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Valentino ed Ewa Juszkiewicz: a Roma l'artista polacca rilegge gli abiti della maison

di Redazione 16/10/2026

Categorie: Arte contemporanea / Argomenti: Arte contemporanea - arte e moda


Trentotto abiti dell’archivio Valentino e 26 dipinti dell’artista polacca Ewa Juszkiewicz mettono in dialogo due modi di trasformare la figura femminile. In mostra anche un’opera inedita ispirata all’Haute Couture della Maison.

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Un abito rosso può diventare il punto di partenza per reinventare un volto. È quanto accade in A PORTRAIT in VALENTINO RED, il dipinto che Ewa Juszkiewicz (Danzica, 1984) ha realizzato per la mostra AURA. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz, in programma a Roma, a Palazzo Mignanelli, dal 18 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027. L’opera, presentata per la prima volta oggi, è uno dei punti di incontro tra i due protagonisti del progetto che mette a confronto 38 abiti selezionati dall’archivio della Maison Valentino e 26 dipinti dell’artista polacca. La mostra è la terza ospitata a PM23, lo spazio culturale della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti in Piazza Mignanelli 23, nel cuore di Roma.

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L’artista polacca parte da un abito della collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2007-08 di Valentino Garavani, riconoscibile per il rosso emblematico della Maison, e ne trasferisce sulla tela la presenza scultorea. Il tessuto si trasforma in una composizione elaborata, decorata con un motivo a foglia di palma, che avvolge il volto fino a modificarne la percezione. La forma richiama contemporaneamente una rosa, un fiocco e una struttura organica in crescita: il ritratto diventa così il luogo di una metamorfosi, in cui l’abito smette di essere soltanto un elemento del guardaroba per entrare nella costruzione dell’immagine.

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Il confronto nasce da due percorsi creativi differenti, accomunati dall’attenzione alla figura femminile e alla possibilità di trasformarne la rappresentazione attraverso materiali, forme e ornamenti. Nelle creazioni di Valentino, il colore, i tessuti, i volumi e il movimento concorrono a valorizzare la silhouette e la presenza di chi indossa l’abito. Nei dipinti di Juszkiewicz, invece, il volto femminile viene sottoposto a una trasformazione che ne altera i tratti riconoscibili: capelli, stoffe, fiori e altre forme organiche prendono il posto dei lineamenti, mettendo in discussione le convenzioni attraverso cui la pittura ha costruito l’immagine della donna.

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Allestimenti della mostra
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Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
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Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra

AURA si concentra proprio su questo territorio di confine, nel quale qualcosa di familiare rimane riconoscibile ma assume un aspetto inatteso: la trasformazione non cancella necessariamente il riferimento iniziale, ma lo rende disponibile a nuove interpretazioni. Un abito può diventare una struttura pittorica, mentre un ritratto può allontanarsi dalla rappresentazione convenzionale del volto per esplorare altre possibilità formali.

Nella visione di Valentino Garavani, considerato tra i couturier più influenti del Novecento, la figura femminile è al centro di una ricerca che fa della sensibilità per il colore, la materia, le forme e l’ornamento uno dei propri tratti distintivi, e gli abiti riuniti nella mostra provengono dall’archivio della Maison e consentono di osservare alcuni aspetti di questo linguaggio creativo attraverso le forme e i materiali della moda. Il lavoro di Ewa Juszkiewicz si sviluppa invece attraverso un confronto costante con la storia del ritratto femminile europeo. L’artista polacca riprende una tradizione visiva riconoscibile, ma ne modifica gli elementi costitutivi, sostituendo ai volti configurazioni di capelli, tessuti, fiori e forme organiche. La fisionomia delle protagoniste diventa così un campo di sperimentazione nel quale i codici storici della bellezza e della femminilità possono essere rielaborati.

Il dialogo tra i due autori non si limita dunque all’accostamento di abiti e dipinti. In entrambi i casi, elementi appartenenti a un repertorio riconoscibile vengono ricombinati per produrre immagini nuove. La moda lavora sulla costruzione della silhouette attraverso il tessuto e l’ornamento; la pittura interviene sulla struttura stessa del ritratto, trasformando il volto in una composizione che conserva riferimenti alla tradizione ma ne altera l’assetto. La mostra propone di leggere queste pratiche come due modi diversi di rinnovare lo sguardo sulla bellezza. Il dipinto realizzato appositamente per AURA rende esplicito questo rapporto. A PORTRAIT in VALENTINO RED nasce dall’incontro tra una creazione di alta moda e il linguaggio pittorico di Juszkiewicz. Il rosso dell’abito non è soltanto un riferimento cromatico: nella composizione assume una presenza fisica, quasi architettonica, che avvolge il volto e ne ridefinisce i contorni. Il motivo a foglia di palma, ripreso nell’elaborazione del tessuto, contribuisce alla costruzione di una forma che oscilla tra ornamento e organismo.

Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Ewa Juszkiewicz, In a Shady Valley, Near a Running Water (after François Gérard) (2023; olio su tela, 270 x 160 cm)
Ewa Juszkiewicz, In a Shady Valley, Near a Running Water (after François Gérard) (2023; olio su tela, 270 x 160 cm)
Ewa Juszkiewicz, A Calla Portrait (2025; olio su tela, 160 x 130 cm)
Ewa Juszkiewicz, A Calla Portrait (2025; olio su tela, 160 x 130 cm)

L’artista ha spiegato così la scelta dell’abito e il rapporto con il lavoro dello stilista: “Per il dipinto che ho realizzato appositamente per questa mostra, ho scelto un abito nel rosso emblematico di Valentino: la sua presenza scultorea e la sua forza visiva hanno immediatamente catturato la mia immaginazione. Mi affascina in particolare la visione della femminilità di Valentino, in equilibrio tra delicatezza e forza, con al centro una donna dalla presenza forte e sicura di sé.”

Anche Giancarlo Giammetti sottolinea la relazione tra le due discipline e il ruolo della trasformazione nel progetto. “Con AURA abbiamo voluto esplorare la capacità della moda e dell’arte di trasformare il nostro sguardo sulla bellezza”, afferma. “Le creazioni di Valentino e i dipinti di Ewa Juszkiewicz, attraverso la materia, il colore, la forma e la metamorfosi, ci invitano a superare ciò che è familiare per scoprire nuove prospettive. È una visione che accompagna da sempre il mio percorso con Valentino e che oggi continua a guidare il lavoro della Fondazione: credere nella bellezza come forza capace di generare cultura, immaginazione e cambiamento.”

La metamorfosi evocata dal titolo riguarda quindi tanto le immagini quanto il modo di guardarle. Gli abiti e i dipinti mantengono riferimenti riconoscibili, ma li spostano in un contesto diverso, nel quale il significato non è più fissato una volta per tutte. L’ornamento può diventare struttura, il tessuto può assumere una funzione pittorica e il volto può trasformarsi in una forma organica. In questo scambio, moda e pittura mostrano come la rappresentazione della bellezza sia legata anche alle convenzioni che la definiscono e alla possibilità di modificarle.

AURA. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz è realizzata con il patrocinio del Municipio I Roma Centro. La mostra sarà visitabile a PM23, in Piazza Mignanelli 23 a Roma, dal 18 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, tutti i giorni dalle 11 alle 20, con chiusura il lunedì. I biglietti sono disponibili sul sito www.piazzamignanelli23.com e presso la biglietteria dello spazio espositivo.

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