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A Palazzo Vecchio i leoni raccontano il potere e l’identità di Firenze

di Redazione 29/10/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Firenze - Arte antica


Dal Marzocco della Repubblica fiorentina ai leoni vivi custoditi nei serragli medievali, una mostra nella Sala dei Gigli di Firenze, visitabile dal 27 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 ricostruisce il ruolo di questo animale nella storia politica, artistica e culturale della città, dall’età romana all’età moderna.

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Che cosa racconta un leone della storia di Firenze? La sua immagine accompagna da secoli la vita politica e culturale della città, dalle sculture collocate nelle piazze e nei palazzi pubblici alle decorazioni architettoniche, fino a diventare uno dei simboli più riconoscibili dell’identità fiorentina. A questa presenza è dedicata I leoni di Firenze, mostra ospitata dal 27 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 nella Sala dei Gigli del Museo di Palazzo Vecchio a Firenze, che ricostruisce il significato assunto dall’animale nel corso dei secoli, con particolare attenzione al rapporto con il potere, la libertà e l’identità cittadina.

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Promossa dal Comune di Firenze – Musei Civici Fiorentini e organizzata da Fondazione MUS.E, l’esposizione è curata da Carlo Francini e Valentina Zucchi e realizzata in collaborazione con GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Attraverso sculture, dipinti, manufatti e documenti, il percorso riunisce testimonianze dall’età romana all’età moderna, mostrando come la figura leonina sia stata utilizzata per rappresentare la sovranità e l’autonomia della comunità fiorentina.

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Monte di Giovanni del Fora, Battesimo di Cristo dal codice C, n. 11 carta 4v (1513-1515; miniatura; Firenze, Opera di Santa Maria del Fiore). Credito fotografico: Opera di Santa Maria del Fiore
Monte di Giovanni del Fora, Battesimo di Cristo dal codice C, n. 11 carta 4v (1513-1515; miniatura; Firenze, Opera di Santa Maria del Fiore). Credito fotografico: Opera di Santa Maria del Fiore

Il fulcro del progetto è il Marzocco, il leone simbolo della Repubblica fiorentina, associato alla libertà e alla dignità civica. La scelta di Palazzo Vecchio, sede storica del governo cittadino, sottolinea il legame tra l’animale e la rappresentazione del potere pubblico. Anche la Sala dei Gigli, uno degli ambienti più emblematici dell’edificio, partecipa al racconto: le opere in mostra dialogano con le architetture e le decorazioni leonine già presenti nello spazio, evidenziando la funzione politica e comunicativa assunta da queste immagini.

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Ad accogliere i visitatori sono due monumentali protomi leonine di Baccio d’Agnolo provenienti dal Museo di San Marco. Dallo stesso museo arrivano altri due Leoni Marzocco del 1383, realizzati da Jacopo di Piero Guidi e Francesco Neri detto il Sellaio. Il percorso comprende inoltre la replica bronzea del Marzocco eseguita da Clemente Papi per piazza della Signoria, appartenente alle collezioni civiche, un affresco staccato raffigurante un leone con giglio proveniente dal convento della Santissima Annunziata e il dipinto Leone in due vedute, attribuito a Bartolomeo Bimbi.

Accanto alle opere figurative sono esposti documenti e testimonianze della diffusione dell’iconografia leonina nella cultura fiorentina. Tra questi figurano un antifonario miniato dell’Opera di Santa Maria del Fiore, lo Specchio umano della Biblioteca Laurenziana, una pianta settecentesca di Ferdinando Ruggieri che documenta il serraglio dei leoni, conservata nell’Archivio storico del Comune di Firenze, e una litografia di Adolfo de Carolis dedicata al Marzocco, proveniente dal Museo Nazionale Salce di Treviso.

Domenico Lenzi detto il Biadaiolo, Lo specchio umano, Tempi 3 c. 58r (XIV sec.; manoscritto miniato; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana) Credito fotografico: Biblioteca Medicea Laurenziana
Domenico Lenzi detto il Biadaiolo, Lo specchio umano, Tempi 3 c. 58r (XIV sec.; manoscritto miniato; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana) Credito fotografico: Biblioteca Medicea Laurenziana

La mostra affronta anche un aspetto meno noto della storia cittadina: la presenza di leoni vivi a Firenze fin dal Medioevo. Animali esotici e temuti, venivano custoditi in serragli che costituivano manifestazioni tangibili di prestigio e autorità. Dopo essere stati ospitati in piazza San Giovanni e presso il palazzo del Podestà, dalla metà del Trecento i leoni trovarono posto a Palazzo Vecchio, dove rimasero fino al 1550. La loro presenza rafforzò ulteriormente il legame con le istituzioni cittadine, tanto che la strada retrostante il palazzo porta ancora oggi il nome di via dei Leoni. La stessa denominazione era attribuita all’attuale via Cesare Battisti quando il serraglio venne trasferito in quella zona.

Le cronache riferiscono del numero di esemplari allevati nel cuore della città e delle occasioni solenni in cui venivano organizzate cacce e combattimenti. A documentare queste pratiche è un disegno di Giovanni Stradano proveniente dal Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi. Il racconto è completato dall’esposizione di un leone naturalizzato, proveniente dal Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze.

