di Redazione 24/10/2026
Categorie: Attualità / Argomenti: Parigi - Francia
Le manifestazioni in programma per oggi a Parigi e il rafforzamento delle misure di sicurezza hanno costretto le istituzioni culturali della capitale francese a chiudere: questo sabato 24 ottobre porte sbarrate dunque al Louvre, al Musée d’Orsay, alla Bourse de Commerce, in diversi musei, fiere, fondazioni, gallerie.
Le proteste a Parigi fermano la cultura. Il Louvre, il Musée d’Orsay, il Grand Palais e numerose altre istituzioni culturali della capitale francese hanno chiuso le porte per questo sabato 24 ottobre 2026 in seguito alle proteste che oggi pomeriggio interesseranno la capitale francese. Anche il calendario del mercato dell’arte ha subito modifiche: Art Basel Paris ha concluso anticipatamente la propria edizione venerdì sera, mentre altre fiere e gallerie hanno ridotto gli orari o sospeso le attività. Le decisioni arrivano in un fine settimana particolarmente intenso per la città, tra fiere internazionali, aste stagionali e grandi mostre autunnali.
Il Louvre ha comunicato la chiusura eccezionale per sabato 24 ottobre: i visitatori che avevano prenotato una visita per quella giornata saranno rimborsati automaticamente. La decisione si inserisce in un quadro di incertezza legato alle manifestazioni e al rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine in vista delle proteste annunciate nel fine settimana. Nei giorni precedenti, alcune contestazioni avevano preso di mira direttamente le istituzioni culturali, arrivando a interessare gli accessi al museo, tant’è che lo stesso Louvre era già stato costretto a chiudere la settimana scorsa.
Le chiusure coinvolgono una parte consistente del sistema museale parigino. Rimangono chiusi quest’oggi il Musée d’Orsay, il Musée de l’Orangerie, il Petit Palais, il Musée des Arts et Métiers e la Bourse de Commerce – Collection Pinault, che venerdì aveva già anticipato di due ore la chiusura. Stop anche per la Fondation Cartier, che ha sospeso le attività sia sabato sia domenica, e per la Fondation Louis Vuitton, chiusa nella giornata di sabato.
Anche il Grand Palais ha cancellato le aperture di sabato. Un portavoce ha spiegato che la decisione è stata presa in coordinamento con la polizia di Parigi e il Ministero della Cultura, per procedere alla chiusura delle mostre ospitate nell’edificio. Lafayette Anticipations ha invece annunciato la chiusura di sabato, con riapertura domenica alle ore 11.
Le conseguenze si sono estese alle fiere d’arte in corso in città. Art Basel Paris, inizialmente prevista fino al 25 ottobre, ha terminato anticipatamente la manifestazione venerdì 23 ottobre alle ore 19. La decisione, ha dichiarato l’organizzazione, è stata presa nell’interesse della sicurezza dei visitatori, degli espositori, dei partner, del personale e delle opere. Paris Internationale ha scelto invece di mantenere l’apertura di sabato, anticipandola di un’ora alle 11 e rafforzando le misure di sicurezza, secondo quanto riferito da un portavoce. Post-Fair Paris, alla sua prima edizione europea, ha modificato il programma della giornata conclusiva: gli spazi saranno aperti dalle 10 alle 13, anziché proseguire fino alla sera del 24 ottobre.
Le misure hanno interessato anche le gallerie private. Nel quartiere del Marais e in avenue Matignon, gli spazi espositivi e i negozi di Perrotin chiudono per oggi. Gagosian ha tenuto chiusa venerdì la sede di Le Bourget e sabato le gallerie di rue de Ponthieu e rue de Castiglione. Hanno inoltre sospeso le attività di sabato Marian Goodman, Almine Rech e Templon.
La concentrazione delle chiusure in una sola giornata evidenzia l’impatto delle proteste sulla vita culturale della capitale, proprio mentre Parigi ospita alcuni dei principali appuntamenti internazionali del mercato dell’arte. Per musei, fondazioni, fiere e gallerie, la priorità è stata adeguare le aperture alle condizioni di sicurezza, con decisioni differenti a seconda delle sedi e degli organizzatori. Ne va, del resto, anche dell’incolumità dei visitatori.
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