MUDEC, deserta la gara per i prossimi otto anni: nessuna offerta per la gestione


Il bando del Comune di Milano valeva oltre 84 milioni di euro e prevedeva almeno due mostre internazionali all’anno. Nessuna proposta, nemmeno dall’attuale gestore: Palazzo Marino prepara un nuovo bando.

Il futuro del MUDEC di Milano torna in discussione prima ancora della scadenza della concessione attuale: la gara indetta dal Comune di Milano per affidare la gestione del museo nei prossimi otto anni è infatti andata deserta, si conclusa senza una sola offerta. Non si è fatto avanti neppure 24ORE Cultura, la società che attualmente gestisce gli spazi e la cui convenzione terminerà a marzo. Il dato più significativo della vicenda non è dunque soltanto che una gara sia andata deserta, ma che nessuno degli operatori interessati abbia ritenuto di poter sostenere le condizioni economiche previste dal progetto: il Comune di Milano, che aveva messo a gara una concessione dal valore complessivo stimato superiore agli 84 milioni di euro, si prepara così a rivedere le richieste e a pubblicare un nuovo bando.

La procedura era stata avviata lo scorso giugno e prevedeva un affidamento della durata di otto anni. Al futuro concessionario sarebbe spettata una gestione piuttosto ampia del complesso: non soltanto l’organizzazione delle mostre temporanee, ma anche una serie di servizi collegati al museo, dal ristorante alla caffetteria, dal bookshop al parcheggio. Tra gli obblighi previsti figurava inoltre quello di organizzare almeno due mostre internazionali ogni anno. In cambio, il Comune aveva fissato un canone minimo di 100mila euro all’anno, suscettibile di essere rialzato in fase di offerta. La gara è scaduta il 28 settembre senza che arrivassero proposte.

MUDEC
MUDEC

La circostanza appare ancora più significativa perché il MUDEC non è un semplice spazio espositivo, ma un complesso nel quale la gestione del museo è intrecciata a quella di una serie di attività e servizi. Il nuovo concessionario avrebbe dovuto quindi sostenere economicamente un sistema articolato, assumendosi contemporaneamente la responsabilità della programmazione delle mostre e quella dei servizi destinati al pubblico.

È proprio sulla sostenibilità economica delle condizioni previste che, secondo quanto emerso nel corso della procedura e riportato dalla stampa, si sarebbero concentrati i dubbi degli operatori. Dal Comune fanno tuttavia sapere che l’interesse nei confronti della gara non sarebbe mancato del tutto: diversi soggetti avrebbero effettuato sopralluoghi negli spazi del museo. Nessuno, però, ha poi trasformato quell’interesse in un’offerta.

Palazzo Marino non sembra quindi intenzionato a lasciare il museo senza una nuova procedura di affidamento: l’amministrazione ha fatto sapere che l’obiettivo è pubblicare a breve un secondo bando, ricalibrando le richieste per renderle più attrattive per gli operatori. La questione centrale sarà dunque capire quali condizioni potranno essere modificate rispetto alla prima gara, senza perdere gli obiettivi legati alla gestione e alla programmazione del museo.

La storia del MUDEC è relativamente recente ed è cominciata con la trasformazione dell’ex Ansaldo e della nascita del museo all’interno di uno dei grandi complessi industriali che hanno caratterizzato questa parte di Milano, in via Tortona, in quella che era un tempo un’area industriale ed è oggi diventata il distretto del design. L’area dell’ex Ansaldo aveva iniziato a svilupparsi come insediamento produttivo all’inizio del Novecento, e ha ospitato nel corso dei decenni attività legate alla produzione industriale e ferroviaria. Nel 1989 il Comune di Milano acquistò il complesso, avviando progressivamente un processo di trasformazione destinato a cambiare la funzione dell’area: da luogo della produzione industriale, l’ex Ansaldo cominciò così a essere ripensato come polo culturale. Negli anni Novanta prese forma anche l’idea di trasferire qui le Civiche Raccolte Etnografiche e di costruire un museo dedicato alle culture del mondo: era l’origine del progetto che avrebbe portato alla nascita del Museo delle Culture, il MUDEC, anche se per arrivare alla sua realizzazione sarebbero serviti molti anni. Nel 1999 il Comune bandì un concorso internazionale per la progettazione del nuovo museo. A vincerlo fu, l’anno successivo, l’architetto britannico David Chipperfield. Tra il concorso e l’apertura al pubblico sarebbe però trascorso un periodo particolarmente lungo: il progetto arrivò infatti al completamento quindici anni dopo l’affidamento dell’incarico. Il MUDEC poi aprì al pubblico il 27 marzo 2015, nell’anno dell’Expo, mentre l’inaugurazione ufficiale si tenne il 27 ottobre dello stesso anno.

A distanza di oltre dieci anni dall’apertura, è ora la gestione economica del complesso a tornare al centro dell’attenzione. La concessione attualmente in vigore con 24ORE Cultura scadrà a marzo e il primo tentativo di individuare il soggetto destinato a subentrare per gli otto anni successivi non ha prodotto alcuna offerta. Il Comune dovrà quindi ripartire da capo: il prossimo bando dovrà tenere conto di quanto emerso dalla prima procedura e, soprattutto, delle perplessità sulla sostenibilità economica delle condizioni poste agli operatori. L’amministrazione ha già indicato la direzione: ricalibrare le richieste e riproporre la concessione in una forma che possa suscitare l’interesse di chi dovrà assumersi la gestione del museo e delle sue attività.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte