Dieci anni di studi e catalogazione approdano al British Museum, dove le xilografie italiane del Rinascimento diventano protagoniste di una grande mostra. Il progetto, promosso dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e curato da Laura Aldovini, David Landau e Silvia Urbini, ha dato vita a un repertorio scientifico senza precedenti, oggi consultabile anche attraverso un archivio digitale in continua espansione. L’esposizione, intitolata Multiplied wonders: Italian Renaissance woodcuts, presenta a Londra una selezione di opere che consente di approfondire la ricchezza e la varietà della produzione xilografica italiana. Per la prima volta, questi materiali sono al centro di una rassegna di tale ampiezza, con l’intento di restituire visibilità a un settore fondamentale per comprendere la storia dell’arte e la circolazione delle immagini tra Quattrocento e Cinquecento.
La rivoluzione della stampa, affermatasi alla fine del XV secolo, trasformò profondamente la circolazione delle immagini in Europa. Tra le tecniche più diffuse figurava la xilografia, realizzata imprimendo su carta una matrice di legno intagliata. Grazie alla sua versatilità e alla possibilità di riprodurre immagini in serie, si affermò inizialmente soprattutto nell’illustrazione libraria, per poi trovare applicazione in ambiti sempre più numerosi.
Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento prese forma un vero mercato della stampa d’arte. Alcuni tra i più importanti protagonisti del panorama artistico italiano, da Raffaello a Tiziano fino al Parmigianino, compresero le potenzialità di questo mezzo, capace di portare la loro fama ben oltre i confini delle città in cui operavano. Le xilografie raggiunsero livelli di notevole complessità tecnica, distinguendosi non soltanto per i soggetti rappresentati, ma anche per la qualità dell’esecuzione.
Le stampe svolsero inoltre un ruolo decisivo nella trasmissione dei linguaggi artistici. Consentendo la riproduzione e la diffusione di composizioni e modelli, misero in relazione artisti attivi in luoghi differenti, favorendo la conoscenza delle innovazioni anche in assenza di contatti diretti. La circolazione delle immagini contribuì così alla trasformazione dell’arte italiana durante il Rinascimento.
Alla base della mostra si trova l’Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, un progetto avviato dieci anni fa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, sotto la direzione scientifica di Laura Aldovini, David Landau e Silvia Urbini. L’iniziativa raccoglie, studia e cataloga le xilografie italiane realizzate su fogli sciolti e le relative matrici, dai primi esemplari conosciuti dell’inizio del XV secolo fino a circa il 1550. Il censimento comprende un patrimonio molto eterogeneo: oltre alle stampe artistiche, sono inclusi carte da gioco, mappe geografiche, fogli volanti, bandi illustrati e immagini xilografiche inserite o incollate all’interno di libri e manoscritti.
Il risultato è un archivio digitale in costante aggiornamento, collegato con musei, archivi, biblioteche e banche dati nazionali e internazionali specializzati nel settore. Il repertorio può essere consultato attraverso diverse modalità di ricerca sul portale degli archivi della Fondazione Giorgio Cini. Il valore scientifico dell’iniziativa è stato riconosciuto anche da importanti istituzioni internazionali. Nel 2021 il progetto ha ricevuto il sostegno della Getty Foundation di Los Angeles, nell’ambito del programma The Paper Project: Prints and Drawings Curatorship in the 21st Century, dedicato alla formazione e alla ricerca nel campo delle opere grafiche. L’anno successivo è arrivato anche il contributo dell’International Fine Prints Dealers Association (IFPDA), destinato a sostenere le attività di studio e catalogazione.
Il British Museum conserva centinaia di xilografie italiane del Rinascimento, un patrimonio che per consistenza e qualità ha reso possibile l’organizzazione di una mostra articolata. Il percorso offre uno sguardo sull’evoluzione delle tecniche, sulle differenze stilistiche tra le aree della Penisola e sui molteplici impieghi delle stampe. La rassegna si sviluppa come un itinerario attraverso l’Italia, suddiviso in tre sezioni dedicate alle principali tradizioni artistiche del periodo: la scuola veneta, quella tosco-romana e quella emiliana. Attraverso le opere esposte, il pubblico può osservare affinità e differenze tra i diversi contesti geografici, ricostruendo la varietà della produzione xilografica rinascimentale.
Un’ultima sezione, intitolata The woodcut in everyday life, amplia lo sguardo sulle funzioni quotidiane della stampa. Accanto alle immagini destinate alla devozione religiosa e alla cultura umanistica, con soggetti sacri e mitologici, le xilografie rispondevano infatti a esigenze pratiche e ricreative: dalla divulgazione storica e geografica ai giochi, fino alla decorazione. Un approfondimento specifico è inoltre riservato alle stampe di dimensioni monumentali, testimonianza delle possibilità espressive raggiunte da questa tecnica.
Ad accompagnare la mostra è un catalogo in lingua inglese, che illustra le xilografie conservate al British Museum e rimanda, per le opere esposte, alle rispettive schede scientifiche pubblicate nel database dell’Atlante.
| Titolo mostra | Multiplied wonders: Italian Renaissance woodcuts | Città | Londra | Sede | British Museum | Date | Dal 08/10/2026 al 27/03/2027 | Curatori | David Landau, Laura Aldovini, Silvia Urbini | Temi | Londra, Xilografia |
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