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A Milano Alessandro Artini lascia i sentieri conosciuti e dipinge paesaggi che non esistono

di Redazione 04/11/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Arte contemporanea


A Milano, dall’11 novembre al 19 dicembre 2026, la Galleria Doris Ghetta presenta la mostra personale dell’artista Alessandro Artini. Un nuovo ciclo di dipinti in cui montagne, boschi e corsi d’acqua diventano geografie autonome, svincolate da luoghi riconoscibili, mentre una serie di ritratti introduce una dimensione più intima e psicologica.

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A Milano, dall’11 novembre al 19 dicembre 2026, la Galleria Doris Ghetta presenta nella propria sede Qui il sentiero si perde, mostra personale di Alessandro Artini (Tione di Trento, 2000). L’esposizione, che verrà inaugurata mercoledì 11 novembre dalle 17 alle 20, riunisce un nuovo ciclo di dipinti in cui il paesaggio diventa uno spazio interamente immaginato, costruito attraverso la memoria, l’esperienza personale e l’invenzione pittorica.

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Il progetto segna un passaggio nella ricerca dell’artista, finora legata soprattutto alla rappresentazione del paesaggio alpino. Se nei lavori precedenti Artini manteneva un rapporto diretto con luoghi esistenti, nelle opere più recenti viene meno ogni riferimento geografico preciso. Montagne, boschi, corsi d’acqua e distese innevate compongono così scenari inediti, caratterizzati da un’apparente familiarità che non trova però corrispondenza in alcun territorio reale.

Il titolo della mostra riprende quello dell’omonimo romanzo di Antoinette Peské e Pierre Marty, recentemente pubblicato in italiano da Adelphi. Nel libro, il viaggio attraverso territori sconosciuti coincide con la progressiva perdita dei punti di riferimento. Una suggestione che diventa metafora del percorso artistico di Artini: perdere il sentiero significa abbandonare coordinate prestabilite e aprirsi a nuove possibilità espressive, lasciando che il paesaggio acquisti un’identità autonoma rispetto alla realtà osservata.

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Alessandro Artini, Soliloquio (2026; acrilico e olio su tela, 150 x 200 cm)
Alessandro Artini, Soliloquio (2026; acrilico e olio su tela, 150 x 200 cm)

Questo cambiamento riguarda anche il linguaggio pittorico. La tavolozza si arricchisce di tonalità più scure e profonde, mentre la luce assume una funzione centrale nella costruzione delle immagini. Le atmosfere dell’alba e del crepuscolo attraversano le composizioni, alternando zone d’ombra e improvvise aperture luminose. Ne risultano paesaggi dalla dimensione raccolta e introspettiva, nei quali la riconoscibilità degli elementi naturali convive con un sottile senso di estraneità.

Accanto ai paesaggi, la mostra presenta una serie di ritratti che amplia la ricerca verso una dimensione più intima. I soggetti, raffigurati in abbigliamento da montagna e talvolta inseriti in ambienti innevati, evidenziano una crescente attenzione alla componente psicologica delle figure. Il rapporto tra personaggi e sfondo conserva una continuità con la pittura di paesaggio, estendendo la riflessione al legame tra esperienza umana e ambiente naturale.

Qui il sentiero si perde approfondisce un percorso avviato con Schneewalzer (2023) e proseguito con It’s Cold Outside (2025), le due precedenti mostre personali di Artini, entrambe presentate da Galleria Doris Ghetta a Ortisei. L’appuntamento milanese costituisce un’ulteriore tappa nell’evoluzione del suo linguaggio, caratterizzato da un progressivo allontanamento dall’osservazione diretta della natura a favore di una pittura in cui il paesaggio diventa un territorio personale, aperto all’immaginazione e alla libertà espressiva.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraQui il sentiero si perde
CittàMilano
SedeGalleria Doris Ghetta
DateDal 11/11/2026 al 19/12/2026
ArtistiAlessandro Artini
TemiArte contemporanea

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