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Artissima 2026, assegnati nove dei dodici premi: da Vadim Fishkin a Juliana Frontin, tutti i vincitori

di Redazione 31/10/2026

Categorie: Arte contemporanea / Argomenti: Arte contemporanea - Artissima


La trentatreesima edizione di Artissima ha annunciato nove dei dodici premi destinati ad artisti e gallerie. Due i nuovi premi, dedicati al rapporto tra arte e progettazione e alla pubblicazione come parte della ricerca artistica. Debutta anche The Curators’ Choice, con una selezione affidata a curatori internazionali.

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Artissima 2026 ha annunciato i vincitori di nove dei dodici riconoscimenti assegnati nell’ambito della sua trentatreesima edizione. Accanto ai premi già consolidati, quest’anno la fiera torinese introduce due nuove iniziative: il Seletti Wonder Award, che mette in relazione ricerca artistica e progettazione, e il Premio Archivorum Unwritten, dedicato alla dimensione editoriale della pratica artistica. Debutta inoltre The Curators’ Choice, un programma sostenuto da Fondazione Arte CRT che affida a curatori internazionali il compito di individuare le gallerie più interessanti tra quelle presenti in fiera. Saranno invece comunicati successivamente i vincitori dei premi che includono un’acquisizione da parte dell’organizzazione partner, ovvero il Premio Tosetti Value per la Fotografia, il Matteo Viglietta Award e il Premio Ettore e Ines Fico.

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Il primo Seletti Wonder Award è stato assegnato a Vadim Fishkin (Penza, 1965), presentato dalla galleria Gregor Podnar di Vienna. Il riconoscimento, promosso da Seletti, intende sostenere ricerche che propongono uno sguardo originale sulla realtà attraverso linguaggi innovativi e trasversali. Fishkin riceverà un contributo per la propria ricerca e svilupperà insieme all’azienda un progetto speciale, che sarà presentato ad Artissima 2027.

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“La giuria del Seletti Wonder Award 2026”, composta dagli artisti Eva e Franco Mattes, da Ilenia Paneghini, presidente di RETI Spa e collezionista, da Marisa Passera, conduttrice radiofonica, e da Maria Chiara Valacchi, giornalista d’arte e curatrice, “assegna il premio a Vadim Fishkin, rappresentato dalla Galleria Gregor Podnar, per l’opera Lighthouse. In una fiera che ci sommerge di sollecitazioni visive, a catturare la nostra attenzione è l’intermittenza di una lampadina. In un momento storico in cui l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle nostre vite ci spinge a interrogarci su ciò che resta profondamente umano, l’arte ci offre una risposta. Da anni, il lavoro di Vadim Fishkin esplora il rapporto tra tecnologia e fragilità della vita, osservandolo e registrandolo con una disarmante semplicità. La sua ricerca trasforma fenomeni quotidiani in esperienze straordinarie, intrecciando arte e scienza con uno sguardo laterale sulla realtà, capace di rivelare ciò che spesso ci sfugge. La scienza qui è al servizio della poesia. E forse è proprio lì, in questo incontro, che pulsa qualcosa di profondamente umano. Lighthouse è un’opera che, con un semplice battito di luce, ci ricorda che la meraviglia è qualcosa di profondamente vivo”.

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Seletti Wonder Award, Vadim Fishkin, Gregor Podnar Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Seletti Wonder Award, Vadim Fishkin, Gregor Podnar Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Il Premio illy Present Future, promosso da illycaffè dal 2001 e rivolto agli artisti emergenti della sezione Present Future, è andato a Juliana Frontin (Rio de Janeiro, 1990), presentata dalla galleria Yehudi Hollander Pappi di São Paulo. Il riconoscimento le permetterà di realizzare una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in occasione di Artissima 2027.

