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La chiesetta di Santa Maria di Valverde torna a sorridere

Categorie: Viaggi / Argomenti: Arte antica - Lombardia - Mantova - Viaggi


La piccola chiesa di Santa Maria di Valverde (San Benedetto Po, Mantova) vanta una fondazione tardo-antica e una cura monastica di particolare riguardo, soprattutto in relazione alla grandiosa e non lontana Abbazia di San Benedetto in Polirone. In questi ultimi anni un gruppo di studiosi di varie specializzazioni ha voluto trarre dal silenzio questa presenza e l’ha rivalutata sotto molti aspetti.

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Remota ed ignota potremmo chiamare questa residua architettura, dispersa nel silenzio agricolo della vasta area bonificata ab antiquo nell’Oltrepò mantovano, ma da sempre amabile e quantomai suggestiva per quei pochi che volevano infiltrarsi tra le erbe e i filari dei poderi recenti per ritrovarla colà, tra gli alberi e le viti. Una dipendenza dunque dei monaci agricoltori che qui potevano alloggiare e pregare nelle stagioni dei grandi lavori rurali.

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A San Benedetto Po negli ultimi anni si è formato un Gruppo di Amici della grande Basilica, splendida nelle sue forme giuliesche, che hanno esteso il loro interesse anche alla Santa Maria della verde valle: ne è guida Benito Benatti e ne è sostenitrice la gentile famiglia Bernardi, attuale proprietaria dei terreni. Così si sono articolate con estrema cura e con specializzazioni ben distinte le ricerche, gli scavi, i rilievi, le classificazioni dei reperti e gli studi d’arte che ora trovano il loro compimento dimostrato in una rigorosa ma cara ed elegante pubblicazione, fresca di stampa. In essa è assai distinto è l’accompagnamento del fotografo d’arte Carlo Perini, di San Benedetto.

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Come merito d’apertura va segnalata la solidarietà di parecchi amici e volontari. Tutto l’intervento è avvenuto sotto la partecipazione archivistica e storico-artistica del professor Paolo Piva. I sondaggi di scavo sono stati condotti da Simone Sestito e Alberto Manicardi con il loro prezioso gruppo di collaboratori, sempre con l’occhio vigile della Soprintendenza di Cremona-Lodi e Mantova: così strati e reperti sono fotografati e disegnati in modo documentatissimo. Gli altri autori, veri studiosi specialisti, sono stati Dario Gallina, Andrea Breda, Luca Arioli, M. F. A. Cantatore, Giancarlo Pavesi, Letizia Ceriati. Il professor Piva ha criticizzato ogni aspetto stilistico e soprattutto gli affreschi tardogotici e gonzagheschi dell’interno; egli afferma che oggi l’edificio esistente è nella sua essenza una chiesa romanica ad aula absidata del XII secolo (seconda metà), succeduta ad una chiesa preesistente.

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La chiusura della pubblicazione è l’amorevole ed accurato capitolo di Oriana Caleffi, sul culto e la devozione popolare sempre vivi da parte della popolazione della zona sino ad oggi, laddove si può ancora vedere in fotografia la parte del chiostro abbattuta ai primi decenni del novecento. L’invito a visitare Santa Maria di Valverde – dopo le bellezze del Correggio, del Begarelli e di Giulio Romano a San Benedetto Po – rimane caldo di struggente emozione. Ed è possibile riudire nel silenzio del pensiero il melodioso salmeggiare dei monaci al lavoro... benedictus Dominus Deus Israel.

La chiesetta di Valverde. Sono visibili ed intuibili le molte vicende di degrado. Tra queste la fabbricazione di una casa rurale addossata alla facciata.
La chiesetta di Valverde. Sono visibili ed intuibili le molte vicende di degrado. Tra queste la fabbricazione di una casa rurale addossata alla facciata.
La chiesetta di Valverde
La chiesetta di Valverde
Dettagli di una finestra absidale e della cornice romanica.
Dettagli di una finestra absidale e della cornice romanica.
Dettagli di una finestra absidale e della cornice romanica.
Dettagli di una finestra absidale e della cornice romanica.
Un capitello rinascimentale del chiostro. Sedici colonne e i relativi capitelli furono reimpiegati, come questo, nel 1853 per la stalla della Corte Mezzanella.
Un capitello rinascimentale del chiostro. Sedici colonne e i relativi capitelli furono reimpiegati, come questo, nel 1853 per la stalla della Corte Mezzanella.
Una carta topografica del 1533 (Archivio di Stato di Mantova) segna in basso a destra la chiesa di Valverde. Al centro si rileva il complesso monastico di San Benedetto in Polirone.
Una carta topografica del 1533 (Archivio di Stato di Mantova) segna in basso a destra la chiesa di Valverde. Al centro si rileva il complesso monastico di San Benedetto in Polirone.
Chiesa di Valverde. Affresco absidale assai deperito. È ritenuto tardogotico. È stato riscoperto e restaurato, per quel che si poteva, nel 1981-1983. La scena è quella della probabile Maestà del Cristo Maestro, attorniato da profeti e omaggiato dai santi.
Chiesa di Valverde. Affresco absidale assai deperito. È ritenuto tardogotico. È stato riscoperto e restaurato, per quel che si poteva, nel 1981-1983. La scena è quella della probabile Maestà del Cristo Maestro, attorniato da profeti e omaggiato dai santi.
Affresco della sommità absidale. Raffigura Dio Padre entro una corona di Serafini. È il soggetto più visibile e prezioso. La chiesa conserva peraltro altre figure di Santi nel sottarco, ed una Annunciazione ancora attraente.
Affresco della sommità absidale. Raffigura Dio Padre entro una corona di Serafini. È il soggetto più visibile e prezioso. La chiesa conserva peraltro altre figure di Santi nel sottarco, ed una Annunciazione ancora attraente.
In una fotografia del 1905 si scorge ancora un'ala del chiostro. Questo documento è una memoria ma anche un monito.
In una fotografia del 1905 si scorge ancora un’ala del chiostro. Questo documento è una memoria ma anche un monito.

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