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Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun, a Napoli il confronto tra due grandi pittrici del Settecento

di Redazione 05/11/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Settecento


Alle Gallerie d’Italia di Napoli 73 opere ricostruiscono le carriere di due artiste che conquistarono le corti europee e le istituzioni accademiche, affermandosi in un sistema artistico dominato dagli uomini. Al centro anche il loro rapporto con Napoli e la corte borbonica.

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Dal 6 novembre 2026 al 7 marzo 2027, le Gallerie d’Italia di Napoli ospitano Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici, mostra dedicata ad Angelica Kauffmann (Coira, 1741 – Roma, 1807) ed Élisabeth Louise Vigée Le Brun (Parigi, 1755 – 1842), due protagoniste della pittura europea del Settecento, capaci di costruire carriere internazionali in un mondo dell’arte ancora prevalentemente maschile. L’esposizione, realizzata da Intesa Sanpaolo con il patrocinio del Comune di Napoli e in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca ETS, è curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca ed Elisabetta Rasy.

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Per la prima volta le vite e le opere delle due artiste vengono messe a confronto attraverso un percorso che riunisce 73 opere, tra dipinti, disegni, incisioni e sculture, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali. Tra i prestatori figurano le Gallerie degli Uffizi, il Musée du Louvre, i Musei Capitolini, la National Portrait Gallery di Londra, l’Accademia Nazionale di San Luca, le Liechtenstein – The Princely Collections, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il National Museum of Women in the Arts di Washington, il Musée des Beaux-Arts di Rouen e la Galleria Nazionale della Pilotta di Parma.

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Colte, indipendenti e cosmopolite, Kauffmann e Vigée Le Brun seppero conquistare il favore delle corti europee e una clientela internazionale, raggiungendo un riconoscimento professionale e sociale non comune per le donne del loro tempo. I loro percorsi presentano analogie, ma anche differenze sostanziali, legate alla formazione, alla sensibilità e soprattutto alle scelte artistiche.

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Élisabeth Louise Vigée Le Brun, La Pace che fa ritornare l’Abbondanza (1780; olio su tela, 103 x 133 cm; Parigi, Musée du Louvre - Département des Peintures) © RMN-Grand Palais / Philippe Fuzeau/ Dist. Foto SCALA, Firenze
Élisabeth Louise Vigée Le Brun, La Pace che fa ritornare l’Abbondanza (1780; olio su tela, 103 x 133 cm; Parigi, Musée du Louvre - Département des Peintures) © RMN-Grand Palais / Philippe Fuzeau/ Dist. Foto SCALA, Firenze

Un primo elemento di confronto è rappresentato dai due autoritratti provenienti dalle Gallerie degli Uffizi: quello di Vigée Le Brun, realizzato nel 1789 e donato dalla stessa pittrice, e quello di Kauffmann, datato 1787. Le opere introducono uno dei temi centrali della mostra, ovvero la consapevolezza con cui entrambe costruirono e governarono la propria immagine pubblica, utilizzandola come strumento di affermazione professionale e legittimazione sociale.

Napoli costituisce un luogo significativo per approfondire le loro vicende. Durante il Settecento, la città fu una delle principali destinazioni del Grand Tour e un punto di incontro per artisti, intellettuali e collezionisti europei. Entrambe le pittrici lavorarono, in momenti diversi, per la corte borbonica, confrontandosi con gli stessi ambienti e protagonisti della società napoletana.

Tra le opere esposte figura il Modello per il ritratto di re Ferdinando IV di Napoli e della sua famiglia di Kauffmann, proveniente dalle Princely Collections del Liechtenstein. Di Vigée Le Brun sono invece presentati i ritratti delle principesse borboniche Maria Cristina di Borbone, principessa delle Due Sicilie, raffigurata mentre coglie delle rose in un giardino, e Maria Teresa Carolina Giuseppina di Borbone, principessa delle Due Sicilie e futura imperatrice d’Austria, entrambi conservati al Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il nucleo permette di osservare come le due artiste abbiano restituito interpretazioni differenti della famiglia reale e della società del tempo. A Kauffmann si deve inoltre una concezione del ritratto di famiglia attenta alla natura, agli affetti e ai valori della morale illuminista.

Angelica Kauffmann, Circe seduce Ulisse (1786; olio su tela, 139,7 x 104,8 cm; Virginia, Charlottesville, The Fralin Museum of Art at the University of Virginia, acquisto del museo tramite il fondo acquisizioni dei membri, 1976.24) Su gentile concessione di The Fralin Museum of Art dell'Università della Virginia.
Angelica Kauffmann, Circe seduce Ulisse (1786; olio su tela, 139,7 x 104,8 cm; Virginia, Charlottesville, The Fralin Museum of Art at the University of Virginia, acquisto del museo tramite il fondo acquisizioni dei membri, 1976.24) Su gentile concessione di The Fralin Museum of Art dell’Università della Virginia.

Le differenze emergono anche nella scelta dei generi pittorici. Nata a Coira (Svizzera) nel 1741, Angelica Kauffmann fu un’artista versatile, attiva nel ritratto, nella pittura sacra, nell’allegoria e soprattutto nella pittura di storia, considerata il genere più elevato nella gerarchia accademica. La sua formazione filosofica, letteraria e musicale, insieme alla conoscenza di diverse lingue, le consentì di affrontare soggetti tratti dalla mitologia, dalla storia antica e moderna e dalla letteratura, da Omero a Shakespeare.

Vigée Le Brun, nata a Parigi nel 1755, concentrò invece la propria ricerca prevalentemente sul ritratto, sviluppando una particolare capacità di interpretare la personalità dei modelli e, al tempo stesso, di costruirne l’immagine pubblica. La sua carriera fu segnata soprattutto dal rapporto con Maria Antonietta, di cui divenne una delle principali ritrattiste, e dalla capacità di ottenere commissioni presso diverse corti e famiglie aristocratiche europee.

