Dal 5 all’8 novembre 2026 torna al Museo della Permanente di Milano AMART, la rassegna dedicata all’antiquariato giunta alla sua VIII edizione. Promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi e da PROMO.TER Confcommercio Milano, la manifestazione riunisce quest’anno oltre 60 gallerie, italiane e straniere, chiamate a presentare una selezione di opere e oggetti rappresentativi delle tendenze attuali del mercato dell’arte e dell’antiquariato.
Nata nel 2018, AMART si propone come appuntamento rivolto a collezionisti, studiosi e appassionati, con un’offerta che affianca alle tradizionali proposte antiquarie anche opere moderne, design e arti decorative. La rassegna intende così ampliare il perimetro dell’antiquariato, mettendo in relazione epoche, linguaggi e tipologie differenti all’interno degli spazi dello storico palazzo milanese di via Turati. Dipinti, sculture, mobili, argenti, preziosi e tappeti compongono un percorso nel quale trovano posto diverse declinazioni della produzione artistica e artigianale.
L’impostazione della manifestazione punta sulla selezione degli espositori e sulla qualità delle opere proposte, affidata anche al lavoro del Comitato Scientifico. AMART si presenta inoltre come occasione di confronto e approfondimento culturale, accanto alla dimensione commerciale propria di una rassegna dedicata al collezionismo. L’obiettivo è favorire la scoperta delle opere e lo scambio tra operatori, studiosi e pubblico, attraverso oggetti nei quali la dimensione artistica si fonde con la storia e con le vicende dei singoli manufatti.
La sede scelta per l’edizione 2026 è ancora una volta il Palazzo della Permanente, nel centro di Milano. L’edificio di via Turati fu progettato alla fine dell’Ottocento secondo un impianto neoclassico e venne restaurato nei primi anni Venti del Novecento. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la struttura fu ricostruita secondo un approccio funzionalista, mantenendo la facciata originaria. Il palazzo ospita le sale destinate alle rassegne organizzate dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, istituzione dalla quale deriva il nome dell’edificio.
Per l’VIII edizione il Museo della Permanente torna quindi a essere il luogo d’incontro di una selezione di antiquari considerati tra i più rilevanti del settore. La presenza di gallerie provenienti anche dall’estero riflette il percorso intrapreso dalla manifestazione negli ultimi anni, che ha progressivamente rafforzato la propria dimensione internazionale. In questo sviluppo hanno avuto un ruolo, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, Lorenza Salamon, Mirco Cattai e Tomaso Piva, membri del consiglio da cinque anni, insieme a Michele Subert.
La partecipazione internazionale si è tradotta negli anni nella presenza di numerose gallerie straniere, provenienti da centri come Montecarlo, Parigi e Londra. Si tratta di realtà storiche e attive nel panorama dell’antiquariato internazionale, il cui coinvolgimento ha contribuito alla crescita della manifestazione e al suo posizionamento anche oltre il mercato italiano. AMART inoltre intende consolidare i rapporti con alcune delle storiche istituzioni culturali milanesi. Nuove collaborazioni saranno annunciate nelle prossime settimane, ampliando il programma della rassegna e il suo legame con il contesto culturale della città.
L’apertura della manifestazione sarà preceduta da una prima giornata inaugurale riservata alla stampa e ai collezionisti. Successivamente, dal 5 all’8 novembre, il Museo della Permanente sarà aperto al pubblico, trasformandosi negli spazi espositivi della rassegna dedicata all’antiquariato.
Il presidente dell’Associazione Antiquari Milanesi Michele Subert, alla guida della storica galleria nel centro di Milano, spiega che per avvicinare l’antiquariato a una città simbolo di design, moda e innovazione è necessario proporre opere di “alta qualità e in eccellente stato di conservazione. Il mercato di oggi, più colto e consapevole, ignora il mediocre e l’ordinario, orientandosi piuttosto su raro e inusuale, purché di qualità indiscutibile e filologicamente ineccepibile”.
“AmArt nasce da un’intuizione di Domenico Piva: una fiera costruita sulla qualità degli espositori e delle opere”, commenta Lorenza Salamon, Vicepresidente dell’Associazione Antiquari Milanesi. “Un’impostazione che, anno dopo anno, ha saputo dimostrare tutta la sua forza, contribuendo a rinnovare l’interesse per l’antiquariato. Oggi l’antiquariato riesce ad avvicinare anche un pubblico giovane, attratto dall’intelligenza dei progetti, dalla qualità della manifattura e da una proposta che affianca opere importanti a oggetti accessibili. I collezionisti più esperti vi ritrovano invece ciò che rappresenta il vero patrimonio della fiera: la competenza, fatta di studio, ricerca e attribuzioni. È proprio nell’incontro tra sguardi diversi che la conoscenza acquista valore, rendendo la fiera milanese sempre più viva e attuale”.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.