarà inaugurata sabato 21 novembre 2026 alle ore 18.00. Nella stessa giornata è prevista un’anteprima stampa alle ore 11.30. L’esposizione resterà aperta fino al 28 febbraio 2027 e sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 16.00 alle 19.00. È inoltre possibile accedere alla mostra su appuntamento attraverso il servizio dedicato sul sito della Fondazione. L’ingresso è gratuito. La mostra è realizzata con il sostegno di Integra Business Consulting. È prevista una chiusura al pubblico dal 25 dicembre 2026 all’8 gennaio 2027 compresi.

Dichiarazioni

“Il progetto espositivo evidenzia la pittura come strumento critico per decodificare il contemporaneo, capace di arginare e rallentare il flusso incontrollato di immagini che domina il presente”, scrive Cesare Biasini Selvaggi. “Al centro della mostra vi è la rivendicazione di una pittura che si sostiene sui propri elementi primari – colore, materia, superficie, gesto e struttura figurativa – prescindendo dal mero dato concettuale o dal tema raffigurato. Pur percorrendo itinerari espressivi autonomi, questi giovani artisti condividono un approccio alla pittura fresco e anticonvenzionale, distinguendosi per la personalissima rielaborazione delle strategie figurative e costruttive dell’immagine. Il loro lavoro traccia una possibile traiettoria per la pittura di domani, non solo nell’orizzonte dell’Atelier F, ma nel più vasto panorama italiano”.

“Ho voluto fortemente questa mostra perché Nebojša Despotović appartiene a quella rara categoria di pittori visceralmente ossessionati dal proprio linguaggio”, dichiara Antonio Menon, presidente della Fondazione THE BANK ETS. “La chiave di lettura risiede tutta nel titolo della mostra, Il mestiere del pittore: la sua è prima di tutto un’indagine sulla pittura stessa, e solo attraverso di essa sull’essere umano. Accogliere la proposta di Nebojša di integrare nel percorso espositivo le opere di giovani artisti dell’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti di Venezia è stato naturale ed entusiastico: sostenere le nuove generazioni è parte fondante della nostra missione ed è perfettamente coerente con quanto sta accadendo a Venezia. Despotović rappresenta un modello concreto per molti giovani talenti che vedono in lui la dimostrazione che un percorso di rigore è possibile. Grazie all’opera di Carlo Di Raco, Martino Scavezzon – e al contributo dello stesso Nebojša – Venezia si è consolidata, senza ombra di dubbio, come un vero epicentro della pittura emergente in Italia”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraIl mestiere del pittore
CittàBassano del Grappa
SedeFondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea
DateDal 21/11/2026 al 28/02/2027
ArtistiNebojša Despotović
CuratoriCesare Biasini Selvaggi
TemiArte contemporanea



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