Entrambe riuscirono a entrare in istituzioni accademiche tradizionalmente precluse alle donne. Kauffmann fu, insieme a Mary Moser, l’unica donna tra i membri fondatori della Royal Academy di Londra, mentre Vigée Le Brun venne ammessa all’Académie Royale de Peinture et de Sculpture di Parigi.

Élisabeth Louise Vigée-Le Brun, Maria Cristina di Borbone, principessa delle Due Sicilie, mentre coglie delle rose in un giardino (1791; olio su tela, 123 x 91 cm; Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte (inv. OA 7226)
Élisabeth Louise Vigée-Le Brun, Maria Cristina di Borbone, principessa delle Due Sicilie, mentre coglie delle rose in un giardino (1791; olio su tela, 123 x 91 cm; Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte (inv. OA 7226)

Un capitolo importante del percorso riguarda i soggiorni italiani delle due pittrici. Per Vigée Le Brun, il periodo compreso tra il 1789 e il 1792 rappresentò una svolta, dopo la partenza dalla Francia allo scoppio della Rivoluzione. In Italia riuscì a ricostruire la propria rete di committenze, venne ammessa all’Accademia di San Luca a Roma e all’Accademia di Parma e trovò nella corte napoletana uno dei principali punti di riferimento, lavorando per Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta. Durante il soggiorno entrò inoltre in contatto con protagonisti della cultura del Grand Tour, intellettuali e musicisti, tra cui Carlo Gastone della Torre di Rezzonico e Giovanni Paisiello. La sua carriera proseguì successivamente a Vienna, San Pietroburgo e Berlino, dove fu ammessa nelle rispettive Accademie di Belle Arti e continuò a lavorare per sovrani e aristocratici.

Anche per Kauffmann l’Italia rappresentò il centro della propria esperienza artistica. Dopo aver soggiornato a Milano, Bologna e Firenze, si stabilì definitivamente a Roma nel 1781. Qui il suo studio e il suo salotto divennero importanti luoghi di incontro per artisti, intellettuali e collezionisti europei. Tra le personalità con cui intrattenne rapporti figurano Johann Wolfgang Goethe e Antonio Canova, al quale fu particolarmente legata. In mostra è presente anche il Ritratto di Antonio Canova con il modellino di “Ercole furioso scaglia Lica in mare”, testimonianza del rapporto tra i due protagonisti della cultura artistica romana di fine Settecento.

L’esposizione approfondisce anche le fonti che hanno contribuito a tramandare la memoria delle due artiste. Per Vigée Le Brun assumono particolare rilievo i celebri Souvenirs e il suo epistolario, nel quale trova ampio spazio il soggiorno napoletano. Per Kauffmann, invece, la documentazione contemporanea permette di ricostruire il prestigio raggiunto negli ambienti culturali europei e la sua affermazione internazionale.

Angelica Kauffmann, Venere e Adone (1786; olio su tela, 128 x 94 cm; Virginia, Charlottesville, The Fralin Museum of Art at the University of Virginia, acquisto del museo tramite il fondo acquisizioni dei membri, 1976.25) Su gentile concessione di The Fralin Museum of Art dell'Università della Virginia.
Angelica Kauffmann, Venere e Adone (1786; olio su tela, 128 x 94 cm; Virginia, Charlottesville, The Fralin Museum of Art at the University of Virginia, acquisto del museo tramite il fondo acquisizioni dei membri, 1976.25) Su gentile concessione di The Fralin Museum of Art dell’Università della Virginia.

Il confronto si estende infine alla più ampia presenza delle donne pittrici tra Settecento e primo Ottocento. Accanto alle due protagoniste sono esposte opere di Adélaïde Labille-Guiard, Sofia Clerk Giordano, Maria Callani, Adèle Romanee, Marie-Geneviève Bouliard, Marie Guilhelmine Benoist e Constance Mayer, artiste che riuscirono ad affermarsi in un sistema ancora caratterizzato dal predominio maschile.

Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici si inserisce nel programma delle Gallerie d’Italia di Napoli dedicato alla presenza femminile nella storia dell’arte, dando continuità alla precedente esposizione sulle artiste attive nella Napoli spagnola del Seicento. Il progetto propone così una riflessione sul ruolo delle donne nella società e nel mondo artistico tra Settecento e primo Ottocento, attraverso due vicende professionali che raccontano le trasformazioni dell’Europa moderna. Il catalogo è pubblicato da Società Editrice Allemandi.

La sede napoletana fa parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, insieme alle sedi di Milano, Torino e Vicenza. Il progetto è guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia.

“Le Gallerie d’Italia”, afferma Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, “proseguono il percorso di valorizzazione delle grandi protagoniste della storia dell’arte portando, per la prima volta a Napoli, un progetto dedicato ad Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun, due artiste straordinarie che seppero affermarsi sulla scena europea del loro tempo. Grazie al contributo di importanti studiosi e alla collaborazione con istituzioni prestigiose, come l’Accademia Nazionale di San Luca, realizziamo una mostra di grande valore scientifico, arricchita da prestiti eccezionali. Si conferma così il ruolo delle Gallerie d’Italia nel dialogo tra realtà internazionali, contribuendo alla vitalità culturale di Napoli”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraAngelica e Élisabeth. L'età delle donne pittrici
CittàNapoli
SedeGallerie d'Italia di Napoli
DateDal 06/11/2026 al 07/03/2027
ArtistiAngelica Kauffmann, Élisabeth Louise Vigée Le Brun
CuratoriFernando Mazzocca, Francesco Leone, Elisabetta Rasy
TemiSettecento

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