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Milano-Cortina 2026, un percorso di opere d'arte alla Casa Paralimpica Italiana

di Redazione 03/03/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Arte e sport - Novecento - Arte contemporanea


In occasione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo ospita Casa Paralimpica Italiana con il progetto “Italia in Gioco”, un percorso che intreccia arte contemporanea, sport e visione sociale nel segno dell’astrazione.

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In occasione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Cortina d’Ampezzo accoglie Casa Paralimpica Italiana negli spazi di Farsettiarte, già sede di Casa Italia olimpica. La scelta del luogo risponde a un indirizzo preciso: porre sullo stesso piano sport olimpico e paralimpico, in una cornice che unisce dimensione istituzionale e vocazione culturale. La galleria diventa così il contesto in cui arte, sport e società si incontrano all’interno del progetto espositivo intitolato Italia in Gioco.

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Cortina, destinata a ospitare gran parte delle discipline sportive e la cerimonia di chiusura dei Giochi, assume un ruolo centrale anche sul piano culturale. Italia in Gioco si presenta come una dichiarazione di identità: il Paese si propone come ospitante, sistema culturale e comunità inclusiva. Il concetto di gioco si estende oltre l’ambito sportivo e viene assunto come metafora educativa, sociale e progettuale. In questa prospettiva, l’astrazione si configura come linguaggio universale, capace di trasformare segni, superfici e colori in un’esperienza condivisa e accessibile. Il percorso riunisce figure note dell’arte italiana del secondo Novecento. In Luci di Venezia, Tancredi Parmeggiani evoca la città in cui studiò e visse fino alla morte. A Venezia l’artista maturò il proprio linguaggio informale, in dialogo con l’Espressionismo astratto americano. L’opera restituisce una superficie attraversata da traiettorie luminose e segni dinamici, che trasformano il piano pittorico in uno spazio vibrante.

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Con Rondò I e Rosa–rosae–rosa, Piero Dorazio costruisce intrecci di linee e bande cromatiche in continua vibrazione. L’occhio è chiamato a distinguere variazioni di luminosità e saturazione, mentre l’opera muta al variare della distanza, dell’inclinazione e della luce ambientale. Le linee si offrono come metafora di relazione: ogni colore trova senso nel rapporto con l’altro. In Rosso del 1976, Agostino Bonalumi oltrepassa la bidimensionalità attraverso l’estroflessione della tela. La superficie assume una consistenza plastica, diventa corpo e tensione. L’intervento strutturale dall’interno genera rilievi e curvature che collocano l’opera al confine tra pittura, scultura e architettura, ridefinendo la percezione dello spazio. Le Superfici bianche di Enrico Castellani affermano l’autonomia della pittura come oggetto reale. Il colore neutro elimina riferimenti narrativi ed emotivi, mentre la ripetizione ritmica produce un campo visivo in trasformazione continua. L’immagine tende a scomparire, sostituita da una struttura che esiste secondo regole interne, senza funzione rappresentativa.

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Tancredi, Luci di Venezia (1959; tempera su carta applicata su tela, 98 x 138 cm)
Tancredi, Luci di Venezia (1959; tempera su carta applicata su tela, 98 x 138 cm)

Con Il ciclo aereo del 1990, Achille Perilli propone una geometria instabile, aperta, in cui le forme sembrano fluttuare in uno spazio privo di gravità. La composizione suggerisce un sistema in movimento, come un meccanismo in fase di costruzione o smontaggio. Il riferimento simbolico alla libertà di movimento e al superamento dei confini si inserisce in coerenza con il contesto sportivo.

“All’interno di questo ambiente”, spiega Stefano Farsetti, “la selezione curata da Farsettiarte di opere di maestri dell’astrazione italiana del secondo Novecento diventa parte attiva della narrazione, dialogando in modo coerente con i valori paralimpici di inclusione, trasformazione e unicità. Questa selezione non rappresenta soltanto un omaggio all’eccellenza dell’arte italiana, ma diventa parte integrante del “gioco” concettuale di Casa Paralimpica. Le opere dialogano con i ritratti tangram degli atleti, con le installazioni interattive, con il Muro delle Emozioni e con le esperienze immersive in realtà virtuale, contribuendo a costruire un mosaico vivo di storie, identità e visioni”.

"Casa Paralimpica a Cortina”, sostiene il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, “non è solo un punto di accoglienza, ma un manifesto culturale che, attraverso il concept Italia in Gioco, celebra l’eccellenza e il superamento del limite. Scegliere la Galleria Farsettiarte, la stessa sede di Casa Italia Olimpica, sottolinea la nostra volontà di porre lo sport olimpico e paralimpico sullo stesso identico piano. In questo spazio, le opere dei maestri dell’astrazione italiana dialogano con le storie dei nostri atleti: come in una tela di Bonalumi o Dorazio, dove la forma si modella e la differenza genera ricchezza, così il movimento paralimpico trasforma la percezione della disabilità in una narrazione universale di talento e inclusione. È un invito a guardare oltre l’apparenza, per scoprire che ogni sfida è, innanzitutto, una straordinaria opportunità di partecipazione collettiva".

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraItalia in Gioco
CittàCortina d'Ampezzo
SedeFarsettiarte
DateNessuna data disponibile
TemiArte e sport, Novecento, Arte contemporanea

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