di Redazione 29/10/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Firenze - Rigenerazione urbana - Moda
Prosegue la trasformazione dell’ex fabbrica fiorentina in un distretto contemporaneo dedicato a lavoro, cultura, formazione e socialità. Tra le novità più significative del progetto di rigenerazione c’è la nuova Polimoda Library, destinata a diventare una delle principali biblioteche della moda a livello globale.
Da ex complesso industriale a nuovo polo della creatività, della cultura e dell’economia urbana: Manifattura Tabacchi continua a cambiare volto e si prepara ad accogliere nuovi spazi e funzioni. A Firenze, il progetto di rigenerazione dell’ex fabbrica ha raggiunto l’80% del completamento e punta a concludersi entro il 2028, restituendo alla città 110.000 metri quadrati rinnovati, secondo le linee guida del masterplan. Al centro della trasformazione c’è la volontà di conservare l’identità storica del complesso, integrandola con architettura contemporanea, attenzione alla sostenibilità e servizi destinati a una comunità sempre più articolata. Promossa da Manifattura Placemakers per conto di Aermont Capital e CDP Real Asset, l’iniziativa sta dando forma a un distretto dinamico e cosmopolita, nel quale residenze, attività imprenditoriali, spazi culturali e luoghi di incontro convivono in un contesto in continua evoluzione.
Tra gli interventi architettonici che segnano questa nuova fase figurano Zenit, edificio firmato da Studio Dragò, e Futura, il nuovo progetto di Piuarch per l’architettura, con interni curati da q-bic. Entrambi contribuiscono a definire un modello abitativo contemporaneo, in cui il patrimonio industriale si combina con il design e con servizi pensati per migliorare la qualità della vita dei residenti.
Tra le novità più significative del progetto di rigenerazione c’è lo sviluppo della nuova Polimoda Library, che troverà spazio nell’edificio B11 all’interno del Manifattura Campus. La biblioteca, nata insieme a Polimoda quarant’anni fa, conserva una collezione di oltre 70.000 materiali dedicati alla moda, che comprende libri, lookbook, cataloghi commerciali, riviste specializzate e video. La nuova sede è pensata per valorizzare questo patrimonio e ampliare le funzioni della biblioteca, trasformandola da risorsa prevalentemente destinata a studenti e docenti in un centro internazionale per la ricerca sulla moda. L’obiettivo è favorire nuove collaborazioni accademiche e rafforzare il dialogo con la città, aprendo ulteriori prospettive per la conservazione, lo studio e la diffusione della cultura del fashion.
L’incarico per la fase progettuale è stato affidato allo studio milanese (AB)NORMAL, fondato dagli architetti Mattia Inselvini, Davide Masserini e Luigi Savio. L’assegnazione è stata ufficializzata da Laura Milani, direttrice generale di Polimoda da settembre 2026, che ha indicato la biblioteca tra le priorità strategiche di sviluppo dell’istituto durante il mandato del presidente Niccolò Ricci. L’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2027.
Attivo nei campi dell’arte, della moda, della musica e del design, (AB)NORMAL affronta la progettazione attraverso una riflessione critica sulla contemporaneità, sviluppando interventi che spaziano tra differenti dimensioni e linguaggi. Il profilo dello studio comprende collaborazioni con importanti marchi internazionali, tra cui Moncler, Versace, LVMH e C.P. Company, oltre a progetti legati a Italian Radical Design e WSA New York. Il gruppo ha inoltre realizzato installazioni per Triennale Milano, la Biennale di Architettura di Venezia e diverse istituzioni museali e culturali europee. Nel 2027 curerà anche il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. La scelta di affidare allo studio la progettazione della Polimoda Library si inserisce dunque in una strategia che punta a coniugare ricerca, sperimentazione e nuove modalità di fruizione degli spazi dedicati alla cultura. La biblioteca si prepara così a diventare uno dei luoghi centrali del campus, rafforzando il legame tra formazione, ricerca e trasformazione urbana.
Il rapporto tra Polimoda e Manifattura Tabacchi rappresenta uno dei punti di partenza dell’intero processo di rigenerazione. Nel 2020, l’istituto è stato infatti la prima grande realtà istituzionale a investire nel progetto di recupero dell’ex fabbrica, contribuendo a immaginarne una nuova destinazione legata alla formazione e alla creatività. Da questa scelta è nato, nel 2024, il Manifattura Campus, un complesso di oltre 12.000 metri quadrati dedicato all’educazione nel settore della moda. Gli spazi, moderni, tecnologici e multifunzionali, sono concepiti per rispondere alle esigenze di una formazione internazionale e per favorire l’incontro tra competenze, ricerca e sperimentazione. La futura biblioteca si inserirà in questo contesto come ulteriore strumento di crescita per Polimoda, ampliando le opportunità di studio e approfondimento e consolidando il ruolo della scuola nel panorama europeo e internazionale della fashion education.
La trasformazione del complesso non riguarda soltanto l’architettura e la formazione, ma anche l’insediamento di nuove attività economiche. Tra le realtà che hanno scelto Manifattura Tabacchi figurano EY, gruppo internazionale attivo nei servizi professionali, dalla revisione contabile alla consulenza fiscale e legale, fino alle strategie aziendali e alle operazioni finanziarie. Si aggiungono Paragon, punto vendita specializzato nell’abbigliamento outdoor, e Mirror, agenzia digitale interattiva e società di sviluppo software che avrà sede negli spazi di Fondazione CR Firenze. Il mix di uffici, residenze, negozi, atelier, caffè, ristoranti e luoghi dedicati all’arte sta contribuendo a delineare un nuovo polo urbano, frequentato da residenti, studenti, professionisti e visitatori. Eventi e iniziative culturali animano il complesso durante tutta la giornata, favorendo la nascita di una comunità eterogenea e consolidando la sua vocazione a destinazione lifestyle.
Con il completamento di Zenit, l’avanzamento di Futura e il futuro sviluppo della Polimoda Library, Manifattura Tabacchi prosegue quindi il proprio percorso verso il 2028. L’obiettivo è restituire a Firenze un’area industriale storica trasformata in un distretto contemporaneo.
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