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Tre dipinti giovanili di Cézanne ritirati da un'asta all'ultimo minuto: torneranno in Provenza

di Redazione 22/10/2026

Categorie: Arte moderna / Argomenti: Postimpressionismo - Paul Cézanne - Sotheby's - Arte Moderna - Aste


Sotheby’s ritira tre opere giovanili di Paul Cézanne dalla vendita di questa sera di Parigi dopo un accordo tra la famiglia Schlumberger, il Comune di Aix-en-Provence e il Ministero della Cultura francese per riportarle nella città natale dell’artista. Ecco quali sono: l’artista le dipinse per la residenza di famiglia.

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Tre dipinti giovanili di Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 1839 – 1906), realizzati tra il 1862 e il 1864 per decorare la residenza di famiglia del Jas de Bouffan ad Aix-en-Provence, sono stati ritirati dalla vendita in programma questa sera da Sotheby’s a Parigi. Le opere, La Ferme, Arbres au Bord de la Rivière e Ciel Entre les Arbres, saranno riportate ad Aix-en-Provence, città natale dell’artista, per essere esposte al Musée Granet insieme alle altre opere del pittore. Il Comune intende acquisirle con il sostegno del Ministero della Cultura francese, che le ha dichiarate tesoro nazionale al termine (espressione che in Francia viene utilizzata per indicare un bene d’interesse culturale) di una trattativa che ha coinvolto la casa d’aste e la famiglia Schlumberger, proprietaria dei dipinti. Questo significa che la Francia ha adesso 30 mesi di tempo per formulare un’offerta di acquisto al proprietario: se non dovesse arrivare, le opere potranno tornare sul mercato.

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Le tre opere erano incluse nella vendita Le Temps Retrouvé: The Schlumberger Collection, in programma da Sotheby’s giovedì, con una stima complessiva compresa tra 1,4 e 2 milioni di euro. La decisione di ritirarle dall’asta apre la strada al loro ritorno nel luogo in cui furono concepite, restituendo a una fase fondamentale della formazione di Cézanne una parte significativa del suo contesto originario.

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Paul Cézanne, La Ferme (1862-1864; affresco trasferito su tela, 149,3 x 179,7 cm)
Paul Cézanne, La Ferme (1862-1864; affresco trasferito su tela, 149,3 x 179,7 cm)
Paul Cézanne, Arbres au Bord de la Rivière (1862-1864; affresco trasferito su tela, 141 x 87 cm)
Paul Cézanne, Arbres au Bord de la Rivière (1862-1864; affresco trasferito su tela, 141 x 87 cm)
Paul Cézanne, Ciel Entre les Arbres (1862-1864; affresco trasferito su tela, 151,7 x 88,1 cm)
Paul Cézanne, Ciel Entre les Arbres (1862-1864; affresco trasferito su tela, 151,7 x 88,1 cm)

I tre dipinti facevano parte di un vasto programma decorativo realizzato da Cézanne sulle pareti del salone principale del Jas de Bouffan, la tenuta acquistata nel 1859 dal padre dell’artista, Louis-Auguste Cézanne. La residenza, situata alla periferia di Aix-en-Provence, fu per il pittore molto più di una dimora familiare: rappresentò un rifugio, uno studio e un laboratorio nel quale sperimentare le possibilità della pittura, confrontandosi con il paesaggio provenzale e con la tradizione artistica europea. Cézanne iniziò a decorare il grande salone intorno al 1860, con l’approvazione della famiglia. Il progetto rispondeva sia all’ambizione di misurarsi con i grandi maestri del passato sia all’esigenza pratica di ornare le pareti della casa con una decorazione illusionistica che evocasse i rivestimenti in legno. Il ciclo comprendeva un’allegoria delle Quattro stagioni, ispirata all’iconografia classica rinascimentale e all’opera di Jean-Auguste-Dominique Ingres, il cui nome Cézanne iscrisse su tre degli affreschi. A coronare l’insieme era un ritratto del padre, figura centrale della famiglia e proprietario della tenuta.

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Il programma decorativo testimonia il precoce interesse di Cézanne per la pittura storica e per i modelli del passato, maturato anche attraverso le visite al Louvre, al Palais du Luxembourg e alla reggia di Versailles. L’ammirazione per la tradizione europea sarebbe rimasta una componente essenziale della sua ricerca, distinguendolo in parte dai contemporanei impressionisti. Al Jas de Bouffan, il giovane artista poté confrontarsi con composizioni monumentali e sperimentare un linguaggio personale, ancora in formazione, attraverso il dialogo con la pittura classica e barocca.

Le pitture murali furono separate dalle pareti e trasferite su tela nel 1899, dopo la vendita e la dispersione della proprietà. Il complesso venne diviso in otto frammenti. Tra le composizioni sopravvissute, Paysage romantique aux pêcheurs (1862-1864), di cui fanno parte Arbres au bord de la rivière e Ciel entre les arbres (entrambe avevano stima di 400-600mila euro), è considerata la più ambiziosa: articolata in otto pannelli, raffigura un tramonto riflesso in un fiume ingrossato, con pescatori sulle barche e figure raccolte lungo le rive.

Il paesaggio rivela una pluralità di riferimenti. La tavolozza crepuscolare richiama la tradizione francese del paesaggio classico e, in particolare, le composizioni di Claude Lorrain. La Ferme (che aveva una stima di 600-800mila euro), collocata sulla parete opposta, costituisce invece un contrappunto di sensibilità barocca. La composizione rende omaggio a Gustave Courbet, la cui pittura ebbe un’influenza decisiva sul giovane Cézanne, mentre il trattamento degli alberi mostra l’interesse per i paesaggi del pittore olandese Jacob van Ruisdael.

Il valore di questi dipinti risiede dunque anche nella possibilità di ricostruire le origini di una ricerca destinata a incidere profondamente sulla storia dell’arte moderna. Le opere del Jas de Bouffan mostrano un artista impegnato a conciliare l’osservazione diretta della natura con la conoscenza della pittura del passato, intrecciando la lezione di Courbet e van Ruisdael con la tradizione francese, italiana e fiamminga. È in questo confronto che Cézanne cominciò a elaborare quell’approccio sintetico alla forma e al colore che avrebbe trasformato il paesaggio in uno dei campi centrali della sua sperimentazione.

Già nel 1894 il critico Gustave Geffroy aveva riconosciuto il ruolo decisivo della tenuta nella formazione dell’artista, descrivendo i cieli, gli alberi e i paesaggi provenzali del Jas de Bouffan come elementi caratteristici della sua visione. La residenza non fu soltanto lo sfondo geografico della sua attività: fu uno dei luoghi in cui prese forma il suo modo di guardare e organizzare la realtà attraverso la pittura.

Il ritorno dei tre dipinti ad Aix-en-Provence consentirà di ricollocare queste testimonianze nel contesto storico e culturale da cui provengono. La loro futura esposizione al Musée Granet, subordinata al completamento dell’acquisizione annunciata dal Comune, offrirà al pubblico l’occasione di approfondire una fase meno conosciuta ma fondamentale del percorso di Cézanne, quando il confronto con i maestri del passato e l’osservazione del paesaggio della sua terra contribuirono a porre le basi della sua rivoluzione pittorica.

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