“La giuria”, composta da Yilmaz Dziewior, direttore del Ludwig Museum di Colonia, Mariam Elnozahy, direttrice artistica di Konsthall C a Stoccolma, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Toleen Touq, direttrice del Cultural Programme della AM Qattan Foundation di Ramallah, e Nicole Yip, direttrice di Spike Island a Bristol, “assegna il Premio illy Present Future a Juliana Frontin, rappresentata da Yehudi Hollander- Pappi, San Paolo, per la sua ricerca sulla materialità del suono e sulle possibilità di estenderne i confini. Attraverso installazioni che danno forma a frequenze e materia sonora, l’artista esplora i limiti del suono e la possibilità di tradurlo in forme e configurazioni spaziali. Esponente di una generazione di artisti brasiliani che indagano il potenziale del suono all’interno degli spazi espositivi, Frontin unisce la propria esperienza di DJ agli studi di poetiche visive e fonde questi ambiti nel linguaggio delle arti visive. La giuria riconosce nella sua pratica un terreno di sperimentazione particolarmente fertile e ritiene che il premio le offrirà l’occasione di approfondire ulteriormente le potenzialità del suono come mediatore delle relazioni sociali”.

Premio illy Present Future, Juliana Frontin,Yehudi Hollander Pappi Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio illy Present Future, Juliana Frontin, Yehudi Hollander Pappi Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Il Premio Orlane per l’Arte è stato assegnato alla galleria Lehmann, “per aver presentato una visione artistica che indaga il tema del tempo attraverso un corpus di opere complesso e stratificato, in cui video e ricamo dialogano tra loro. Si tratta di due linguaggi intrinsecamente legati alla durata, che trovano una piena corrispondenza nella ricerca dell’artista, costruita attorno al motivo del Saturno che divora i suoi figli di Goya. La presentazione si muove in una tensione sottile tra scatologico e sublime. Da un lato ci sono lavori a maglia di raffinata esecuzione, che evocano il processo digestivo. Dall’altro c’è il video O Prado, dove una conversazione tra amici, ipnotica e conviviale, si snoda attorno alla tavola e all’improvvisa apparizione di un Goya rubato in un ristorante”, questa la motivazione della giuria composta da Stefano Collicelli Cagol, direttore generale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Chris Dercon, managing director della Fondation Cartier pour l’Art Contemporain di Parigi, e Andreja Hribernik, direttrice del Kunsthaus Graz. Alla terza edizione, il riconoscimento promosso da Orlane prevede un contributo di 10mila euro destinato a sostenere la ricerca e lo sviluppo della galleria.

Premio Orlane per l’Arte, Lehmann, Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio Orlane per l’Arte, Lehmann, Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Tra le novità del 2026 figura il Premio Archivorum Unwritten, assegnato per la prima volta a Ben Stanwix (Durban, 1986) e Xhanti Zwelendaba (Alice, 1992), presentati dalla galleria Reservoir di Cape Town. Il riconoscimento, introdotto nella sezione Monologue/Dialogue, mette a disposizione un contributo complessivo di 20mila euro per la realizzazione di un progetto editoriale sviluppato dagli artisti insieme ad Archivorum. La pubblicazione viene considerata come parte integrante della ricerca: uno spazio nel quale dare forma a un progetto, a un archivio personale o a un percorso ancora in divenire. Questa la motivazione: “Il Premio Archivorum Unwritten è assegnato a Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba per una pratica collaborativa che intreccia territorio, memoria e rappresentazione. La loro ricerca esplora le eredità coloniali e dell’apartheid nel Sudafrica contemporaneo, mettendo in dialogo immagini d’archivio, esperienze personali e materiali quotidiani. Attraverso queste trasformazioni, gli artisti interrogano la costruzione delle narrazioni storiche e fanno emergere le tensioni fra memoria ufficiale e vissuto individuale. La giuria riconosce nel loro lavoro un forte potenziale editoriale, capace di trovare nella pubblicazione nuove possibilità di espressione e trasmissione. Il premio sostiene il libro come spazio autonomo di ricerca, nel quale fonti, immagini e voci possano generare nuove letture condivise”.

