Dagli Stati Uniti all’Archivio di Stato di Massa, la lettera di Alfonso I d’Este a Ludovico Ariosto è tornata nel luogo a cui appartiene. Scritta il 31 gennaio 1524, la missiva è stata ufficialmente restituita ieri nel corso di una cerimonia nella Sala Conferenze dell’Archivio, alla presenza delle istituzioni che hanno contribuito al recupero e di una rappresentanza di studenti del territorio. Il documento rappresenta una testimonianza significativa dell’attività di Ariosto come governatore della Garfagnana. Accanto alla sua fama di poeta e autore dell’Orlando furioso, emerge infatti il profilo di un uomo impegnato nell’amministrazione pubblica, chiamato ad affrontare le difficoltà quotidiane della gestione del territorio.
Nella missiva, Alfonso I d’Este affronta questioni legate all’ordine pubblico, al banditismo, all’amministrazione della Garfagnana e alle richieste di grazia. Il ritorno del documento a Massa permette di ricomporre una parte importante della storia della Garfagnana, ricongiungendo la lettera al patrimonio documentario conservato nell’Archivio di Stato.
Sottratta in passato al patrimonio statale, la missiva era stata individuata in occasione di un’asta nel 1973 e successivamente donata alla Morgan Library di New York. Il suo recupero e il rientro in Italia sono stati resi possibili grazie a un articolato lavoro del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, condotto in stretta collaborazione con le autorità statunitensi.
Un contributo determinante è arrivato anche dalla ricerca archivistica. La ricostruzione della provenienza ha consentito di accertare l’appartenenza del documento al patrimonio della Garfagnana. In particolare, l’identificazione è stata possibile grazie all’Inventario ottocentesco dell’Archivio Generale della Sottoprefettura di Garfagnana, affiancato dalla ricognizione delle fonti e dagli studi di Giovanni Sforza, storico direttore dell’Archivio di Stato di Massa.
Il recupero era già stato presentato il 30 aprile scorso a Roma, nella Caserma La Marmora, durante una cerimonia dedicata alla restituzione all’Italia di diversi beni culturali. All’incontro avevano partecipato, tra gli altri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman J. Fertitta, il generale Massimo Mennitti, il generale Antonio Petti e il direttore generale Archivi Antonio Tarasco.
La restituzione ufficiale ha visto la partecipazione della direttrice dell’Archivio di Stato di Massa, Maria Russo, dell’onorevole Alessandro Amorese, componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, del prefetto di Massa-Carrara Gaetano Cupello, del generale di brigata Antonio Petti e di Sabrina Mingarelli, dirigente del Servizio II della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura. Alle operazioni di recupero ha collaborato anche Francesca Nepori, direttrice dell’Archivio di Stato della Spezia, che aveva seguito le diverse fasi della vicenda durante il precedente incarico alla guida dell’Archivio di Stato di Massa. Gli aspetti storici e documentari della lettera sono stati approfonditi da Chiara De Cesare, ricercatrice dell’Università La Sapienza di Roma ed esperta del carteggio ariostesco, e da Olga Raffo, già direttrice dell’Archivio di Stato di Massa e studiosa della storia locale.
A concludere la cerimonia è stata la lettura del testo originale della missiva da parte degli studenti del Laboratorio teatrale del Liceo Classico “P. Rossi” di Massa, che hanno restituito voce alle parole scritte quasi cinquecento anni fa.
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