Bartolomeo Bimbi, Leone in due vedute (Prima metà del XVIII sec.; olio su tela; Poggio a Caiano, Ville e Residenze Monumentali Fiorentine, Museo della Natura Morta) Credito fotografico: Ville e Residenze Monumentali Fiorentine, Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta
Bartolomeo Bimbi, Leone in due vedute (Prima metà del XVIII sec.; olio su tela; Poggio a Caiano, Ville e Residenze Monumentali Fiorentine, Museo della Natura Morta) Credito fotografico: Ville e Residenze Monumentali Fiorentine, Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta

L’itinerario si estende anche agli altri ambienti di Palazzo Vecchio, dove leoni dipinti e scolpiti suggeriscono un percorso tematico all’interno del museo. La collaborazione con GAMB coinvolge inoltre il Museo Nazionale del Bargello, che conserva il celebre Marzocco di Donatello, tra le più importanti rappresentazioni del leone civico fiorentino. I possessori del biglietto di Palazzo Vecchio potranno usufruire di una riduzione per l’ingresso al Bargello, dove è previsto un itinerario dedicato alle principali opere con raffigurazioni leonine presenti nelle collezioni.

Un ulteriore approfondimento riguarda il Museo Stefano Bardini: all’ingresso i visitatori riceveranno una mappa che segnala le numerose raffigurazioni leonine raccolte dall’antiquario, testimonianza della fortuna di questa iconografia dall’antichità fino all’età contemporanea.

Il programma comprende anche attività per il pubblico. Ogni domenica alle 15 sono previste visite guidate dedicate alla mostra, mentre alle 10.15 si svolge Marzocco. Il leone di Firenze, una storia pensata per i più piccoli. Per entrambe le proposte è richiesta la prenotazione al numero 055 0541450 o all’indirizzo info@musefirenze.it.

Dichiarazioni

“Il leone è molto più di un simbolo per Firenze: è un’immagine che attraversa i secoli e racconta la storia della nostra città, il suo desiderio di libertà, la sua autonomia e la sua capacità di riconoscersi in valori condivisi”, ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Dal Marzocco alle testimonianze artistiche e storiche, la sua figura ci restituisce il legame tra arte, identità civica e potere politico, che ha contribuito a definire il volto di Firenze. Con questa mostra, Palazzo Vecchio, luogo simbolo del governo cittadino, diventa lo spazio ideale per riscoprire una storia affascinante, fatta di opere, documenti e curiosità, come quella dei leoni vivi ospitati per secoli nel cuore della città. Un percorso che ci permette di guardare al nostro patrimonio con occhi nuovi e di comprendere come i simboli del passato continuino ancora oggi a parlare alla comunità e alle nuove generazioni”.

“Quando, insieme a Valentina Zucchi, abbiamo immaginato questa mostra, ci ha guidato l’idea di seguire le tracce di una presenza familiare ma spesso inosservata: quella del leone, che da secoli accompagna la storia e l’immagine di Firenze“, ha spiegato Carlo Francini, curatore della mostra e soprintendente dei Musei Civici Fiorentini. ”Da questa ricerca è nato un percorso che mette in dialogo opere, luoghi e testimonianze diverse, restituendo la ricchezza di significati di un simbolo capace ancora oggi di parlarci. Un racconto che prosegue anche oltre Palazzo Vecchio, al Museo Stefano Bardini, dove le raffigurazioni leonine sono particolarmente numerose, e al Museo Nazionale del Bargello, che custodisce il celebre Marzocco di Donatello. Grazie alla disponibilità e alla collaborazione di Andreina Contessa, direttrice del gruppo GAMB Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, possiamo così offrire ai visitatori un’esperienza di conoscenza più ampia, dimostrando come il dialogo tra istituzioni culturali possa contribuire a valorizzare il patrimonio comune”.

“Un progetto che valorizza, ancora una volta, la straordinaria storia del palazzo di governo di Firenze, nelle sue relazioni con la città e con i cittadini“, riflette Valentina Zucchi, curatrice della mostra, ”grazie alle opere esposte, di finissimo pregio, è possibile individuare la trama di un racconto che ai leoni intreccia gli sviluppi politici, economici e artistici di Firenze tra il Medioevo e l’età moderna, giungendo fino a noi: il Marzocco è tuttora l’emblema indiscusso della fiorentinità. Un sentito ringraziamento alle istituzioni culturali che hanno collaborato al buon esito del progetto”.

“Il Marzocco di Donatello, custodito al Museo Nazionale del Bargello, non è soltanto un capolavoro della scultura rinascimentale“, dichiara Andreina Contessa, Direttore Generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, ”ma anche un simbolo profondamente legato alla storia e all’identità civica di Firenze. La mostra I leoni di Firenze offre un’occasione preziosa per riscoprire questo legame e per mettere in dialogo opere, luoghi e collezioni che custodiscono la memoria della città. Siamo particolarmente lieti di contribuire al progetto con un percorso tematico all’interno del Bargello, che invita i visitatori ad approfondire la ricchezza e la varietà dell’iconografia leonina. Questa collaborazione con i Musei Civici Fiorentini testimonia il valore di una visione condivisa del patrimonio culturale, nella quale i musei, attraverso il dialogo e la costruzione di nuove connessioni, possono offrire al pubblico prospettive inedite sulla storia e sull’arte di Firenze”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraI leoni di Firenze
CittàFirenze
SedeMuseo di Palazzo Vecchio
DateDal 27/10/2026 al 18/01/2027
CuratoriValentina Zucchi, Carlo Francini
TemiFirenze, Arte antica

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