Premio Archivorum Unwritten, Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba, Reservoir Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio Archivorum Unwritten, Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba, Reservoir Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Il Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte è stato assegnato a Martina Simeti, fondatrice e direttrice dell’omonima galleria milanese, “per la capacità di costruire relazioni durature con artiste e artisti di generazioni diverse, trasformando un’eredità culturale in una solida realtà imprenditoriale, fondata sulla ricerca, sulla sperimentazione e sulla costruzione di una riconoscibile identità. Per il rigore della presentazione in fiera e per la sensibilità nel mettere in dialogo due artisti radicali che, pur operando attraverso linguaggi e media differenti, dal collage all’assemblage, condividono una profonda affinità poetica”. Promosso da Fondazione Bracco in collaborazione con Fondazione Roberto De Silva e Diana Bracco, il premio vuole valorizzare il ruolo della gallerista come imprenditrice e la capacità di coniugare ricerca, qualità artistica e iniziativa professionale. Il riconoscimento prevede un contributo di 10mila euro. La giuria era composta da Nicoletta Fiorucci, filantropa, collezionista e fondatrice della Nicoletta Fiorucci Foundation di Londra, Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC di Bergamo, e Marta Papini, curatrice indipendente e direttrice artistica di Radis.

Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte, Martina Simeti, Galleria Martina Simeti, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte, Martina Simeti, Galleria Martina Simeti, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Il Premio Oelle – Mediterraneo Antico, promosso dalla Fondazione Oelle, è andato a Sofía Salazar Rosales (Quito, 1999), presentata dalla galleria ChertLüdde di Berlino. Istituito nel 2022, il riconoscimento si rivolge alle ricerche artistiche contemporanee dei cosiddetti “Sud del mondo” e comprende diversi linguaggi, dalle arti visive alla fotografia, dal video alla sound art, fino alla letteratura. L’artista avrà la possibilità di partecipare a una residenza in Sicilia per sviluppare un progetto sulle contaminazioni tra linguaggi e culture contemporanee del Mediterraneo. Il risultato sarà successivamente presentato in una delle sedi espositive della Fondazione. “La ricerca di Sofía Salazar Rosales si concentra su come gli oggetti possano mostrare e contenere contesti sociali politici ed economici, legati in particolare alla circolazione di persone e merci. I lavori dell’artista si presentano come sintesi di differenti significati e storie, senza tralasciare le proprie radici. Per queste sue caratteristiche, abbiamo ritenuto che Sofia Salazar Rosales sia l’artista ideale per il Premio Oelle Mediterraneo Antico e per un periodo di ricerca in Sicilia”, ha dichiarato la giuria composta da Caterina Riva, direttrice del MACTE di Termoli, e Alberto Salvadori, direttore e fondatore della Fondazione ICA di Milano.

Premio Oelle – Mediterraneo Antico, Sofía Salazar Rosales, ChertLüdde Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio Oelle – Mediterraneo Antico, Sofía Salazar Rosales, ChertLüdde Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

A Paz Errázuriz (Santiago del Cile, 1944), presentata dalla galleria mor charpentier di Parigi e Bogotà, è stato assegnato il Premio Pista 500, nato dalla collaborazione tra Artissima e Pinacoteca Agnelli. L’artista realizzerà un’opera destinata al billboard permanente della Pista 500, l’ex circuito di collaudo automobilistico sul tetto del Lingotto, a Torino. L’installazione sarà inaugurata in occasione di Artissima 2027. Queste le parole della giuria composta da Pietro Rigolo, capo curatore e responsabile della Collezione della Pinacoteca Agnelli, Nicola Trezzi, curatore della stessa istituzione, e Alison Gingeras, curatrice at large del Museum of Modern Art di Varsavia: “La giuria ha scelto all’unanimità Paz Errázuriz, fotografa cilena di 82 anni presentata in fiera da mor charpentier. Siamo orgogliosi di conferirle il Premio Pista 500 di quest’anno. Autodidatta, Errázuriz si avvicina alla fotografia negli anni Settanta, all’indomani del colpo di Stato di Pinochet del 1973. Per tutta la durata della dittatura, le sue immagini hanno dato visibilità a quei concittadini che il regime emarginava, criminalizzava e arrivava persino a cancellare. Sotto la costante minaccia di violenze e arresti, si è mossa per le strade di Santiago, costruendo un rapporto di fiducia e intimità con i soggetti ritratti. Come lei stessa ha raccontato a proposito del lavorare sotto il fascismo: “Sono riuscita a imparare a criticare il governo senza rischiare la vita. Si impara a muoversi”. La Pinacoteca Agnelli è felice di rendere omaggio a questa artista coraggiosa, la cui vita e il cui lavoro offrono un modello di solidarietà nei tempi più bui. Errázuriz realizzerà un’opera che sarà esposta sul Billboard della Pista500 il prossimo anno. Le sue immagini, profondamente umaniste, ampliano la varietà di pratiche che abbiamo accolto a Torino nel corso degli anni”.

