di Redazione 19/10/2026
Categorie: Eventi / Argomenti: Torino - Luci d'Artista
Dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, la manifestazione curata da Antonio Grulli presenta 31 installazioni luminose. Tra le novità, la prima opera di arte pubblica in Italia di Tony Oursler, un intervento di Flavio Favelli, la luce itinerante dei CANEMORTO e un progetto speciale di Samson Young alle OGR Torino.
Luci d’Artista torna a Torino venerdì 23 ottobre 2026, con l’inaugurazione alle ore 18:15 della sua 29ª edizione. Il progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione Torino Musei e curato da Antonio Grulli, propone quest’anno un percorso composto da 31 installazioni luminose, con quattro nuove opere firmate da Tony Oursler, Flavio Favelli, dal trio anonimo CANEMORTO e da Samson Young. Le luci resteranno accese fino al 10 gennaio 2027, coinvolgendo per quasi tre mesi strade, piazze e luoghi simbolo della città.
La principale novità è la partecipazione dell’artista statunitense Tony Oursler (New York, 1957), che per l’occasione ha realizzato la sua prima opera di arte pubblica permanente in Italia. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino, sulla cui facciata di corso Duca degli Abruzzi 24 sarà presentata l’installazione. A questa si aggiungono un’opera di Flavio Favelli (Firenze, 1967), realizzata con materiali di recupero e componenti storiche, The Radiant Van dei CANEMORTO, progetto itinerante sostenuto dal Ministero della Cultura, e Inversions di Samson Young (Hong Kong, 1978), concepita nel 2026 per la Corte Est delle OGR Torino.
Il filo conduttore dell’edizione è Memories and Future Dreams, un tema che mette in relazione le memorie della città con le sue prospettive future. Le opere guardano al presente e al progresso tecnologico di Torino, ma ripercorrono anche le ferite della storia, la tradizione industriale e quella magica del territorio, fino ad aprire uno sguardo sulla memoria architettonica di Hong Kong e sulla sua storia cinematografica. Accanto alle nuove installazioni, la manifestazione prosegue il percorso avviato negli ultimi anni per consolidarsi come un progetto di ricerca artistica attivo durante tutto l’anno, con collaborazioni nazionali e internazionali, restauri, programmi pubblici e iniziative dedicate alla sostenibilità.
Memories and Future Dreams: la città guarda al proprio passato
Il tema scelto per la 29ª edizione attraversa le diverse installazioni, che attingono alle memorie e ai sogni futuri di Torino per costruire racconti e suggestioni. L’opera Star(life)* di Tony Oursler guarda a una città capace di distinguersi nella ricerca tecnologica e nel progresso. Poetiche del confine di Flavio Favelli richiama invece le ferite della storia, mentre The Radiant Van dei CANEMORTO celebra la memoria del tessuto industriale torinese e la sua tradizione magica. A queste opere si affianca la proiezione di Samson Young, che esplora la memoria architettonica di Hong Kong e il legame della città con la tradizione del cinema di arti marziali.
Un’altra novità riguarda la partecipazione di Massimo Vitali, fotografo di fama internazionale invitato a realizzare un’opera dedicata alla dimensione sociale e comunitaria di Luci d’Artista.
Le quattro nuove installazioni
Il progetto di Tony Oursler sarà visibile sulla facciata della sede del Politecnico di Torino, in corso Duca degli Abruzzi 24. L’artista statunitense è noto per le ricerche che hanno contribuito a trasformare l’impiego della proiezione e della luce nello spazio pubblico e architettonico. La collaborazione con il Politecnico rappresenta uno degli sviluppi principali dell’edizione, che estende il percorso espositivo a un luogo centrale per la ricerca e l’innovazione.
Flavio Favelli ha realizzato la propria installazione utilizzando materiali di recupero raccolti nel corso degli anni e ringhiere gravemente danneggiate durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Questi elementi furono salvati da Vittorio Viale, allora direttore dei Musei Civici della Città di Torino, e sono oggi conservati nella collezione di Palazzo Madama.
