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Art Basel Paris chiude con due giorni di anticipo per evitare problemi con le proteste di sabato

di Redazione 22/10/2026

Categorie: Attualità / Argomenti: Fiere d'arte - Art Basel


L’edizione 2026 di Art Basel Paris chiude con due giorni d’anticipo: porte chiuse sabato e domenica per ragioni di sicurezza, dopo le nuove proteste annunciate nella capitale francese. La decisione riduce a tre giorni l’edizione 2026 e limita l’accesso soprattutto agli operatori del settore.

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L’edizione 2026 di Art Basel Paris chiuderà con due giorni di anticipo rispetto al programma previsto: la fiera internazionale d’arte contemporanea, in programma al Grand Palais dal 23 al 25 ottobre 2026, ha annunciato la cancellazione delle aperture di sabato e domenica in seguito alle nuove proteste previste nella capitale francese. La decisione, definita senza precedenti nella comunicazione tedesca relativa alla manifestazione, è motivata dalla necessità di tutelare visitatori, espositori, partner, dipendenti e opere d’arte.

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La fiera resterà aperta fino alle 19 di venerdì 23 ottobre. I possessori di biglietti per la giornata di venerdì potranno accedere fino a quell’ora, mentre chi aveva acquistato un ingresso per sabato o domenica sarà contattato direttamente per ricevere ulteriori informazioni. “Siamo profondamente rammaricati di non poter accogliere visitatori questo fine settimana”, comunica Art Basel, esprimendo il suo rammarico. La decisione arriva in un clima di tensione che aveva già segnato l’avvicinamento alla manifestazione: nello scorso fine settimana, le proteste di studenti e altri gruppi organizzati erano degenerate in episodi di violenza. Eppure, nonostante il contesto, le giornate di anteprima riservate ai collezionisti e agli ospiti della fiera, mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, si sono svolte con risultati giudicati positivi.

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Art Basel Paris
Art Basel Paris

Già nei giorni precedenti, tuttavia, erano circolate voci sulla possibilità di rimuovere in anticipo alcune opere collocate negli spazi pubblici davanti al Grand Palais, per timore di atti vandalici. Tra queste figura L’Élévation des Mondes di Alicja Kwade, una torre alta circa quattro metri e mezzo composta da sfere di pietra naturale levigata provenienti da diverse parti del mondo. L’artista ha confermato che l’opera sarebbe stata smontata venerdì, pur osservando che le sfere di pietra non sono materiali facili da danneggiare. In una comunicazione interna, gli organizzatori hanno chiesto alle gallerie di mantenere intatti gli allestimenti all’interno degli stand fino alla chiusura ufficiale di venerdì alle 19, annunciando al contempo assistenza logistica per le operazioni di smontaggio anticipato.

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La sospensione delle due giornate conclusive comporta conseguenze economiche potenziali per gli espositori, anche se una parte consistente delle vendite nelle grandi fiere d’arte avviene già prima dell’apertura ufficiale al pubblico. Per la manifestazione, invece, verranno ovviamente meno gli introiti dei biglietti relativi alle giornate del fine settimana, normalmente molto frequentate.

La chiusura anticipata modifica così il programma di una delle principali fiere internazionali del mercato dell’arte contemporanea. Per la sua quinta edizione, Art Basel Paris ha riunito 211 gallerie internazionali, di cui 64 con spazi espositivi in Francia, con l’obiettivo di mettere in evidenza il sistema delle gallerie parigine e il rapporto della fiera con il tessuto culturale della città. Il programma comprende 183 gallerie nella sezione Galeries, 16 presentazioni personali in Emergence e 12 progetti dedicati a ricerche storiche in Premise. Trentadue gallerie hanno partecipato per la prima volta alla manifestazione, mentre sei realtà provenienti da Emergence sono passate alla sezione Galeries.

Accanto alla fiera al Grand Palais, il programma pubblico coinvolge diversi luoghi di Parigi, dal Petit Palais al Palais d’Iéna, dalla Cité de l’architecture et du patrimoine alle Beaux-Arts de Paris, fino a installazioni e presentazioni lungo l’avenue Winston Churchill, al Parvis des Droits de l’Homme, allo Square Jean Perrin, a Place Clemenceau e nel Jardin de la Nouvelle-France.

Con la chiusura di sabato e domenica, una parte del programma e delle occasioni di incontro con il pubblico viene dunque meno. La decisione, presa per ragioni di sicurezza, interrompe una manifestazione che aveva puntato a estendere la propria presenza oltre gli spazi della fiera, coinvolgendo istituzioni culturali e luoghi pubblici della capitale.

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