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Dalle lenzuola dell’ex manicomio nasce un’opera d’arte che cura: a Trofarello i pazienti diventano artisti

di Redazione 19/10/2026

Categorie: Arte e artisti / Argomenti: Arteterapia


Il progetto di arteterapia promosso da Villa di Salute di Trofarello (Torino) porta al Polo Culturale Marzanati un’opera immersiva, realizzata dai pazienti insieme all’artista Dao Thi Mi Linh, con le antiche lenzuola dell’ex manicomio. 

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L’arte può diventare un ponte tra le persone, uno strumento per superare lo stigma legato alla malattia mentale e dare spazio a chi spesso resta ai margini della società. È da questa convinzione che nasce KOMÉO, un progetto di arteterapia e welfare culturale promosso da Villa di Salute, clinica di riabilitazione psichiatrica di Trofarello (Torino) appartenente al Gruppo emeis Italia, specializzato nell’assistenza e nella cura delle persone fragili.

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Il nome, derivato dal greco antico κομέω, che significa curare e prendersi cura, racchiude il senso dell’iniziativa: trasformare l’esperienza artistica in un’occasione di relazione, espressione personale e partecipazione collettiva. Ideato all’interno del Servizio di Psicologia e Riabilitazione della struttura dalla dottoressa Barbara Alessio, psicologa, psicoterapeuta e Art Director del Collettivo Artistico D’Acqua, il progetto ha coinvolto i pazienti residenti in un percorso creativo condiviso.

A guidarli è stata l’artista Dao Thi Mi Linh, la cui ricerca si concentra sullo spazio, sulla materia e sulle relazioni umane. Il risultato è un’installazione immersiva che sarà inaugurata il 22 ottobre nel Velario del Polo Culturale Marzanati, presso la Biblioteca Civica “Lelio Basso”, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Trofarello. L’iniziativa rinnova il legame tra la clinica e la comunità locale, portando in un luogo pubblico un’opera che invita a riflettere sulla salute mentale, sulla fragilità e sul valore dell’inclusione.

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Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO

Al centro dell’installazione ci sono le antiche lenzuola dell’ex manicomio di Trofarello, trasformate dai pazienti-artisti del Collettivo D’Acqua attraverso tagli, ricami e interventi pittorici realizzati con la tempera all’uovo. Sui tessuti sono state impresse parole che evocano la sofferenza, ma anche la possibilità di rinascere e ritrovare un nuovo equilibrio. Le lenzuola, sospese al soffitto come grandi vele, danno vita a una composizione scenografica da cui si sviluppano cascate di fili rossi e color granata. Questi elementi, cifra distintiva del linguaggio artistico di Dao Thi Mi Linh, rappresentano i legami capaci di sostenere e accompagnare il percorso di cura. A terra, una grande pietra diventa il simbolo del peso della malattia: una presenza solida e ingombrante che, attraverso la relazione e l’assistenza, può essere affrontata e resa più lieve. Accanto a essa compaiono gusci d’uovo svuotati, immagini di rigenerazione e rinascita, che dialogano con le rielaborazioni delle cartelle cliniche risalenti ai primi anni del Novecento. Documenti che restituiscono frammenti di storie individuali e che, attraverso l’intervento artistico, vengono sottratti all’oblio per essere osservati da una prospettiva diversa, libera dal giudizio e attenta alla dignità delle persone.

Con KOMÉO, la creazione artistica diventa un’esperienza condivisa che intreccia memoria storica, partecipazione e riabilitazione. L’installazione non si limita a esporre oggetti e materiali, ma costruisce uno spazio di incontro in cui le esperienze personali possono trovare una forma espressiva e diventare parte di una narrazione collettiva.

L’apertura dell’opera al pubblico rafforza il valore sociale del progetto: portare l’arteterapia fuori dagli spazi della clinica significa favorire il dialogo tra pazienti, cittadini e istituzioni, contribuendo a contrastare i pregiudizi sulla salute mentale. Il percorso proposto da KOMÉO invita così a guardare alla cura non soltanto come a un intervento terapeutico, ma anche come a una pratica fatta di ascolto, relazioni e riconoscimento reciproco. Attraverso tessuti segnati dal tempo, fili che uniscono e materiali che evocano la rinascita, l’arte si fa strumento per restituire valore alle storie individuali e costruire nuove possibilità di inclusione.

Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO
Il progetto KOMÉO

"Con KOMÉO abbiamo voluto mostrare la forza dell’arteterapia quando incontra le istituzioni e la comunità“, dichiara la direzione di Villa di Salute (Gruppo emeis Italia). ”I ragazzi del Collettivo D’Acqua, con la guida della dottoressa Alessio e il talento di Dao Thi Mi Linh, dimostrano che la fragilità non spegne la capacità di creare bellezza e di dialogare con il mondo. Come Gruppo emeis crediamo che la cura passi sempre anche attraverso l’inclusione sociale".

"Accogliamo con gratitudine la mostra KOMÉO, primo evento realizzato insieme a Villa di Salute e al suo Collettivo d’Acqua, un percorso condiviso che apre nuove prospettive di collaborazione culturale e sociale", afferma il Sindaco di Trofarello, Stefano Napoletano. "La mostra porta a Trofarello le opere dell’artista internazionale Dao Thi Mi Linh, offrendo alla città un’occasione di riflessione profonda sul tema della memoria e della cura. Il fare memoria è medicina: una frase che racchiude il senso dell’intero progetto e il valore del rapporto tra il Comune di Trofarello e Villa di Salute, fondato sulla volontà di restituire dignità, ascolto e visibilità alle storie che abitano quel luogo. KOMÉO non è soltanto una mostra, ma l’inizio di un percorso più ampio, che prenderà forma nel progetto Il Salotto di Villa di Salute, dedicato a video-interviste e racconti che permetteranno ai trofarellesi di conoscere da vicino la storia e la vita di questo luogo".

L’installazione KOMÉO è visitabile a ingresso libero per due mesi presso il Velario del Polo Culturale Marzanati (Biblioteca Civica “Lelio Basso”, Via Cesare Battisti 25, Trofarello) negli orari di apertura del Centro. Giovedì 29 ottobre, alle ore 20.45, la struttura ospiterà una presentazione aperta con dibattito dedicato ai temi dell’arte e della salute mentale.

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