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Torino, riapre dopo sette anni la Basilica Mauriziana: restaurato l’affresco con oltre 300 figure

di Redazione 23/10/2026

Categorie: Attualità / Argomenti: Torino - restauro


Domenica 25 ottobre riapre al pubblico la Basilica Mauriziana a Torino, dopo sette anni di chiusura e un intervento di restauro da oltre 619mila euro. Al centro dei lavori, la cupola affrescata con il Trionfo della Croce, composizione monumentale con oltre trecento figure.

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Dopo sette anni di chiusura e un cantiere a circa quaranta metri d’altezza, la Basilica Mauriziana di Torino riapre al pubblico domenica 25 ottobre 2026, restituendo alla città uno dei suoi patrimoni architettonici e decorativi più significativi. Al centro dell’intervento, la cupola affrescata da Paolo Emilio Morgari tra il 1858 e il 1859 con il Trionfo della Croce: un’opera monumentale popolata da oltre trecento figure, che torna a rivelare la ricchezza della propria composizione e dei colori. Situata all’incrocio tra via Milano e via della Basilica, nel cuore del centro storico, la Basilica Magistrale dei Santi Maurizio e Lazzaro è strettamente legata alla storia dell’Ordine Mauriziano e della dinastia sabauda.

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Il restauro della cupola: un cantiere a quaranta metri d’altezza

I lavori hanno interessato la cupola e il tamburo dell’aula, compromessi da un grave stato di degrado che aveva reso necessario chiudere la basilica. Il recupero ha permesso di migliorare la leggibilità dell’affresco di Morgari e di approfondire la conoscenza della sua tecnica esecutiva, caratterizzata dall’integrazione tra pittura a fresco, finiture a secco, tratteggi raffinati ed elementi polimaterici in rilievo.

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Tra le particolarità emerse durante le indagini spicca l’impiego di numerosi elementi lignei lavorati in maniera inconsueta. Di particolare interesse è anche il sistema utilizzato per schermare la luce proveniente dal lanternino, alla sommità della cupola: lunghe corde sorrette da angeli sostenevano un grande telo, descritto nelle fonti come “a foggia di baldacchino”, concepito per distribuire la luce senza compromettere la visione del dipinto. Si tratta di una soluzione di cui, allo stato delle conoscenze, non sono noti confronti analoghi.

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Le ricerche nell’Archivio Storico dell’Ordine Mauriziano hanno inoltre consentito di ricostruire con maggiore precisione i tempi di realizzazione dell’affresco. Il cantiere si svolse nell’arco di 21 mesi, dal 9 aprile 1858, data della firma del contratto, alla fine del 1859. Una durata ben superiore agli otto mesi celebrati dal giornalista Giuseppe Bertoldi nelle cronache dell’epoca.

Accanto al grande Trionfo della Croce, la decorazione della cupola comprende le figure dei santi Maurizio e Lazzaro e quelle dei beati sabaudi Amedeo IX e Umberto III, dipinte da Francesco Gonin nei pennacchi tra i quattro archi. Queste parti, tuttavia, non sono ancora state restaurate.

Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi

Un intervento da oltre 619mila euro

Il costo complessivo dei lavori ammonta a 619.381,23 euro. La Fondazione Ordine Mauriziano ha sostenuto con risorse proprie il 60% della spesa, mentre l’intervento rientra tra quelli ammissibili ai contributi in conto capitale del Ministero della Cultura.

Il progetto è stato coordinato dalla Fondazione Ordine Mauriziano e dallo studio DE.ARCH, con Milone, Maiocchi e Fenoglio, e ha coinvolto la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Torino, la Fondazione Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale», la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino e l’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro.

La storia della Basilica Mauriziana

La Basilica Magistrale dei Santi Maurizio e Lazzaro sorge sul luogo dell’antica chiesa di San Paolo, edificio romanico risalente al 1207, ed è legata alla storia della confraternita di Santa Croce, considerata la più antica di Torino, e dell’Ordine Mauriziano. Nel 1572 la confraternita ottenne l’uso dell’antica chiesa parrocchiale, che venne successivamente rinnovata nel 1678 su progetto dell’architetto Antonio Bettino, già collaboratore di Guarini nel cantiere della Cappella della Sindone e di Amedeo di Castellamonte. Nel 1703 Antonio Bertola realizzò l’altare maggiore. Una svolta decisiva arrivò nel 1729, quando Vittorio Amedeo II impose la cessione della chiesa all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, con l’obiettivo di farne la Basilica Magistrale dell’Ordine e di creare un grande complesso architettonico collegandola all’ospedale adiacente. Nello stesso contesto venne istituita la Regia Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, nata dalla fusione delle confraternite della Santa Croce e di San Maurizio.

La costruzione e la decorazione dell’edificio proseguirono nei secoli successivi. La facciata neoclassica, progettata da Carlo Bernardo Mosca e realizzata nel 1836, presenta un pronao tetrastilo con colonne corinzie e frontone triangolare, preceduto da una scalinata semicircolare di cinque gradini. Ai lati del portone d’ingresso, tra le colonne, si trovano le statue dei santi Maurizio e Lazzaro.

Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi
Basilica Mauriziana di Torino. Foto: Roberto Troisi

L’interno si distingue per la pianta centrale e per la grande cupola ellittica, mentre il breve presbiterio conduce al coro circolare, anch’esso sormontato da una volta affrescata. Otto colonne scanalate in pietra di Gassino scandiscono l’aula principale. La cripta comprende una cappella circolare e una vasta aula a tre navate, con colonne e volte a crociera, che riprende l’impianto dell’originaria chiesa di San Paolo. Qui sono conservate le spoglie di generali e funzionari dello Stato sabaudo. La basilica custodiva inoltre numerose reliquie di particolare importanza per la devozione dei fedeli. Le fonti storiche ricordano, tra le altre, il corpo di San Teodoro e quello di San Giovenale, una mano di San Dalmazio, un braccio di Sant’Orsola e di Santa Colomba, resti di San Maurizio e di San Francesco di Sales, oltre a un frammento del Legno della Croce, esposto alla venerazione ogni venerdì di marzo.

La riapertura sarà accompagnata domenica 25 ottobre da Armonie in Basilica. Un dialogo tra patrimonio restaurato e patrimonio vivente, una giornata gratuita che mette in relazione il recupero architettonico con la tradizione musicale delle corti europee del Settecento. Alle 16 è prevista la visita guidata Memoria e Contemporaneità: la storia e l’anima della Basilica Mauriziana nel cuore della città, già sold out. Alle 17 saranno presentati gli interventi di restauro e le prospettive di valorizzazione dell’edificio. Alle 17.30 l’Orchestra Barocca dell’Accademia di Sant’Uberto proporrà il concerto Musica alla corte del Palatinato. Johann W. A. Stamitz e la Scuola di Mannheim. Il programma comprende quattro sinfonie di Johann Wenzel Anton Stamitz, Franz Xaver Richter e Ignaz Holzbauer, eseguite con strumenti ad arco e due corni da caccia. La giornata si concluderà alle 19 con la messa domenicale, presieduta da Paul Ndè, rettore dell’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Dal 25 ottobre la Basilica Mauriziana tornerà a essere accessibile per le celebrazioni religiose. Dal 2027 prenderanno avvio anche le visite guidate Passepartout, pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta della storia e del patrimonio artistico dell’edificio. Il percorso permetterà di esplorare gli spazi della basilica, dalla chiesa alla sacrestia, dove sono custoditi paramenti e apparati processionali, fino al coro e alla cupola affrescata.

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