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Un gorilla in cattedra, una giraffa con un lampadario: Marcantonio in mostra a Ravenna

di Redazione 30/10/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Arte contemporanea - Design


A Ravenna, a Palazzo Rasponi dalle Teste, oltre vent’anni di ricerca dell’artista e designer romagnolo Marcantonio, tra sculture, installazioni e oggetti di design. Un percorso che intreccia ironia, natura e immaginazione, invitando a ritrovare lo sguardo libero dell’infanzia.

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Un Cristo che, dopo oltre duemila anni sulla croce, decide di scendere e sedersi ai suoi piedi, stanco di quello che vede succedere nel mondo. Un orangotango che fugge da una stanza trascinandosi dietro un lampadario, una giraffa che porta in bocca una grande illuminazione, un cuore anatomico dal quale spuntano fiori. Sono alcune delle immagini con cui Marcantonio (Marcantonio Raimondi Malerba; Massa Lombarda, 1976) costruisce il proprio universo creativo, a metà strada tra arte e design, dove gli oggetti familiari assumono significati inattesi e gli animali diventano protagonisti di situazioni sospese tra ironia e poesia. È proprio questo immaginario a essere al centro di Cosa vuoi fare da Piccolo?, mostra che Ravenna dedica all’artista e designer dall’11 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, negli ambienti di Palazzo Rasponi dalle Teste. Curata da Paride Vitale e Nicolas Ballario, l’esposizione ripercorre oltre vent’anni di attività attraverso sculture, installazioni, opere uniche e oggetti realizzati per la produzione industriale, mettendo in evidenza la libertà con cui Marcantonio attraversa linguaggi e discipline differenti.

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Il titolo rovescia la tradizionale domanda rivolta ai bambini, “Cosa vuoi fare da grande?”, per suggerire un percorso che invita a recuperare la curiosità e la capacità di meravigliarsi dell’infanzia. Uno sguardo non ancora condizionato dalle convenzioni, capace di trovare possibilità inattese nelle cose di tutti i giorni. È questa attitudine a tenere insieme opere anche molto diverse tra loro, dagli animali che invadono gli spazi domestici alle figure umane che si fondono con elementi vegetali.

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La mostra occupa circa 400 metri quadrati tra le stanze residenziali del piano nobile, le scale monumentali e il ballatoio di Palazzo Rasponi dalle Teste. Affreschi, stucchi e decorazioni storiche entrano in relazione con le opere, senza limitarsi a fare da sfondo. Il percorso non segue un ordine cronologico: le diverse fasi della ricerca di Marcantonio si intrecciano attraverso nuclei tematici, accostando liberamente pezzi unici e prodotti in serie.

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Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra
Allestimenti della mostra

“Ci siamo chiesti come raccontare un autore che da più di vent’anni si contraddistingue per un approccio difficile da catalogare, sempre al confine tra arte e design”, spiegano i curatori Paride Vitale e Nicolas Ballario. “Per questo abbiamo lasciato che le opere abitassero le stanze del Palazzo come ospiti inattesi, accostando pezzi unici e prodotti in serie senza distinzioni. Ne esce il ritratto di un artista coerente e insieme imprevedibile, capace di strappare un sorriso e, un attimo dopo, di innescare domande e riflessioni”.

Uno dei temi iniziali è quello del rapporto con l’infanzia, intesa come condizione di apertura verso il mondo. In Bimbo con grillo (2011), il grillo di Collodi, tradizionalmente associato alla coscienza, si posa sul cuore di un neonato. L’immagine suggerisce una vicinanza originaria alla natura, che l’essere umano rischia di perdere crescendo e adattandosi ai modelli imposti dalla società. In Before the beginning (2019) un bambino osserva la luce e i suoi riflessi, in un momento sospeso che precede l’intuizione. Con To belong to (2024), infine, figura umana ed elementi vegetali si fondono in una sola presenza, facendo della natura una forma primaria di appartenenza.

