di Redazione 05/11/2026
Categorie: Archeologia / Argomenti: Arte etrusca - Archeologia - Cerveteri
Un intervento urgente di indagine e messa in sicurezza nella necropoli etrusca di Monte Abatone, a Cerveteri (Roma), ha riportato alla luce camere funerarie con volte originarie, troni scolpiti nel tufo e tracce di pittura rossa. Recuperata anche un’olla stamnoide quasi integra, che sarà esposta dopo il restauro.
Nuove testimonianze dell’antica Caere emergono dalla necropoli etrusca di Monte Abatone, a Cerveteri (Roma), dove un intervento di indagine archeologica e messa in sicurezza ha portato alla riscoperta di diverse camere funerarie e al recupero di materiali di particolare interesse. Tra questi spicca un’olla di forma stamnoide, conservata quasi integralmente e caratterizzata da una decorazione figurata con animali incisi e dettagli dipinti in rosso. Il reperto sarà sottoposto a pulitura e restauro e, al termine delle operazioni, verrà esposto al pubblico.
A dare notizia degli interventi è la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria Meridionale. Le operazioni sono state avviate per rispondere a esigenze urgenti di tutela: alcune tombe della necropoli presentavano infatti crolli e condizioni di instabilità che richiedevano indagini, documentazione e interventi di messa in sicurezza. La liberazione degli accessi e la rimozione cautelativa dei riempimenti hanno consentito di esplorare nuovamente gli ambienti funerari e di individuare elementi finora non documentati.
Le camere restituite dall’intervento presentano caratteristiche differenti. Una conserva ancora buona parte della volta originaria, mentre un’altra si distingue per la presenza di elementi di arredo funerario scolpiti direttamente nel tufo, tra cui alcuni troni. In un ulteriore ambiente sono state individuate ampie tracce di decorazione pittorica rossa sulle pareti, una testimonianza utile a ricostruire l’aspetto originario degli spazi funerari.
Monte Abatone rappresenta una delle principali necropoli dell’antica Caere e costituisce una fonte importante per lo studio dell’architettura funeraria etrusca, dei rituali e dell’organizzazione sociale della comunità ceretana nel corso dei secoli. Le nuove evidenze contribuiscono quindi ad ampliare le conoscenze su un contesto archeologico di particolare rilevanza.
Le tombe interessate dai lavori erano già state oggetto in passato di scavi clandestini, che ne avevano compromesso il contesto originario. Nonostante le asportazioni, tuttavia, alcuni materiali erano rimasti negli ambienti e sono stati recuperati nel corso delle recenti indagini. Tra questi, l’olla stamnoide costituisce uno dei rinvenimenti più rilevanti. Le sue caratteristiche potranno essere valutate più approfonditamente al termine delle operazioni di pulitura e restauro, che permetteranno di precisarne anche gli aspetti legati alla produzione e alla funzione.
Tutte le tombe sono state sottoposte a indagine archeologica, documentate e messe in sicurezza. I materiali recuperati sono attualmente affidati agli interventi di pulitura, restauro e studio, necessari per definirne la cronologia, le tecniche di produzione e il significato storico e culturale.
Commenti
Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.