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Un’isola che non c’è tra i quadri antichi: Federica Giulianini a Palazzo Buonaccorsi

di Redazione 04/11/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Arte contemporanea


Vincitrice del Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2026, l’artista di origini ravennati Federica Giulianini porta pittura e ceramica nel piano nobile dei Musei Civici di Macerata, in dialogo con l’iconografia sacra e le allegorie della collezione antica. La mostra Neverland è aperta dal 27 novembre 2026 al 29 marzo 2027.

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Di solito, per capire un’epoca lontana, si scava: si riportano alla luce frammenti e si prova a ricostruire quello che è andato perduto. Federica Giulianini (Ravenna, 1990) dice di voler fare il contrario. “La mostra gioca sul paradosso”, spiega l’artista, “invece di scavare per ricostruire un’epoca perduta, porta i ‘reperti’ simbolici in superficie e li installa in uno scenario autentico, offrendone una rilettura contemporanea”. Lo scenario autentico è il piano nobile dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata, dove dal 27 novembre 2026 al 29 marzo 2027 i suoi dipinti e le sue ceramiche entrano in dialogo con le opere della collezione antica.

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La mostra si intitola Neverland ed è il riconoscimento che accompagna il Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2026, di cui Giulianini è la vincitrice. Curata da Paola Ballesi, si sviluppa in un percorso tra pittura e ceramica che, nelle parole della presentazione, invita il pubblico a un “nuovo reincantamento del mondo”. Tra i lavori dell’artista, l’immagine scelta per annunciare la mostra è Prospero, del 2025, concessa dalla Galleria Ceravento.

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Il confronto con il museo è il cuore del progetto: da una parte ci sono l’iconografia sacra e l’allegoria classica custodite a Palazzo Buonaccorsi, dall’altra una pittura che le rilegge, secondo la presentazione, per trovare nuovi punti cardinali: riferimenti con cui nel tempo non siamo più stati capaci di rapportarci e con cui oggi dovremmo tornare a misurarci, eticamente, in modo diverso. Per Giulianini il museo non è un luogo neutrale in cui conservare il passato, ma uno spazio vivo in cui si costruisce, nel presente, la propria identità.

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Federica Giulianini, Prospero (2025; tecnica mista su tela, 80 x 90 cm). Su concessione di Galleria Ceravento
Federica Giulianini, Prospero (2025; tecnica mista su tela, 80 x 90 cm). Su concessione di Galleria Ceravento

La sua pittura è figurativa e colta, realizzata con tecniche antiche e con lo sguardo rivolto alla grande tradizione pittorica del Novecento. Non cerca però di restituire la realtà così com’è, ma di interrogarla. Le figure affiorano da uno sfondo magmatico attraverso piani di colore e velature, come sagome non ancora definite, e lasciano a chi guarda il compito di completarle con lo sguardo e con l’immaginazione. Accanto ai dipinti, la ceramica amplia il linguaggio dell’artista, ed è proprio l’incontro tra i due mezzi a essere messo in rilievo dalla giuria del premio.

Il testo di presentazione della mostra inquadra la ricerca di Giulianini con riferimenti filosofici. L’artista viene paragonata al funambolo che Nietzsche evoca nella Prefazione di Così parlò Zarathustra, in equilibrio precario sull’abisso del nulla: come lui, procede senza rete lungo un filo teso tra passato e futuro, tradizione e tecnologia. In un presente in cui, sempre secondo il testo, i desideri più profondi dell’umanità rischiano di essere schiacciati sulla logica binaria del mercato, Giulianini rilancia la pittura come ultima trincea dell’arte e ultima carta da giocare per difendere spazi di libertà. Un’arte intesa, sulla scia di quanto suggerisce il filosofo Vito Mancuso, come investimento nella capacità di comprendere, trasformare e curare il mondo attraverso emozione e visione, sensibilità e responsabilità.

Federica Giulianini, A suon di pepite (2025; tecnica mista su tela, 40x50 cm). Su concessione di Galleria Ceravento
Federica Giulianini, A suon di pepite (2025; tecnica mista su tela, 40x50 cm). Su concessione di Galleria Ceravento
Federica Giulianini, Cosa resta del mantello (2026; tecnica mista su tela, 60x70 cm)
Federica Giulianini, Cosa resta del mantello (2026; tecnica mista su tela, 60x70 cm)
Federica Giulianini, Le mani che non ti aspetti (2026; tecnica mista su tela)
Federica Giulianini, Le mani che non ti aspetti (2026; tecnica mista su tela)
Federica Giulianini, Adamo Warrior (2026; ceramica)
Federica Giulianini, Adamo Warrior (2026; ceramica)
Federica Giulianini
Federica Giulianini

Anche il titolo ha una spiegazione precisa. Neverland, l’isola che non c’è, nasce dal desiderio di rispondere ai “non luoghi” della vita contemporanea, gli spazi di passaggio anonimi e impersonali che attraversiamo sempre più spesso, proponendo al loro posto un luogo da abitare davvero, in modo più consapevole e umano. Un’urgenza che, secondo la presentazione, l’artista condivide con molti pittori di oggi.

Sullo stesso tema insiste la motivazione con cui la commissione ha assegnato il premio. La giuria, composta da Paola Ballesi, Katiuscia Cassetta, Loretta Fabrizi, Andrea Giusti, Paolo Gobbi, Marina Mentoni, Mauro Mazziero, Maria Letizia Paiato e Giuliana Pascucci, sottolinea come la ricerca dell’artista, “in diretto dialogo con le opere della collezione antica di Palazzo Buonaccorsi”, lavori su “storie, episodi, personaggi depositati e silenti nella memoria del Palazzo”, trasformandoli in “immagine plastica di una possibile convivenza, fatta di legami autentici, cura e reciproca condivisione”. E indica nell’unione tra pittura e ceramica la strada “verso un ‘altrove’ che lascia spazio a domande radicali”, fino a definire l’opera di Giulianini “una Neverland per futuri Nuovi Abitanti”.

Il Premio Pannaggi/Nuova Generazione, arrivato alla nona edizione, è stato ideato dall’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi per valorizzare gli artisti marchigiani under 40, offrendo loro visibilità e sostegno per affermarsi sulla scena nazionale e internazionale. L’edizione 2026 è promossa dall’associazione insieme al Comune di Macerata, a Macerata Musei e Macerata Cultura, con la Regione Marche e la Fondazione Carima, e ha il patrocinio della Fondazione Marche Cultura, dell’Università di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti e del Comune di Recanati. Main sponsor del progetto è Simonelli Group.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue pubblicato da Vydia, con un testo critico della curatrice Paola Ballesi e una conversazione tra l’artista e il saggista e critico d’arte Daniele Capra. Neverland di Federica Giulianini si inaugura il 27 novembre 2026 alle 17.30 nel piano nobile dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata e resta aperta fino al 29 marzo 2027.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraFederica Giulianini. Neverland
CittàMacerata
SedeMusei Civici di Palazzo Buonaccorsi
DateDal 27/11/2026 al 29/03/2027
ArtistiFederica Giulianini
CuratoriPaola Ballesi
TemiArte contemporanea

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