Con The Radiant Van, il trio anonimo CANEMORTO porta a Torino una luce itinerante che entra nella sezione DUET della manifestazione. Il progetto è realizzato in collaborazione con Match Gallery e Museum and Galleries of Ljubljana (MGML), Forum Ljubljana – Lighting Guerrilla Festival, Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE) e Halle13 di Vienna. L’opera ha ricevuto il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito della 14ª edizione, nel 2025, del programma Italian Council, dedicato alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.
La collaborazione con le OGR Torino, hub della Fondazione CRT, prosegue con Inversions, installazione realizzata nel 2026 da Samson Young e presentata nella monumentale Corte Est. Il progetto si inserisce nel programma della manifestazione attraverso un intervento concepito per uno degli spazi architettonici più rilevanti del complesso.
Da manifestazione stagionale a istituzione di ricerca
A partire dalla 25ª edizione, la Città di Torino ha affidato la realizzazione di Luci d’Artista alla Fondazione Torino Musei, avviando un percorso di evoluzione e valorizzazione che mira a superare l’immagine di un appuntamento legato soprattutto al periodo natalizio. La manifestazione si è progressivamente configurata come una linea culturale autonoma della Fondazione, con una propria identità, una direzione curatoriale e una strategia di sviluppo di medio e lungo periodo.
La trasformazione ha riguardato l’organizzazione, la cura e l’ampliamento della collezione, la comunicazione, le relazioni con il pubblico e la costruzione di nuove reti di collaborazione. Il nuovo modello organizzativo ha portato anche alla definizione di un’identità visiva, di un logo e di un sito internet dedicato, che documenta la storia del progetto, insieme al potenziamento dei canali social.
L’obiettivo è mantenere il formato espositivo storico, sviluppando al contempo un’istituzione di ricerca artistica: un museo della luce diffuso e a cielo aperto, capace di produrre nuove opere, attivare relazioni e promuovere iniziative durante tutto l’anno. In questa prospettiva, la collezione, il programma pubblico e le collaborazioni contribuiscono a rafforzare la presenza della manifestazione nello scenario nazionale e internazionale.
Accanto alla collezione principale, il programma si articola in sezioni che ampliano i confini geografici e temporali del progetto. Costellazione sviluppa una rete territoriale e nazionale con musei e centri d’arte, attraverso collaborazioni con istituzioni come il Museo del Novecento di Milano, la Reggia di Venaria e l’Accademia Albertina, con cui è stato avviato un percorso di lavoro condiviso.
La sezione DUET raccoglie invece le collaborazioni internazionali e favorisce lo sviluppo di relazioni con realtà artistiche oltre i confini italiani. Per questa edizione, il programma guarda a Lubiana e Vienna e comprende il progetto dei CANEMORTO, realizzato con le istituzioni partner già coinvolte nella produzione di The Radiant Van. Completa il sistema Accademia della Luce, il public program della manifestazione, che coinvolge i dipartimenti educazione dei musei cittadini e, per questa edizione, il Politecnico di Torino.
Restauri, sostenibilità e prospettive internazionali
La crescita del progetto comprende la valorizzazione, l’ampliamento e la tutela della collezione principale, accompagnati da un programma continuativo di restauri. Particolare attenzione è riservata alla sostenibilità, attraverso interventi di aggiornamento tecnologico e misure volte a ridurre l’impatto energetico delle installazioni. Per l’edizione 2026, la direzione dei lavori è stata affidata a Chorus, gruppo di architetti torinesi che integra progettazione, coordinamento e direzione lavori attraverso un approccio collettivo.
Luci d’Artista è indicato dagli organizzatori come il principale progetto italiano di arte pubblica per storia, qualità degli artisti coinvolti e opere conservate in collezione. L’obiettivo per i prossimi anni è consolidarne il posizionamento internazionale, sviluppando ulteriormente la ricerca sull’arte nello spazio pubblico e sull’utilizzo della luce come linguaggio artistico.
Il progetto è patrimonio della Città di Torino ed è realizzato dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT. Tra i partner figurano Iren, Politecnico di Torino, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, OGR Torino e Palazzo Madama.
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