Il rapporto tra corpo umano e ambiente naturale è uno dei motivi più ricorrenti nella produzione dell’artista. Nelle opere Cuore con ninfea (2009) e Cuore con orchidea (2025), entrambe autoproduzioni, il cuore anatomico diventa il punto da cui prende origine una nuova vita vegetale: vene e radici sembrano appartenere allo stesso organismo. L’immagine mette in relazione due forme di esistenza che, anziché essere considerate separate, vengono ricondotte a una continuità. Questo tema ritorna in Awakening (2026), dove rametti, foglie e bacche trasformati in ottone compongono una figura umana che custodisce al posto del cuore un cristallo di quarzo luminoso. L’opera richiama l’idea di un risveglio della coscienza attraverso il contatto con la natura. In Philos Phos (2025), invece, un germoglio nasce direttamente da un’anfora di terracotta, concepita come contenitore di idee e sentimenti, capace di custodire al proprio interno la luce.

In altri lavori è la natura stessa a riconquistare gli spazi occupati dall’uomo. Le due versioni di Anemos (2026), realizzate rispettivamente su pagine di giornale e su un cartellone pubblicitario, mostrano alberi che riemergono dopo che le superfici sono state ricoperte di vernice bianca, cancellando le informazioni della cronaca e della pubblicità. In Sedia con germoglio (2026) un oggetto d’uso quotidiano torna idealmente alla propria origine vegetale, trasformandosi nuovamente in albero.

Il rapporto tra natura e spazio costruito trova un’espressione particolarmente evidente in Bucaneve (2024), opera nata dalla collezione This Way per Škoda. Qui un grande fiore rompe letteralmente il pavimento di Palazzo Rasponi dalle Teste per sbocciare all’interno di una delle sale. L’intervento porta il tema della riappropriazione dello spazio naturale direttamente nell’architettura storica che ospita la mostra. L’ironia emerge soprattutto quando sono gli animali a sovvertire le regole della convivenza umana. In Gorilla su cattedra (2022), la forza dell’istinto prende il posto del raziocinio e il gorilla domina la scena dall’alto della cattedra. In The door was open... (2024), invece, un orangotango fugge aggrappato a una corda, portando con sé un elaborato lampadario in stile Maria Teresa. L’immagine sembra un fotogramma estratto da una storia della quale lo spettatore è arrivato a conoscere soltanto l’epilogo.

Anche il sacro viene affrontato attraverso un registro che mescola umanità e ironia. In Amen (2009), Cristo scende dalla croce e si siede ai suoi piedi, ancora con i segni dei chiodi visibili. È una figura stanca, che sembra aver bisogno di una pausa dopo aver osservato per oltre duemila anni le vicende del mondo. A chiudere idealmente questo nucleo tematico è Pietà (2026), opera inedita che raffigura un piccolo topolino stretto al corpo di un passerotto. Una scena intima di cura che supera le distinzioni tra specie e dimensioni, trasformandosi in un’immagine di compassione universale.

Accanto alle opere concepite come pezzi unici, Palazzo Rasponi dalle Teste documenta anche il rapporto di Marcantonio con il mondo della produzione industriale. Le collaborazioni con aziende del design hanno infatti permesso di trasferire il suo immaginario nella vita quotidiana, senza rinunciare alla componente narrativa che caratterizza la sua ricerca.

Marcantonio, Pietà (2026)
Marcantonio, Pietà (2026)
Marcantonio, The door was open (2024)
Marcantonio, The door was open (2024)
Marcantonio, Cuore con ninfea (2009)
Marcantonio, Cuore con ninfea (2009)
Marcantonio, Giraffe in love (2019)
Marcantonio, Giraffe in love (2019)
Marcantonio, Awakening (2026)
Marcantonio, Awakening (2026)
Marcantonio, Amen (2009)
Marcantonio, Amen (2009)
Marcantonio, Cuore con orchidea (2025)
Marcantonio, Cuore con orchidea (2025)
Marcantonio, To belong to (2024)
Marcantonio, To belong to (2024)
Marcantonio, Deer with parrots (2009)
Marcantonio, Deer with parrots (2009)

