Il progetto di studio e restauro dei tredici corali miniati della Certosa di Pavia è giunto al termine. Avviato nel 2025 e promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, l’intervento è stato affidato al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Dal 3 ottobre 2026 i grandi volumi saranno collocati nella biblioteca del complesso certosino, entrando nel percorso di visita compreso nel biglietto d’ingresso.
L’allestimento dovrà tenere conto della fragilità dei manufatti, che saranno quindi esposti a rotazione e aperti su pagine differenti, con condizioni di illuminazione adeguate e un costante monitoraggio delle condizioni ambientali e climatiche. I tredici corali costituiscono gli unici volumi dell’originaria biblioteca ancora conservati alla Certosa. Sono libri di formato eccezionale, alti circa 90 centimetri e larghi oltre 60, destinati a contenere i canti della messa per l’intero anno liturgico.
La loro realizzazione si articolò in due momenti, dalla fine del Quattrocento agli anni Settanta del Cinquecento. Le miniature furono eseguite tra il 1549 e il 1578 da Evangelista della Croce, Guarnerio Berretta da Pavia e dal monaco vallombrosano Benedetto da Bergamo. Dopo la soppressione del monastero, i corali furono trasferiti alla Biblioteca Braidense e nel 1786 vennero portati a Parigi. Dopo la caduta di Napoleone rientrarono a Milano e nel 1883 furono riportati alla Certosa su iniziativa dello storico Carlo Magenta.
La conclusione del progetto sarà presentata sabato 3 ottobre alle ore 10 nella Sala Cartusiana del complesso monumentale, durante il convegno Segno, suono e materia. I corali miniati della Certosa di Pavia. Il progetto di studio, conservazione e restituzione del corpus. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria attraverso il modulo disponibile sul sito del complesso certosino.
La presenza dei corali si inserisce nella lunga storia della biblioteca della Certosa. Fin dalla fondazione del monastero, nel 1396, i monaci si dedicarono alla raccolta di libri. Una prima libraria fu costruita nel 1426-27 sul lato orientale del chiostro piccolo, sopra la sala del capitolo, in un’aula caratterizzata da sei alte finestre, delle quali restano tracce sopra la volta della Sacrestia nuova. Nel Seicento la biblioteca occupava già l’attuale sede, l’antica infermeria situata tra i due chiostri. Le raccolte comprendevano soprattutto libri liturgici e testi dedicati ad ascetica, mistica e spiritualità, mentre i volumi profani erano quasi assenti. Con il nuovo allestimento, i tredici corali tornano dunque a essere accessibili al pubblico, secondo modalità compatibili con le esigenze conservative dei manufatti.
“Il restauro di questo straordinario corpus”, afferma il direttore dei musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone, “è stato svolto secondo i più alti standard qualitativi, coinvolgendo uno dei più qualificati istituti italiani con un approccio interdisciplinare e professionalità di assoluto valore. Siamo molto felici di condividere l’esito di questo progetto con il pubblico, che vedrà ulteriormente arricchito il percorso di visita”.
“Una volta assicurata l’integrità materica di queste eccezionali opere”, prosegue il direttore di Certosa di Pavia Stefano Aiello, “abbiamo voluto restituirle al pubblico, per quanto le condizioni conservative lo consentiranno, nel loro ambiente più congeniale, l’antica biblioteca della Certosa. Offriamo dunque ai visitatori un motivo ulteriore per entrare nel nostro complesso monumentale, dimostrando come tutela e valorizzazione siano facce di una stessa medaglia”.
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