È scomparso a Correggio, all’età di 83 anni, lo storico dell’arte Andrea Baboni, figura di grande rilievo nel mondo dell’arte e della cultura italiana, alla quale aveva dedicato un’intera esistenza di studio, ricerca e passione. I funerali si sono celebrati il 18 settembre nella Basilica di San Quirino a Correggio. Nato a Correggio nel 1943, Baboni ha dedicato tutta la propria vita allo studio della pittura italiana dell’Ottocento e del Novecento, imponendosi nel tempo come uno dei massimi conoscitori dei Macchiaioli e in particolare dell’opera di Giovanni Fattori. Dopo aver completato gli studi classici, si laureò in architettura a Firenze nel 1971, per poi diventare responsabile urbanistico della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano. Nonostante l’impegno professionale, mantenne sempre un legame stretto con Firenze, dove iniziò a frequentare con cadenza settimanale Lanciotto Bietoletti, esperto collezionista e profondo conoscitore della pittura macchiaiola e dei suoi seguaci. Sempre in quegli anni, Baboni frequentò anche la Galleria Parronchi, che allestiva importanti esposizioni non soltanto di pittura toscana, ma anche di opere appartenenti ad altre scuole italiane dell’Otto e Novecento. Fu in questo ambito che maturò la sua competenza nella pittura dell’Ottocento.
Nel 1989 intraprese un nuovo percorso professionale, più coerente con i propri interessi artistici, entrando a far parte della casa d’aste Christie’s, dove rimase fino al 2005 arrivando a ricoprire il ruolo di responsabile dei dipinti italiani del XIX secolo, un incarico che lo portò a essere consultato assiduamente anche dalle sedi principali di Londra e New York. Baboni fu inoltre un profondo conoscitore dell’intera produzione pittorica del periodo e redattore di numerosi cataloghi di mostre, molte delle quali curate direttamente da lui stesso. Fin dai primi anni Sessanta aveva peraltro coltivato anche una propria attività pittorica, con esposizioni personali a Reggio Emilia, Firenze e Milano, prima di orientare progressivamente, dalla seconda metà del decennio, i propri interessi verso lo studio sistematico della pittura italiana dell’Ottocento, in stretto contatto con studiosi e collezionisti attivi soprattutto in ambito toscano, emiliano e veneto. La sua attività di conoscitore e storico dell’arte italiana si concentrò in particolare sul periodo compreso tra le prime esperienze pittoriche dal vero, quelle dei Macchiaioli, e l’avvio delle avanguardie storiche tra Otto e Novecento. L’esperienza come responsabile per l’Italia del dipartimento di arte del XIX secolo presso Christie’s, con funzioni di consulenza anche per le sedi di New York e Londra fin dallo scorcio degli anni Ottanta, gli permise inoltre di approfondire la conoscenza di tutte le scuole regionali italiane, con particolare attenzione a quella napoletana.
Nel corso di quarant’anni di studi e ricerche sulla pittura italiana dell’Ottocento, Baboni ha costruito un archivio personale dotato di una ricchissima biblioteca, comprendente migliaia di volumi dedicati agli artisti delle diverse scuole regionali attive tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del Novecento. L’archivio conserva inoltre un vasto repertorio fotografico che cataloga i dipinti per autore, corredato dai relativi dati tecnici, schede espositive e riferimenti bibliografici. Per quanto riguarda l’opera di Giovanni Fattori, il nucleo principale è costituito dal Fondo Malesci, un repertorio di oltre mille fotografie di dipinti del maestro livornese, utilizzato nel 1961 da Giovanni Malesci, suo erede universale, per la realizzazione del catalogo generale della pittura a olio dell’artista. L’archivio comprende inoltre una parte del Fondo Fragiacomo, con fotografie di dipinti, lastre realizzate dall’artista e altri documenti, oltre a porzioni dei fondi dedicati a Gaetano Chierici, Stefano Bruzzi ed Eugenio Zampighi, e conserva una ricca documentazione anche sull’opera di Mario Puccini e Alberto Pasini. Non manca inoltre un ampio materiale iconografico e critico relativo ad altri pittori aderenti al movimento dei Macchiaioli: su Telemaco Signorini, in particolare, l’archivio custodisce centinaia di immagini che documentano l’intero arco della sua produzione, a partire dal 1856, anno in cui l’artista soggiornò a Venezia insieme a Odoardo Borrani e Vincenzo Cabianca.
Il legame profondo tra Baboni e la propria città natale era stato celebrato nell’autunno del 2024, quando il Museo Civico Il Correggio aveva allestito a Palazzo dei Principi la mostra Viaggio tra Otto e Novecento. La Collezione Andrea Baboni: un percorso creativo tra pittura e collezionismo (qui la recensione). L’esposizione aveva presentato al pubblico cinquanta capolavori provenienti dalla collezione privata dello studioso, tra cui opere di Antonio Fontanesi, Giuseppe De Nittis, Gaetano Previati e altri protagonisti della pittura italiana tra Ottocento e Novecento, restituendo alla città non soltanto il valore della raccolta in sé, ma soprattutto il percorso culturale e umano di chi l’aveva costruita attraverso decenni di studio e ricerca.
Con la sua scomparsa, Correggio perde uno studioso profondamente legato alla propria città natale e una figura che, attraverso il proprio lavoro di storico dell’arte, critico, collezionista e consulente, ha contribuito in modo significativo alla conoscenza e alla tutela di una parte rilevante del patrimonio artistico italiano, senza mai interrompere, nel corso di una vita interamente dedicata all’arte, il legame con la comunità in cui era nato.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.