Tra i rapporti più significativi c’è quello con Seletti, per la quale ha ideato alcuni dei suoi progetti più riconoscibili. Monkey Lamp (2014) raffigura una scimmia che sembra aver rubato una lampadina, trasformando l’animale in un elemento di illuminazione; Peacock Lamp (2020) riprende invece la figura del pavone, mentre My Moon (2024) introduce una dimensione più sognante. Alla stessa collaborazione appartengono Love in Bloom (2018), un vaso-scultura che riproduce la forma di un cuore anatomico, e Kintsugi Skull (2025), una porcellana ispirata alla tradizione giapponese del kintsugi.

Per Qeeboo Marcantonio ha realizzato Giraffe in Love (2019), una giraffa che porta in bocca un lampadario e sembra illuminare il proprio cammino. Il progetto gioca anche sull’idea di un innamoramento inconsapevole: con un collo tanto lungo, suggerisce ironicamente l’artista, la testa rimane lontana dal cuore. Della collaborazione fa parte anche Turtle Carry (2020), una tartaruga che trasporta sul guscio complementi intercambiabili, utilizzabili come tavolino, libreria, pouf o vaso.

Per Giorgio Armani ha ideato Deer with parrots (2023), un cervo che accoglie numerosi pappagalli tra le corna, componendo un’immagine di convivenza tra specie differenti. Con MOGG ha invece sviluppato Lunee (2025), una seduta scultorea dalle forme morbide e organiche, che richiamano superfici modellate dall’acqua e dal vento, e Seven Pillows (2016), realizzato in legno e tessuto. Il percorso comprende inoltre progetti sviluppati con Natuzzi, Slide, Karman, Opinion Ciatti, Osmotica, Scapin e Ideal Standard.

La mostra ha anche il significato di un ritorno nella città in cui Marcantonio si è formato. Nato nel 1976, l’artista ha studiato all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dove ha mosso i primi passi come scenografo e scultore. Nel 2001 ha avviato la ricerca che lo ha portato a collaborare con importanti realtà internazionali del design e della moda.

“Marcantonio è un artista che Ravenna ha visto crescere”, afferma Fabio Sbaraglia, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Ravenna. “Qui si è formato, tra l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti, e qui ha mosso i primi passi come scenografo e scultore, prima di avviare nel 2001 una ricerca che lo ha portato a collaborare con importanti realtà del design e della moda internazionali. Quello di oggi a Palazzo Rasponi dalle Teste ha il sapore di un ritorno in una città a lui cara e che ne ha sempre accompagnato con orgoglio la carriera”.

Lo stesso Marcantonio racconta così il proprio rapporto con gli oggetti e con il processo creativo: “Ho sempre pensato che gli oggetti abbiano una storia da raccontare, anche quando servono soltanto a fare luce o a sedersi. Il mio lavoro nasce da lì: da qualcosa di familiare che, all’improvviso, ti guarda in un modo diverso. Tornare a Ravenna, nella città in cui ho imparato il mestiere, e vedere i miei animali, i miei cuori e le mie piante abitare le sale di un palazzo così carico di storia è un’emozione difficile da descriver”».

Organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Ravenna e dal MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, con il supporto dell’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna, la mostra è realizzata in collaborazione con Vera Studio, iGuzzini e Masciarelli Tenute Agricole, con il sostegno del Gruppo HERA. L’ingresso è libero. L’esposizione sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027 e sarà aperta anche in occasione della Notte d’Oro di Ravenna, in programma il 17 ottobre 2026.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraMarcantonio. Cosa vuoi fare da piccolo?
CittàRavenna
SedePalazzo Rasponi dalle Teste
DateDal 11/10/2026 al 10/01/2027
ArtistiMarcantonio Frnaceschini
CuratoriNicolas Ballario, Paride Vitale
TemiArte contemporanea, Design

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