Premio Pista 500, Paz Errázuriz, mor charpentier Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio Pista 500, Paz Errázuriz, mor charpentier Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Il Premio “ad occhi chiusi...”, promosso dalla Fondazione Merz, è stato assegnato invece a Hu Yun (Shanghai, 1986), presentato dalla galleria A+ WORKS of ART di Kuala Lumpur. Ispirato alla ricerca di Marisa Merz e al suo invito a guardare oltre la superficie delle immagini, il riconoscimento sostiene pratiche artistiche capaci di interrogare il presente, con particolare attenzione alle questioni sociali e politiche. Per il 2026, in occasione della grande mostra dedicata all’artista di origini torinesi, il premio offre la possibilità di realizzare un progetto espositivo o performativo durante la successiva edizione della fiera. Il premio è stato assegnato a Hu Yun per “per la pertinenza e la coerenza della sua ricerca su ecologia minerale, lavoro, migrazione, politiche estrattiviste e contaminazione. La giuria ha apprezzato la chiarezza dei metodi artistici e formali con cui questa ricerca si traduce in opere, e l’intelligenza installativa con cui i lavori sono messi in dialogo, in modo così eloquente, nel formato dello stand fieristico. Nella sua sensibile critica alle politiche estrattiviste, l’artista intreccia risonanze geografiche tra luoghi lontani del mondo: il lago Tabuye in Tibet, seconda riserva al mondo di litio per batterie, e il lago di Ocrida, al confine tra Albania e Macedonia del Nord, o ancora il Nepal e la Croazia. Ci invita a guardare nelle crepe del sistema in cui viviamo, con uno sguardo rivolto al futuro che porta alla luce tutto il lavoro invisibile che vi si nasconde. Ci chiede infine di diventare testimoni attivi dell’impatto ecologico delle nostre pratiche iperdigitalizzate”. La giuria era composta da Beatrice Merz, presidente della Fondazione Merz, Övül Ö. Durmuşoğlu, direttrice di Index – The Swedish Contemporary Art Foundation di Stoccolma, Alya Sebti, senior curator di Haus der Kulturen der Welt a Berlino, e Giulia Turconi, assistente curatrice della Fondazione Merz.

Premio ad occhi chiusi..., Hu Yun,  A+ WORKS OF ART, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Premio ad occhi chiusi... , Hu Yun, A+ WORKS OF ART, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

Il nono riconoscimento è l’Artissima New Entries Fund, sostenuto direttamente dalla fiera e destinato a favorire la partecipazione di gallerie internazionali emergenti alla sezione New Entries. Per la quarta edizione sono state selezionate WHOISPOLA di Varsavia, Lutnița di Chișinău e Clauda di Praga. La giuria, composta da Sandro Droschl, direttore di Halle Für Kunst Steiermark a Graz, Lauriane Gricourt, direttrice di Les Abattoirs Musée – Frac Occitane a Tolosa, e Damien Zhang, direttore dell’Aranya Art Center, “esprime il proprio apprezzamento per la qualità e l’audacia delle proposte curatoriali di tre gallerie partecipanti: Lutnița ha presentato un progetto equilibrato e ponderato, dedicato ad artisti emergenti di generazioni diverse. Gli artisti di WHOISPOLA hanno dimostrato come la pratica contemporanea possa trarre ispirazione dalla tradizione con sensibilità e consapevolezza. Clauda, infine, ha proposto una straordinaria presentazione personale di Tereza Kalousová, capace di interpretare alla perfezione il tema di Artissima: Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”.

