di Redazione 16/10/2026
Categorie: Archeologia / Argomenti: Arte antica - Puglia - Archeologia - Soprintendenze
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia ha esercitato il diritto di prelazione su Masseria Garzia, a Siponto, edificata sui resti dell’anfiteatro romano. Nel febbraio 2026 il Ministero della Cultura ha formalizzato il passaggio dell’immobile al demanio pubblico, assegnandolo alla Soprintendenza per tutela, ricerca e valorizzazione paesaggistica.
La storica Masseria Garzia, a Siponto (Sipontum), nel territorio di Manfredonia (Foggia), entra nel demanio pubblico dello Stato. L’edificio sorge direttamente sui resti dell’antico anfiteatro romano ed è stato acquisito dal Ministero della Cultura attraverso una procedura avviata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia, che ha reso nota la notizia attraverso i propri canali ufficiali, con l’obiettivo di garantirne la tutela, la ricerca e la valorizzazione paesaggistica.
La procedura ha preso avvio nel dicembre 2025, quando la Soprintendenza ha ricevuto la comunicazione della compravendita dell’immobile. L’ufficio ha quindi esercitato il diritto di prelazione previsto dall’articolo 60 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, avviando l’iter per acquisire la proprietà della masseria al patrimonio pubblico. Il passaggio è stato formalizzato nel febbraio 2026 attraverso un decreto del Ministero della Cultura, che ha disposto l’ingresso dell’immobile nel demanio pubblico dello Stato e la sua assegnazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia.
“Si tratta di un’efficace azione di tutela attiva”, sottolinea la Soprintendente ad interim e Direttrice della Direzione Regionale Musei Nazionale Puglia, architetto Anita Guarnieri, “che renderà il Comune di Manfredonia ancora più attrattivo, costruendo un nuovo polo culturale che si affiancherà integrandosi al Parco Archeologico di Siponto e al Museo Archeologico Nazionale nel Castello di Manfredonia, in sinergia con il Comune, e con il prezioso lavoro di scavi che stanno conducendo le Università di Foggia e Bari”.
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