di Redazione 14/10/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Sicilia - Patrimonio culturale - Storia dell'Arte
AStArte, SISCA, Legambiente, ANA e CUNSTA chiedono alla Regione Siciliana di aggiornare la Matrice professionale prima di avviare il maxi concorso e di riconoscere le competenze dei funzionari già in servizio.
La Regione Siciliana deve aggiornare la propria Matrice professionale prima di avviare qualsiasi maxi concorso nel settore dei beni culturali, includendo tutte le figure specialistiche necessarie alla tutela del patrimonio. È la richiesta congiunta dell’Associazione Nazionale Storici dell’Arte (AStArte), dell’Associazione Italiana di Storia della Critica d’Arte ETS (SISCA), di Legambiente, dell’Associazione Nazionale Archeologi (ANA) e della Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte (CUNSTA). Le organizzazioni sottolineano inoltre la necessità di valutare percorsi di carriera per i funzionari già in servizio, compresi i vincitori del concorso per dirigenti tecnici bandito nel 2000.
La presa di posizione arriva dopo l’annuncio, alla fine dell’estate, di un concorso per un massimo di 200 posti, destinato a fronteggiare la grave carenza di personale del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. Una situazione aggravata dal prolungato blocco delle assunzioni conseguente all’accordo tra Stato e Regione. L’ultima stagione concorsuale nel settore risale a 26 anni fa. Il recente furto delle opere di Antonello da Messina ha riportato l’attenzione pubblica sull’emergenza della tutela del patrimonio siciliano, ma il percorso verso la riapertura dei concorsi era stato avviato già nei mesi precedenti.
Nel luglio scorso AStArte aveva coinvolto SISCA e Legambiente per segnalare l’assenza dello storico dell’arte nella nuova Matrice professionale regionale, nonostante l’elevata specializzazione richiesta per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico. L’iniziativa aveva portato a un confronto ufficiale con gli assessorati regionali delle Autonomie locali e della Funzione pubblica e dei Beni culturali e dell’Identità siciliana.
“Senza questo atto riparatore”, sottolinea Silvia Mazza, presidente di AStArte, “non è possibile programmare correttamente alcun maxi concorso. Le procedure concorsuali devono infatti essere precedute dalla ricognizione effettiva del fabbisogno degli istituti culturali regionali e, quindi, da una chiara individuazione dei profili necessari. Tra questi devono trovare adeguato riconoscimento storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e professionisti delle scienze e tecnologie applicate ai beni culturali, oltre alle professionalità ordinistiche, quali architetti e ingegneri, storicamente presenti negli organigrammi del Dipartimento”.
Anche l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Francesco Scarpinato, ha sottolineato di recente l’esigenza di condurre uno “studio specifico per quantificare le reali necessità del settore” e di avviare un confronto con il Governo nazionale.
Da qui la richiesta di comprendere nella revisione anche archeologi, bibliotecari, archivisti, restauratori, architetti, ingegneri e tutte le altre professionalità indispensabili a colmare le carenze di organico. AStArte, SISCA, Legambiente, ANA e CUNSTA dichiarano di voler continuare a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione le proprie competenze per una programmazione concorsuale adeguata alle esigenze della tutela.
Le associazioni chiedono infine di affrontare la posizione dei funzionari altamente qualificati che vinsero il concorso per dirigenti tecnici del 2000 e che, pur possedendo titoli specialistici, tra cui dottorati e specializzazioni, sono rimasti inquadrati in posizioni professionali e retributive non pienamente corrispondenti alle competenze e alle responsabilità maturate. In vista anche di una possibile selezione di figure dirigenziali, sollecitano quindi l’Amministrazione regionale a individuare modalità concrete per la progressione di carriera del personale già in servizio.
“È necessario”, concludono le associazioni, “che la nuova stagione concorsuale non rappresenti soltanto un’occasione per colmare le carenze di organico, ma anche l’avvio di una riorganizzazione complessiva del sistema regionale dei beni culturali, fondata sul riconoscimento delle competenze specialistiche, sulla valorizzazione del personale già in servizio e su una programmazione trasparente del fabbisogno. Solo così sarà possibile rafforzare realmente la tutela del patrimonio culturale siciliano”.
Il documento è firmato da Silvia Mazza, presidente di AStArte; Ilaria Miarelli Mariani, per CUNSTA; Massimiliano Rossi, per SISCA; Marcella Giorgio, per ANA; Gianfranco Zanna, responsabile nazionale Beni culturali di Legambiente; e Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.
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