I tredici corali miniati del Cinquecento conservati nella biblioteca della Certosa di Pavia sono stati sottoposti a un articolato intervento di diagnostica, restauro e conservazione. Il progetto, avviato nel secondo semestre del 2025, è stato condotto dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” (CCR) con il sostegno della Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia e ha riguardato non soltanto i volumi, ma anche il contesto in cui sono conservati, attraverso il risanamento e il restauro degli arredi storici della biblioteca.
L’intervento ha coinvolto diverse competenze specialistiche del CCR, con un lavoro interdisciplinare articolato in quattro Laboratori di Restauro per i corali, Carta e Fotografia, Manufatti Tessili, Metalli, Vetro e Ceramica, e nel Laboratorio di Arredi Lignei per i mobili della biblioteca. Alle attività di restauro si sono affiancate quelle dei Laboratori Scientifici del Centro, impegnati in un piano diagnostico finalizzato ad approfondire la conoscenza dei materiali costitutivi delle opere e a definire strategie mirate alla loro conservazione anche nel lungo periodo.
L’obiettivo dell’intervento ha riguardato la definizione di una situazione di equilibrio conservativo dell’intero contesto. La prospettiva è quella di consentire in futuro una gestione più efficace della conservazione preventiva e programmata, attraverso interventi mirati e sostenibili nel tempo. In questa direzione si è sviluppato anche il lavoro sugli arredi storici della biblioteca, risanati per ottenere un ambiente strutturalmente sano, privo di eventuali infestazioni biologiche e adeguato alla conservazione e alla fruizione dei volumi.
Le fasi di diagnostica e restauro hanno interessato i corali nella loro interezza, considerando la complessità e la multimatericità dei manufatti: dalle compagini librarie alle miniature, dalle coperte in cuoio alle cuciture, fino ai capitelli e agli elementi metallici inseriti nelle legature. I volumi presentano infatti legature cosiddette “gotiche” o “monastiche”, la cui struttura è stata analizzata insieme alle diverse componenti materiali.
Le indagini, condotte attraverso metodologie non invasive e micro-invasive, hanno permesso di acquisire informazioni sui materiali e sulle tecniche impiegati nella realizzazione dei corali. Tra gli elementi emersi figura una tavolozza pittorica articolata, composta sia da pigmenti inorganici sia da coloranti organici. Tra i primi è stato identificato anche il blu di lapislazzuli, mentre tra i secondi sono stati individuati l’indaco e diverse lacche rosse ottenute da cocciniglia, robbia, legno del Brasile e folium.
Le analisi hanno inoltre fornito indicazioni sulle fasi preparatorie delle miniature. In alcuni capilettera miniati, infatti, al di sotto della pellicola pittorica sono state rilevate linee di costruzione e indicazioni scritte a matita relative ai colori destinati alle diverse campiture. Questi elementi costituiscono una testimonianza delle modalità di progettazione e realizzazione delle decorazioni e potranno offrire agli storici dell’arte ulteriori dati per ricostruire il modus operandi dei diversi artisti intervenuti nella realizzazione dei manoscritti.
Lo studio diagnostico ha riguardato anche le coperte dei volumi, analizzate nelle loro diverse componenti. Sono state esaminate le tipologie di cuoio e le specie lignee utilizzate per le assi di supporto, mentre le radiografie digitali hanno permesso di approfondire le modalità di assemblaggio dei manufatti e di verificarne lo stato di conservazione. Le informazioni raccolte attraverso queste indagini hanno contribuito a orientare le successive operazioni di restauro.
Le miniature cinquecentesche su pergamena sono state sottoposte a interventi di pulitura e consolidamento, destinati a limitare gli effetti delle piccole abrasioni e dei sollevamenti della pellicola pittorica. Nel corso dei lavori sono state inoltre sostituite le veline non conservative applicate in precedenza, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di conservazione e mantenere nel tempo l’integrità e la leggibilità delle opere.
Tutti i corali sono stati sottoposti anche a disinfestazione mediante anossia e riconsegnati con specifiche scatole conservative bivalve. Realizzate in cartone conservativo acid-free con riserva alcalina e dotate di imbottitura, le custodie sono state predisposte per garantire una protezione a lungo termine dei volumi e, allo stesso tempo, per agevolarne eventuali spostamenti in condizioni di sicurezza.
Il progetto ha dunque affrontato il restauro dei tredici corali all’interno di una riflessione sulle condizioni dell’ambiente di conservazione. Il CCR “La Venaria Reale” ha lavorato insieme alla Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia anche sulla durabilità delle operazioni eseguite e sulle condizioni necessarie a mantenerne nel tempo i risultati. A completamento dell’intervento sono stati definiti i parametri ambientali e di illuminazione necessari alla corretta conservazione dei corali e sono state elaborate linee guida per un piano di manutenzione programmata. L’obiettivo è mantenere costanti nel tempo le condizioni conservative individuate durante il progetto, inserendo il restauro dei volumi e il risanamento della biblioteca all’interno di una gestione continuativa della conservazione.
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