Artissima New Entries Fund, Clauda Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Artissima New Entries Fund, Clauda Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Artissima New Entries Fund, Lutnița Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Artissima New Entries Fund, Lutnița Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Artissima New Entries Fund, WHOISPOLA Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima
Artissima New Entries Fund, WHOISPOLA Gallery, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima Accanto ai nove premi, Artissima ha presentato anche le gallerie individuate nell’ambito di The Curators’ Choice, il nuovo programma sostenuto da Fondazione Arte CRT. L’iniziativa coinvolge curatori di musei, biennali e istituzioni internazionali, ai quali è stato chiesto di scegliere una galleria che non conoscessero in precedenza e che si fosse distinta per la qualità della proposta espositiva e della ricerca presentata in fiera. L’obiettivo è dare visibilità alle realtà selezionate e favorire nuove relazioni internazionali attraverso uno sguardo critico indipendente. Le gallerie individuate sono IMPORT EXPORT ed eastcontemporary, selezionate da Annette Amberg, direttrice della Kunsthaus Glarus; Kodlcontemporary, scelta da Maria Arusoo, direttrice dell’Estonian Center for Contemporary Art di Tallinn; Lehmann Gallery, indicata da Branka Benčić, direttrice del MMSU Museum of Modern and Contemporary Art di Rijeka, e da Tominga O’Donnell, senior curator e responsabile della Contemporary Art al Munchmuseet di Oslo; Marli Matsumoto, selezionata da Carina Bukuts, chief curator della Kunsthalle Wien; Yehudi Hollander-Pappi, scelta da Irene Calderoni, direttrice artistica della Scuola Piccola Zattere di Venezia, e da Luca Lo Pinto, curatore indipendente; Alma Pearl, indicata da Marianne Dobner, curatrice del MUMOK di Vienna; Galleria Fonti, scelta da Tom Engels, direttore del Kunstverein München; Aspekty Gallery, selezionata da Yana Foqué, direttrice artistica ed esecutiva del Grazer Kunstverein; Richard Saltoun, indicata da Inês Grosso, chief curator del Serralves Museum of Contemporary Art di Porto; Banda municipal, scelta da Fanny Gonella, direttrice del 49 Nord 6 Est – Frac Lorraine di Metz; A+ WORKS of ART, selezionata da Hélène Guenin, direttrice della Yves Klein Foundation di Parigi, e da Robert Leckie, direttore di Gasworks a Londra; Vanguard Gallery, scelta da Lekha Hileman Waitoller, curatrice del Guggenheim Bilbao; Layr, con una menzione speciale per AkNC, selezionata da Beatrice Hilke, curatrice di Haus am Waldsee a Berlino; AV17 Gallery, indicata da Tevž Logar, curatore indipendente; e WHOISPOLA, scelta da Anni Venäläinen, direttrice del Pori Art Museum in Finlandia.

The Curators’ Choice, Maria Arusoo, Tevž Logar, Yana Foqué, Inês Grosso, Tom Engels, Irene Calderoni, Robert Leckie, Hélène Guenin,Tominga O’Donnell, Branka Benčić, Beatrice Hilke, Lekha Hileman Waitoller, Annette Amberg, Marianne Dobner, Carina Bukuts, Anni Venäläinen, Luca Lo Pinto, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / ArtissimaThe Curators’ Choice, Maria Arusoo, Tevž Logar, Yana Foqué, Inês Grosso, Tom Engels, Irene Calderoni, Robert Leckie, Hélène Guenin,Tominga O’Donnell, Branka Benčić, Beatrice Hilke, Lekha Hileman Waitoller, Annette Amberg, Marianne Dobner, Carina Bukuts, Anni Venäläinen, Luca Lo Pinto, Artissima 2026, © Perottino-Piva-Castellano-Bergadano / Artissima

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