Ci sono immagini che siamo abituati a guardare tutte insieme e che, proprio per questo, rischiamo di non osservare davvero. La Cappella Sistina è una di queste: un insieme sterminato di figure, scene, architetture dipinte e dettagli che l’occhio deve necessariamente attraversare in pochi minuti. Un album di figurine propone ora di fare il contrario: prendere quelle immagini, scomporle, isolare un volto o una scena, cercarne i frammenti e ricomporli lentamente. È questa l’idea alla base della settima collezione di Artonauti, l’album di figurine dedicato all’arte ideato da Daniela Re e Marco Tatarella. Dopo le precedenti collezioni, il progetto entra idealmente nella Cappella Sistina con un’edizione speciale a tiratura limitata realizzata utilizzando le immagini concesse dai Musei Vaticani. Il nuovo album, intitolato Il segreto della Cappella Sistina, propone 144 figurine da incollare per completare 56 immagini della celebre cappella.
Il meccanismo è quello familiare a chiunque abbia avuto tra le mani un album di figurine: cercare il numero giusto, capire dove collocarlo, accorgersi di avere una doppia, scambiarla con qualcuno e continuare fino a completare le pagine. Qui, però, la ricerca della figurina diventa anche un modo per soffermarsi sulle immagini.
La differenza sta soprattutto nel ritmo: un affresco osservato nella sua interezza può essere percepito come una grande composizione difficile da abbracciare con lo sguardo; una figurina obbliga invece a concentrarsi su una porzione precisa. Un volto, un personaggio, un dettaglio dell’architettura dipinta possono diventare il punto di partenza per ricostruire progressivamente la scena. L’album ovviamente non tenta di sostituire una visita alla Cappella Sistina, né di racchiuderne l’esperienza in 64 pagine: la sua funzione è piuttosto quella di proporre un diverso modo di avvicinarsi alle immagini, prima il frammento, poi la scena, infine l’insieme. Alla ricomposizione visiva si aggiunge inoltre una narrazione costruita attorno agli artisti e alle vicende legate alla realizzazione della cappella.
A guidare questo percorso sono ancora una volta i protagonisti delle passate edizioni di Artonauti, ovvero Ale, Morgana e Argo, il cane “zero zero setter” che accompagna i protagonisti nelle loro avventure. I tre entrano nella Cappella Sistina e incontrano gli artisti che hanno contribuito alla sua storia: Perugino, Ghirlandaio, Botticelli e, naturalmente, Michelangelo. La scelta di raccontare la Cappella attraverso i suoi protagonisti permette di spostare l’attenzione dall’idea di un’opera immobile e conclusa a quella di un luogo costruito attraverso interventi diversi e in momenti differenti. Accanto agli artisti compaiono così personaggi, relazioni e contrasti, comprese le vicende che riguardano i rapporti fra gli artisti e i papi. La nuova collezione assume la forma di una caccia al tesoro: una serie di mappe, indizi e messaggi accompagna i lettori attraverso l’album, mentre Ale, Morgana e Argo cercano di scoprire un segreto custodito nella Cappella. La domanda che dà impulso alla storia è quindi anche quella che accompagna la ricerca delle figurine: riusciranno gli Artonauti a svelare il messaggio nascosto nella Sistina?
La dimensione narrativa non è separata dal gioco delle figurine. Al contrario, la ricerca degli elementi necessari per completare le immagini procede insieme alla scoperta delle storie. La figurina diventa così un piccolo strumento di osservazione: per capire dove collocarla bisogna guardare l’immagine, riconoscerne il particolare e confrontarlo con lo spazio lasciato vuoto.
È un’operazione semplice, ma cambia il rapporto con la riproduzione dell’opera. La ricerca della posizione esatta rallenta lo sguardo e porta l’attenzione su dettagli che potrebbero facilmente passare inosservati. Il gioco, in questo senso, non viene utilizzato soltanto come elemento divertente, ma come parte del meccanismo attraverso il quale avvicinare i più piccoli all’arte.
Questa edizione speciale comprende l’album cartonato e 50 pacchetti di figurine, con la possibilità di completare l’intera collezione: rimane quindi la ritualità dell’apertura delle bustine, della ricerca delle immagini mancanti, delle doppie e dello scambio con altri collezionisti, quello stesso “ce l’ho, ce l’ho, mi manca” che appartiene alla memoria di generazioni di bambini. La differenza è che, una volta completato, l’album può essere conservato come un libro dedicato alla Cappella Sistina. Le 144 figurine servono infatti a completare 56 immagini e a costruire, pagina dopo pagina, un racconto visivo della cappella e degli artisti che vi hanno lavorato.
L’edizione è pensata per un pubblico molto ampio: l’età consigliata va dai 6 ai 99 anni. La formula completa, composta dall’album cartonato e dai 50 pacchetti di figurine, costa 49,90 euro. La collezione è disponibile sul sito di Artonauti e può essere ordinata anche in edicola e in libreria.
L’album cerca di trasformare la complessità in un percorso accessibile: non si parte necessariamente dall’insieme per arrivare al dettaglio, come accade spesso davanti a un’opera monumentale, ma si procede in senso inverso, ovvero il dettaglio diventa la porta attraverso cui ricostruire l’immagine più grande. La componente ludica non elimina quindi la concentrazione richiesta dall’osservazione, ma la rende parte del gioco. Artonauti è nato proprio dall’incontro fra questo meccanismo popolare e la divulgazione artistica. Il progetto è stato ideato da Daniela Re, insegnante, e Marco Tatarella, editore, ed è presentato come il primo album di figurine dedicato all’arte in Italia e nel mondo. Nel suo percorso ha ottenuto la vittoria alla quarta edizione del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo e il Premio Piccolo Plauto per la qualità pedagogica e didattica. Il progetto è inoltre sostenuto dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, che vi partecipa come investitore impact con l’obiettivo di favorire la divulgazione dell’arte presso le nuove generazioni attraverso strumenti educativi semplici e divertenti.
Con Il segreto della Cappella Sistina, dunque, il modello dell’album viene applicato a uno dei luoghi più complessi della storia dell’arte italiana. La novità non sta soltanto nel trasformare gli affreschi in figurine, ma nel provare a cambiare il tempo con cui vengono guardati. Una superficie immensa viene frammentata in tante immagini più piccole; ogni immagine deve essere riconosciuta, cercata e ricollocata; soltanto alla fine l’insieme torna a essere visibile.
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