di Redazione 22/10/2026
Categorie: Mercato / Argomenti: Arte romana - Mercato - Sotheby's - Aste
Da Sotheby’s a New York, una scultura imperiale del I secolo d.C. ha raggiunto una cifra record dopo quattordici minuti di rilanci tra cinque collezionisti: venduta a 34,3 milioni di dollari.
Un torso monumentale di epoca romana, raffigurante un imperatore della dinastia giulio-claudia, è stato venduto da Sotheby’s a New York per 34,3 milioni di dollari (30,57 milioni di euro), cifra che gli ha consentito di stabilire un nuovo record mondiale per un’antichità romana. La scultura, databile alla prima metà del I secolo d.C., è stata al centro di una contesa durata quasi quattordici minuti tra cinque offerenti, conclusasi tra gli applausi dei presenti. La stima iniziale era compresa tra 8 e 12 milioni di dollari (7,13 – 10,69 milioni di euro): il prezzo finale ha superato ampiamente le aspettative, diventando il risultato più significativo della serata.
La vendita si è svolta il 21 ottobre 2026 nell’ambito di Magnum Opus, un progetto dedicato a una grande collezione privata che riunisce opere di epoche e ambiti diversi. L’asta serale ha totalizzato 63 milioni di dollari (56,14 milioni di euro), sono stati venduti tutti i lotti. Accanto alla scultura romana erano proposti dipinti antichi, tappeti islamici, arredi reali francesi e capolavori del Novecento, secondo un’impostazione che mette in relazione categorie tradizionalmente distinte del collezionismo.
Il torso è considerato da Sotheby’s la più importante scultura imperiale romana apparsa all’asta da oltre dieci anni. La sua storia documentaria è particolarmente lunga: l’opera è pubblicata in studi e cataloghi dal 1926 e conserva uno stato di preservazione descritto dalla casa d’aste come “eccezionale”. I confronti più vicini si trovano in importanti raccolte museali, tra cui i Musei Vaticani e il Museo archeologico di Zagabria. Alexandra Olsman, vicepresidente e specialista di antichità di Sotheby’s, ha sottolineato il significato della vendita anche alla luce della precedente esperienza della casa d’aste con la stessa scultura: “La scultura incarna la visione trasversale che è al centro di questa collezione: un’opera la cui importanza storica, rarità e forza estetica trascendono i confini del collezionismo tradizionale”. Secondo la specialista, la combinazione di rarità, rilevanza storica e qualità estetica contribuisce a spiegare l’interesse suscitato dal marmo.
Il risultato del torso ha guidato una serata che ha visto competere collezionisti privati e istituzioni per opere appartenenti a periodi differenti. Tra i dipinti, uno dei risultati principali è stato quello ottenuto da Canaletto con Venezia, Veduta del Canal Grande verso Est con Santa Maria della Salute, venduto per 6,2 milioni di dollari (5,53 milioni di euro), a fronte di una stima compresa tra 6 e 8 milioni (5,5 – 7,13 milioni di euro). Realizzata intorno al 1740, la tela raffigura una delle vedute più celebri di Venezia ed è stata a lungo conservata in due importanti collezioni museali: per oltre sessant’anni è appartenuta prima al Minneapolis Institute of Arts e poi al Metropolitan Museum of Art di New York.
Ha raggiunto i 5 milioni di dollari (4,46 milioni di euro), entro la stima di 4-6 milioni, anche una natura morta di Luis Meléndezm che testimonia la precisione esecutiva e la complessità compositiva associate alla produzione dell’artista spagnolo del XVIII secolo, considerato dalla casa d’aste il maggiore pittore di nature morte spagnolo del Settecento. Un’altra scultura antica ha ottenuto un risultato significativo: una testa marmorea di fanciulla di epoca augustea è stata venduta per 2,5 milioni di dollari (2,23 milioni di euro) raggiungendo il limite inferiore della stima. L’opera aveva già stabilito nel 2014, sempre da Sotheby’s, il record d’asta per una testa femminile in marmo dell’antichità classica. La nuova vendita ha superato quel precedente primato, fissando un ulteriore record nella categoria.
Secondo Jodi Pollack, presidente del settore 20th Century Design e responsabile delle grandi collezioni per le Americhe di Sotheby’s, il carattere distintivo di Magnum Opus risiede nella coerenza della visione collezionistica, capace di accostare opere di periodi e tipologie differenti. Pollack ha descritto l’insieme come un’espressione di curiosità intellettuale e conoscenza storico-artistica, sottolineando la capacità delle opere di dialogare oltre le tradizionali categorie del mercato.
Mario Tavella, presidente di Sotheby’s Francia e responsabile delle grandi collezioni per l’Europa, ha interpretato i risultati come una conferma dell’interesse per opere caratterizzate da rarità, qualità e provenienza documentata. La vendita di New York costituisce soltanto il primo capitolo di un programma più ampio, che proseguirà fino al 2027 con oltre 900 opere distribuite in 26 aste tra New York e Parigi. La partecipazione è arrivata da 35 paesi, con attività registrata in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Quasi il 20% dei partecipanti aveva meno di quarant’anni, un dato evidenziato dalla casa d’aste nel bilancio della serata.
Il record del torso romano rappresenta il risultato più vistoso di questa prima vendita, ma la struttura stessa di Magnum Opus punta a valorizzare accostamenti tra opere distanti per cronologia e funzione: dalla scultura imperiale alla pittura vedutistica del Settecento, dalle nature morte spagnole ai paesaggi olandesi. Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con nuove offerte, nell’ambito di un’iniziativa che Sotheby’s definisce una delle più ambiziose mai intraprese a New York per una singola collezione.
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