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Alla scoperta del patrimonio storico di Ascoli Piceno: sei dimore e giardini nelle Marche

di Redazione 03/11/2026

Categorie: Viaggi / Argomenti: Marche - Ascoli Piceno - Turismo culturale


Dalle ville nobiliari di Grottammare agli antichi giardini dell’entroterra, la Rete delle dimore e dei parchi storici delle Marche promossa da Fondazione Marche Cultura raccoglie sei luoghi della provincia di Ascoli Piceno, testimoni della storia architettonica e paesaggistica del territorio.

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La Regione Marche, attraverso Fondazione Marche Cultura, ha avviato un percorso di censimento e valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico regionale. La Rete delle dimore e dei parchi storici delle Marche, attiva dal 2023 e in progressiva espansione, comprende attualmente 34 beni distribuiti nelle cinque province marchigiane, tra castelli, complessi monumentali, dimore, parchi, giardini e ville.

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Nella provincia di Ascoli Piceno, questo patrimonio comprende ville signorili, giardini storici e parchi che raccontano le vicende delle famiglie e delle comunità locali, oltre al rapporto tra architettura e paesaggio. Si tratta di luoghi distribuiti tra l’entroterra collinare e la fascia costiera, inseriti in contesti naturali differenti e spesso legati alla storia agricola del territorio.

Il progetto punta a raccogliere e organizzare le informazioni sui singoli luoghi, documentarne la storia e renderle accessibili attraverso testi, immagini e altri contenuti. L’obiettivo è mettere in relazione beni differenti, proprietari, gestori, istituzioni e territori, favorendo la conoscenza del patrimonio e, quando possibile, la visita. In provincia di Ascoli Piceno sono sei i luoghi inseriti nella Rete: Villa Mastrangelo a Colli del Tronto, il Borgo Storico Seghetti Panichi a Castel di Lama, Villa Sgariglia a Grottammare, il Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso” a Massignano, il Parco De Vecchis a Montefiore dell’Aso e Villa Cerboni Rambelli con il suo parco a San Benedetto del Tronto.

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Castel di Lama, Borgo Storico Seghetti Panichi

Nel territorio di Castel di Lama, il Borgo Storico Seghetti Panichi è un complesso di origine medievale che conserva testimonianze di sette secoli di storia, trasformazioni architettoniche e vicende familiari. Nato come fortilizio militare a difesa del confine con il Regno delle Due Sicilie, il borgo è stato custodito e tramandato dalla famiglia della Principessa Giulia Panichi Pignatelli.

Una trasformazione significativa risale alla fine del Seicento, quando furono realizzati la galleria monumentale d’ingresso, la nuova scalinata principale e il corpo di facciata, modificando l’assetto originario del complesso. Tra gli ambienti di maggiore interesse figura l’oratorio gentilizio di San Pancrazio, costruito tra il 1580 e il 1620. Al suo interno si conservano un altare in travertino e affreschi riconducibili alla scuola di Biagio Miniera.

La dimora è circondata da un Parco Storico Bioenergetico, che completa il complesso con il suo patrimonio botanico. Oggi il Borgo affianca alla conservazione della propria storia attività di ospitalità e l’organizzazione di eventi, mantenendo una funzione attiva all’interno del territorio.

Borgo Storico Seghetti Panichi. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Dario Fusaro
Borgo Storico Seghetti Panichi. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Dario Fusaro
Borgo Storico Seghetti Panichi. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Dario Fusaro
Borgo Storico Seghetti Panichi. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Dario Fusaro
Borgo Storico Seghetti Panichi. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Dario Fusaro
Borgo Storico Seghetti Panichi. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Dario Fusaro

Colli del Tronto, Villa Mastrangelo

A Colli del Tronto, Villa Mastrangelo rappresenta un esempio di architettura neoclassica ottocentesca nel territorio ascolano. Progettata nel 1844 dall’architetto Ignazio Cantalamessa Carboni, è una delle ultime opere del progettista e conserva ancora oggi l’impianto architettonico originario, caratterizzato da una pianta rigorosamente simmetrica e da una distribuzione equilibrata dei volumi.

