di Redazione 16/10/2026
Categorie: Archeologia / Argomenti: Archeologia - Grecia - Antica Grecia
Conclusa nel luglio 2026 la prima campagna di scavi ad Angelokastro, nella regione greca dell’Etolia-Acarnania. Un progetto quinquennale condotto dal Ministero della Cultura greco con la Scuola cinese di studi classici di Atene punta a ricostruire l’organizzazione dell’antico insediamento.
Si è conclusa nel luglio 2026 la prima campagna di scavi archeologici sistematici nell’area di Angelokastro (parte del comune di Agrinio), nella regione greca dell’Etolia-Acarnania, avviata nell’ambito di un programma quinquennale che si svolgerà dal 2026 al 2030. La ricerca è promossa dal Ministero della Cultura greco in collaborazione con la Scuola cinese di studi classici di Atene e l’Eforato alle antichità dell’Etolia-Acarnania e di Leucade. L’obiettivo è indagare l’insediamento dell’antica Arsinoe, approfondendone l’organizzazione urbanistica e abitativa e studiando le principali strutture architettoniche conservate nel sito.
Il programma è diretto da Olympia Vikatou, segretaria generale del Ministero della Cultura greco, mentre per la Scuola cinese di studi classici la responsabilità scientifica è affidata a Li Xinwei, direttore dell’istituzione. La prima fase della ricerca si è concentrata nell’area denominata Kakavaria, dove erano già emersi in passato resti architettonici attribuiti all’antica Arsinoe. Gli interventi del 2026 hanno previsto l’ampliamento degli scavi precedenti, la documentazione delle strutture riportate alla luce e la ricerca di nuovi elementi utili a ricostruire l’assetto dell’insediamento.
Uno dei risultati principali riguarda un edificio di particolare interesse, di cui alcune porzioni erano state scavate in precedenza dall’archeologo Lazaros Kolonas. Le nuove indagini indicano che si tratta di una struttura a pianta quadrata, realizzata con tecniche costruttive accurate e dotata di un cortile a peristilio (porticato). L’edificio presenta tracce di rimaneggiamenti e diverse fasi di utilizzo, elementi che saranno approfonditi nel corso delle successive attività di ricerca. La struttura mostra inoltre analogie con edifici individuati in altri siti dell’Etolia-Acarnania, tra cui quello di Calidone, offrendo un possibile termine di confronto per lo studio dell’architettura della regione.
Gli scavi hanno restituito anche una quantità rilevante di materiali archeologici. Tra i reperti figurano tegole da copertura, acroteri in terracotta, vasi, monete di bronzo e resti faunistici. I materiali sono attualmente sottoposti a interventi di conservazione e a esami specialistici, ai quali seguiranno le operazioni di identificazione e datazione. I risultati potranno contribuire a definire con maggiore precisione le diverse fasi di frequentazione del sito e a ricostruire alcuni aspetti della vita quotidiana dell’antico insediamento.
Il programma previsto per il periodo 2026-2030 comprende la prosecuzione degli scavi e lo studio delle strutture difensive. Le indagini saranno affiancate dall’impiego di metodi geofisici, tecniche di telerilevamento, ricognizioni di superficie e analisi geoarcheologiche. L’integrazione di queste metodologie consentirà di ampliare la conoscenza dell’organizzazione urbana di Arsinoe e di approfondirne la storia e le trasformazioni nel tempo.
La prima campagna costituisce dunque l’avvio di una collaborazione scientifica internazionale destinata a svilupparsi nei prossimi anni. Le attività mirano a chiarire la struttura dell’antico insediamento e a documentarne le testimonianze architettoniche e materiali, al fine di contribuire alla conoscenza e alla tutela del patrimonio archeologico della regione. Il progetto si inserisce inoltre nel quadro della cooperazione tra Grecia e Cina nel campo della ricerca archeologica e della protezione del patrimonio culturale.
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