di Redazione 21/10/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Venaria Reale - Reggia di Venaria - Furto
Furto alla Reggia di Venaria: 26 orologi del Settecento, in oro e smalto e di manifattura inglese e francese, sono stati sottratti dalla Camera d’Udienza del Duca di Savoia. Il valore stimato è di 150mila euro. Gli allarmi erano attivi e le telecamere hanno ripreso l’incursione.
Ventisei orologi da taschino del Settecento, realizzati in oro e smalto da manifatture inglesi e francesi, sono stati rubati dalla Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino. Il valore complessivo della raccolta è stimato in 150mila euro. Gli oggetti si trovavano nella Camera di Udienza del Duca di Savoia, lungo il percorso di visita del Piano Nobile, e provenivano da una donazione effettuata nel 2012 dagli eredi del collezionista Giorgio Accornero.
Il furto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì ed è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Secondo le prime ricostruzioni, tre persone incappucciate si sono introdotte nella residenza forzando una porta del bar e sono riuscite a uscire in poco più di un minuto. L’allarme è scattato, ma i responsabili hanno fatto in tempo ad allontanarsi prima dell’arrivo dell’addetto alla sicurezza.
Si tratta del primo furto alla Reggia dalla riapertura al pubblico nel 2007. Sulla vicenda indaga la procura di Ivrea, con i carabinieri del comando territoriale e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale impegnati a ricostruire la dinamica dell’incursione, identificare i responsabili e rintracciare gli oggetti sottratti.
Gli orologi erano custoditi in una teca antisfondamento nella Camera d’Udienza del Duca di Savoia, uno degli ambienti del Piano Nobile della Reggia, situato subito dopo la Galleria Grande progettata da Filippo Juvarra. La sala, caratterizzata da stucchi, decorazioni dorate e affreschi, faceva parte del percorso di visita in cui era esposta la raccolta.
Il valore degli oggetti non è soltanto economico: gli orologi appartengono a una collezione storica entrata nel patrimonio della Reggia attraverso una donazione privata. Nel 2012 gli eredi di Giorgio Accornero avevano infatti destinato alla residenza sabauda una raccolta comprendente gli orologi e 24 tabacchiere d’epoca. Queste ultime non sono state coinvolte nel furto.
I beni sottratti risultano assicurati, resta tuttavia la perdita, per il patrimonio esposto al pubblico, di 26 manufatti storici e artigianali, realizzati in oro e smalto e riconducibili alla produzione inglese e francese del XVIII secolo.
Uno degli aspetti da chiarire riguarda le modalità con cui i responsabili sono riusciti a entrare nella Reggia e a sottrarre gli orologi nonostante le misure di sicurezza: il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ha precisato che, al momento del furto, tutti i sistemi erano attivi e funzionanti. L’impianto di allarme era sottoposto a manutenzione e controlli periodici, mentre il servizio di vigilanza armata era affidato all’istituto Allsystems. Le immagini registrate dalle telecamere sono ora al vaglio degli investigatori. La rapidità dell’azione e la conoscenza degli ambienti hanno portato gli inquirenti, secondo quanto riferito dalla stampa, a ipotizzare che si sia trattato di un colpo eseguito da professionisti oppure da persone che conoscevano bene la struttura.
Tra le piste investigative figura anche l’ipotesi di un furto su commissione. È stata presa in considerazione la possibilità che i responsabili abbiano effettuato un sopralluogo prima dell’incursione, ma si tratta di ipotesi ancora da verificare. Il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ha assicurato piena collaborazione alle forze dell’ordine.
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