La villa sorge su un declivio collinare e si articola in un corpo centrale di tre piani, affiancato da due ali laterali sviluppate su due livelli. Sul prospetto meridionale si distingue un avancorpo porticato, sormontato da una terrazza che si affaccia sul salone principale. Le finestre sono incorniciate da cimase in travertino e acroteri di ispirazione rinascimentale, elementi che arricchiscono il disegno della facciata.

Anche gli ambienti interni rispecchiano l’organizzazione funzionale della residenza. Il seminterrato ospita la cantina, una grotta e alcuni locali di servizio; al piano rialzato si trovano la galleria d’ingresso, le camere e il salone di rappresentanza. Il livello superiore comprendeva invece le stanze di servizio, una cappella privata e il sottotetto, successivamente recuperato a uso abitativo. Parte degli ambienti conserva decorazioni a tempera attribuite a Raffaele Fogliardi.

L’edificio testimonia il linguaggio architettonico di Cantalamessa Carboni, riconoscibile anche in altri interventi realizzati nell’area ascolana, tra cui Villa Rosati-Sacconi, Palazzo Merli e la Chiesa di San Francesco di Paola.

Villa Mastrangelo. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Rosalia Filippetti
Villa Mastrangelo. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Rosalia Filippetti
Villa Mastrangelo. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Rosalia Filippetti
Villa Mastrangelo. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Rosalia Filippetti
Villa Mastrangelo. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Rosalia Filippetti
Villa Mastrangelo. Foto: Fondazione Marche Cultura - © Rosalia Filippetti

Grottammare, Villa Sgariglia

A circa un chilometro dalla costa, su una collina a sud di Grottammare, Villa Sgariglia è una residenza nobiliare suburbana le cui origini risalgono ai secoli XVI e XVII. Il complesso fu edificato sui resti di un convento-fortezza dell’XI secolo, successivamente inglobato in un insediamento domenicano. Il nucleo seicentesco venne ampliato nel Settecento dal marchese Emidio Sgariglia, che aggiunse due avancorpi laterali destinati a ospitare una cappella barocca e una sala da pranzo affrescata.

La villa si sviluppa su più livelli: gli ambienti comprendono le antiche cantine e cucine, le sale di rappresentanza e il piano nobile, dove si conservano un salone con soffitto a cassettoni, un camino in stile Luigi XIV e dipinti raffiguranti imperatori romani. Gli ultimi piani ospitano salotti con ritratti degli antenati e camere decorate a trompe-l’œil.

Di particolare interesse è il giardino-agrumeto terrazzato, progettato da Lazzaro Giosafatti come un teatro verde articolato su tre livelli. I terrazzamenti accolgono oltre 150 piante di agrumi, tra aranci, limoni, mandarini e kumquat. Una quinta curvilinea con fontana, un belvedere e un antico sistema di grotte e passaggi sotterranei completano il percorso. Inserito nella Rete dei Giardini Storici Italiani, il giardino è stato aperto al pubblico dal FAI nella primavera del 2026, registrando circa 3.600 visitatori e classificandosi al quinto posto tra gli oltre 700 beni coinvolti a livello nazionale.

Villa Sgariglia. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Sgariglia. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Sgariglia. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Sgariglia. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Sgariglia. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Sgariglia. Foto: Fondazione Marche Cultura

Massignano, Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso”

A Massignano, sulle colline affacciate sulla valle del Menocchia, il Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso” conserva una testimonianza della tradizione agricola del Piceno. Realizzato a metà del XVIII secolo come giardino di delizie della residenza padronale, probabilmente su un precedente impianto rurale, divenne nel tempo un importante agrumeto, legato alla prosperità economica della zona.

Il complesso mantiene l’originaria struttura terrazzata, delimitata da imponenti muri in laterizio scanditi da nicchie ad arco. Torrette colombaie, edifici rurali e una vasca per la raccolta delle acque sorgive e piovane completano il sistema architettonico, concepito per proteggere e organizzare le coltivazioni. Il giardino si trova ai piedi di un antico borgo rurale voluto dalla famiglia Marezi di Ripatransone, che vi aveva stabilito gli alloggi per i contadini e una residenza destinata ai soggiorni estivi. Del complesso originario restano la chiesa di San Nicola da Tolentino, alcuni annessi agricoli e parte della dimora storica.

