Cinquecento elmetti militari, tutti uguali solo in apparenza, occupano per quaranta metri il prato davanti al Museum of Contemporary Art Australia di Sydney. Sono realizzati in ghisa, riproducono fedelmente diversi modelli di elmetto da combattimento del Novecento e, disposti uno accanto all’altro, formano Mushrooms, la nuova installazione pubblica di Ai Weiwei. L’opera è stata concepita per la Neil Balnaves Tallawoladah Lawn Commission del Museum of Contemporary Art Australia e sarà visibile dal 25 settembre 2026 fino ad aprile 2027. Il pubblico non è chiamato soltanto a guardarla dall’esterno: un percorso centrale permette di attraversare l’installazione, camminando tra le centinaia di elmetti e osservandone le differenze.
È un’immagine che mette in primo piano un oggetto riconoscibile e concreto della guerra, ma lo sottrae al suo uso originario. Gli elmetti non proteggono più i soldati: sono diventati una moltitudine di sculture, collocate davanti al museo e affacciate sul porto di Sydney. Nella trasformazione operata da Ai Weiwei, l’oggetto concepito per la sopravvivenza in combattimento diventa così il punto di partenza per una riflessione sulla fragilità della vita e sul costo umano dei conflitti.
L’idea di Mushrooms nasce da un episodio preciso. Nel 2022 il governo tedesco donò 5.000 elmetti all’Ucraina, con un gesto che sollevò critiche perché l’Ucraina si aspettava, era l’inizio della guerra d’aggressione russa, un atto più concreto da parte di Berlino. Ai Weiwei ha preso questo fatto come punto di partenza per una nuova opera in cui gli elmetti da combattimento assumono il significato di simboli di resistenza e sopravvivenza, e la loro ripetizione su larga scala rende visibile la dimensione collettiva della guerra, mentre la presenza di ogni singolo oggetto richiama la persona che potrebbe averlo indossato.
Per realizzare le 500 sculture l’artista ha coinvolto diversi artigiani incaricati di produrre repliche basate su modelli di elmetti militari del XX secolo. Ogni pezzo è stato ottenuto da un singolo stampo ed è una replica 1:1 dell’originale. Non è stata riprodotta soltanto la forma esterna: ogni scultura conserva anche l’imbottitura interna del modello a cui si ispira. La scelta di riprodurre differenti modelli introduce così una serie di variazioni all’interno della grande massa dell’installazione. Da lontano, i 500 elmetti possono apparire come un insieme compatto; attraversandolo, invece, il visitatore può riconoscere le differenze tra le singole sculture e confrontare le forme dei diversi modelli militari.
Ai Weiwei accompagna l’opera con una riflessione sul presente. “Nell’epoca in cui viviamo, il XXI secolo”, afferma l’artista, “le guerre non sono cessate. Continuiamo a vivere in un tempo in cui guerra e pace si scambiano vicendevolmente i ruoli, plasmando l’identità della nostra epoca. Spero che quest’opera spinga le persone a riflettere sulla guerra e sulla pace”.
La questione della guerra non è del resto estranea al lavoro recente di Ai Weiwei. Nel corso di oltre quarant’anni la sua pratica ha attraversato scultura, cinema, architettura, scrittura e social media, spesso mettendo in discussione il rapporto tra individuo, potere e autorità. Negli ultimi anni l’artista ha inoltre realizzato opere legate alle proprie esperienze di viaggio in regioni colpite dai conflitti in Ucraina. Mushrooms si inserisce quindi in un percorso nel quale l’arte pubblica diventa anche uno strumento per portare questioni politiche e sociali all’interno dello spazio quotidiano. La produzione di Ai Weiwei comprende infatti numerosi lavori nei quali oggetti e materiali vengono sottratti alla loro funzione abituale per assumere nuovi significati.
Anche in Australia, Ai Weiwei ha già avuto una presenza significativa. Nel 2017 ha realizzato Law of the Journey per la 21ª Biennale di Sydney del 2018 e ha esposto in diverse istituzioni del Paese. Con Mushrooms torna ora a confrontarsi direttamente con lo spazio pubblico australiano, questa volta attraverso una commissione pensata appositamente per il prato del Museum of Contemporary Art Australia. La Neil Balnaves Tallawoladah Lawn Commission è infatti una serie annuale dedicata alla realizzazione di opere scultoree di grandi dimensioni da parte di artisti contemporanei, collocate all’esterno del museo. La commissione è sostenuta dalla Balnaves Foundation ed è stata istituita per celebrare la vita e l’eredità dell’imprenditore Neil Balnaves, scomparso nel 2022, e il suo impegno filantropico a favore delle arti.
La serie è stata inaugurata nel 2025 con Ancient Feelings dell’artista britannico Thomas J. Price, e l’idea è quella di portare sul waterfront di Tallawoladah opere contemporanee che possano essere incontrate dal pubblico anche al di fuori degli spazi interni del museo. Ogni anno un artista è invitato a realizzare un lavoro destinato a questo specifico contesto, offrendo un confronto diretto con la scultura contemporanea attraverso un luogo pubblico. Con Mushrooms, la seconda commissione della serie, il prato del museo diventa perciò il luogo di una presenza scultorea che non può essere separata dal tema da cui prende origine. Cinquecento elmetti, ottenuti attraverso altrettante repliche di modelli militari, trasformano un simbolo della guerra in un’opera che può essere attraversata fisicamente.
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