Dalla sua posizione panoramica, il sito offre una vista che si estende dalla costa adriatica fino ai Monti Sibillini. Custode di antichi ecotipi dell’Oasi Agrumaria Picena, il giardino è stato recentemente restaurato grazie ai fondi del PNRR, nell’ambito degli interventi dedicati ai parchi e giardini storici e alla valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. Oggi ospita visite guidate, laboratori didattici, attività per bambini, eventi culturali e degustazioni, affiancati da un parco bioenergetico. Il recupero ha restituito alla comunità uno spazio in cui patrimonio botanico, memoria agricola e iniziative culturali convivono.

Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso”. Foto: Fondazione Marche Cultura
Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso”. Foto: Fondazione Marche Cultura
Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso”. Foto: Fondazione Marche Cultura
Giardino Storico degli Agrumi “Il Crocifisso”. Foto: Fondazione Marche Cultura - APGI

Montefiore dell’Aso, Parco De Vecchis

A ovest del centro storico di Montefiore dell’Aso, su una collina panoramica, il Parco De Vecchis, anticamente conosciuto come “Monte Castello”, occupa un’area le cui origini risalgono al periodo compreso tra il IX e l’XI secolo. L’area fu donata al paese dall’imprenditore agricolo Giulio De Vecchis, grazie alla mediazione di Francesco Egidi, e venne organizzata nella sua attuale configurazione tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento proprio da Egidi, allora sindaco del comune. A questo periodo risale anche la realizzazione dello chalet panoramico, progettato dall’architetto Breccia.

Il parco combina vegetazione spontanea e sistemazioni paesaggistiche di gusto mediterraneo. Il microclima fresco favorisce la presenza di scoiattoli e piccoli mammiferi, mentre il patrimonio arboreo si articola in tre nuclei principali: le fitte barriere di cipressi e cedri, che raggiungono i 15 metri di altezza; la pineta sulla sommità, con pini d’Aleppo, pini domestici e lecci; e la lecceta sul versante occidentale, dove crescono anche alaterni e robinie. Corbezzoli, ippocastani, querce, salici piangenti, allori e ginepri completano la varietà botanica del luogo.

Parco De Vecchis. Foto: Fondazione Marche Cultura
Parco De Vecchis. Foto: Fondazione Marche Cultura

San Benedetto del Tronto, Villa Cerboni Rambelli e Parco

Nel territorio di San Benedetto del Tronto, Villa Cerboni Rambelli è una residenza ottocentesca di rappresentanza affacciata sul litorale adriatico, oggi sottoposta a tutela della Soprintendenza. La costruzione ebbe inizio intorno al 1850 e il complesso fu ampliato tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo. In origine appartenne alla famiglia Cerboni Bajardi, per passare successivamente ai Rambelli, che arricchirono la dimora con una importante collezione d’arte. Nel 1999 la proprietà venne donata al Comune, con l’impegno di destinarla a museo dedicato alla storia della famiglia.

L’edificio presenta un impianto modificato nel corso del tempo attraverso diversi interventi, tra cui sopraelevazioni, aggiunte di ali laterali e la realizzazione di corpi accessori. La struttura conserva alcuni caratteri dell’architettura residenziale ottocentesca, come le facciate intonacate, i solai in legno e le coperture, più volte rimaneggiate. Gli ambienti interni mantengono decorazioni ad affresco, volte e pavimentazioni realizzate con materiali pregiati, elementi che documentano la funzione originaria della villa come residenza privata e luogo di rappresentanza.

Villa Cerboni Rambelli e Parco. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Cerboni Rambelli e Parco. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Cerboni Rambelli e Parco. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Cerboni Rambelli e Parco. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Cerboni Rambelli e Parco. Foto: Fondazione Marche Cultura
Villa Cerboni Rambelli e Parco. Foto: Fondazione Marche Cultura

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